In genere il pittore contemporaneo
ha un percorso che coincide con varie fasi della vita. Ormai slegato, liberato,
affrancato dal supposto giogo della committenza; l'artista vaga disperatamente
libero nel suo cosmo e qui è colto da allucinazioni spontanee o
artificiosamente ricreate con varie sostanze. In questo vagare in cui Dio
non trova più posto, almeno secondo codificazioni convenzionali, emergono
le visioni personali dell'artista. Ecco che nasce il "desiderio di comunicare"
o laguori o malesseri o fughe o ricoveri d'ansie immortali o la lucida
immoralità.
Nicola Eremita studioso dell'arte
e polemico |