Questa storia è qualcosa che riguarda l'intimità di Venezia. Quando si bagna, quando si asciuga, quando il suo ciclo diventa instabile e incontrollabile e travolge con sé le speranze di chi ha osato e osa viverci.

È una storia fatta di sottili tranelli; di un luogo che pochi conoscono e di cui molti parlano con parole di ammirazione, incantante e distratte dalla bellezza e così incapaci di comprenderne la segreta insidia.

A molti pare che, chi viva qui, sia parte di un mondo distante dalla realtà assorto nei suoi privilegi, nelle sue ricchezze che per definizione possieda; magari per il solo fatto di aver bottega a Venezia.

Pochi comprendono le difficoltà ed i rischi di chi sceglie, per spirito d'impresa o spinto dai propri sogni più che dalle proprie possibilità, d'intraprendere un'avventura di vita e di lavoro a Venezia.

Ancor meno comprendono l'immenso divario che sussiste tra la città che, per come fu costruita, incarna un modo d'intendere la vita; ed i suoi attuali amministratori che, eletti con voti di Mestre e Marghera, hanno una sensibilità diametralmente opposta.

In queste distanze incolmabili, in queste solitudini secolari che dividono Venezia dalla quotidianità, si collocano i fatti di cui voglio parlare.

Venezia convive forzosamente con le cosidette maree eccezionali da ormai un secolo; e la classe dirigente di cui sopra, politicamente demotivata, non ha posto rimedio a tale rovinosa sciagura per 5 lunghi decenni. Da quando, cioè si verificò in era moderna un grande e catastrofico evento quale fu quello del 1966.

Questi fatti tuttavia sono i limiti estremi di un fenomeno quotidiano, che penetra e distrugge la tenacia di chi vive a Venezia, demolendone lo spirito e persuadendo alla rinuncia; e ciò accade principalmente a quella parte di popolazione più debole e delicata che costituisce il vero tessuto sociale.

Poi ci sono quelli che resistono o che addirittura vengono qui da fuori a seminare, con il proprio lavoro, gli speranzosi frutti di una forse illusoria rinascita.

La marea oscilla mediamente tra un massimo di 80 cm sopra il medio mare ed un minimo di 50 cm sotto il medio mare. Il medio mare è un termine di riferimento convenzionale misurato dal mareografo di Punta della Dogana nel 1897.

Il 30 Novembre 2008 alle ore 20 ricevo messaggio sms dal Centro Segnalazione Maree in cui s'indica il massimo di marea di cm 110 per l'alba del 1 Dicembre 2008.

Essendo tale livello di marea non in grado di allagare la Galleria d’Arte III Millennio e l’adiacente Foresteria, essendo entrambe a 120 cm sopra il medio mare, per pura precauzione installo le opportune paratie ma non rimuovo le opere, gli impianti e l’arredo dalle collocazioni più basse. La sera del 30 Novembre mi reco quindi fuori Venezia.

La mattina del 1 Dicembre 2008 rientro in sede alle ore 10 e non posso fare altro che constatare che le paratie non hanno retto alla massa d’acqua e che il piano terra della Galleria e quello della Foresteria sono interamente allagati. La marea ha infatti raggiunto un massimo sopra il medio mare di almeno cm 159.

La prova di quel che dico è nella foto della borchia presente al'Hotel Cavalletto che indica il massimo di marea raggiunto nel 1966 esso è a circa 35 centimentri dal livello dell'acqua. Se il livello massimo di marea del 1966 fu di cm 194 significa che il 1 Dicembre la marea raggiunse almeno 159 cm. Il Comune di Venezia ha dichiarato ufficialmente 156 cm.

Che dire?
Il servizio, in un periodo dell'anno notoriamente a rischio di eventi eccezionali non è messo nelle condizioni di effettuare aggiornamenti costanti sullo stato delle acque e quindi di informare tempestivamente la cittadinanza interessata.

A pensar male sembra che tutto sia opportunamente gestito con trascuratezza proprio per indurre la rinuncia ad iniziative private di qualsiasi tipo: vuoi di residenzialità, vuoi di commercio di beni e servizi, vuoi di valenza culturale artistica o di semplice valenza sociale.

La situazione che si presenta è molto pesante. L'acqua che allaga i locali è salmastra ed anche fradicia di liquami fognarii e di rifiuti urbani. Essa s'insinua nell'impianto elettrico distruggendolo. Quindi raggiunge i motori degli elettrodomestici della foresteria distruggendo pure questi. Nel frattempo ha già sorpraffatto alcune opere di scultura e di pittura oltre ad una vetrina a fibre ottiche, danneggiando anch'essa gravemente.

Nel giro di un paio d'ore l'acqua si ritira lasciando i suoi miasmi. Nelle ore e nei giorni seguenti si manifestano i danni nascosti: porzioni di intonaco cadono a pezzi a causa del sale che cristallizza e spacca la calce; ma anche alcune porzioni di parete sono compromesse. Quindi iniziano a distaccarsi parti di pavimento per il medesimo effetto del sale che fa scoppiare i leganti.

Dopo alcune settimane, durante le quali abbiamo atteso che il ciclo di maree eccezionali si placasse, abbiamo iniziato i lavori di recupero. A Giugno 2009 abbiamo reso la Galleria in grado di accogliere il Padiglione della Biennale per Taiwan; ma i lavori di completo recupero si sono ultimati solamente a Maggio del 2011 e qui potete ammirare il risultato.

Nonostante tutto, tra mille difficoltà e nell'indifferenza e nell'incomprensione di molti, noi resistiamo e portiamo avanti la nostra professione di divulgatori dell'arte; perchè siamo umanisti, cioè uomini infiniti e sappiamo che l'arte è l'unica speranza di riscatto per l'uomo.

A fronte di danni stimati per oltre € 40.000 abbiamo ricevuto, dopo oltre due anni, circa € 15.000 ovviamente insufficienti a coprire le perdite.

  • alluvione del 1 dicembre 2008 fotografie
  • alta marea galleria d'arte terzo millennio venezia
    un'enorme massa d'acqua salmastra lurida e infetta
  • alta marea galleria d'arte terzo millennio venezia
    ogni cosa alla mercè degli elementi
  • alta marea galleria d'arte terzo millennio venezia
    la vetrina interna...
  • alta marea galleria d'arte terzo millennio venezia
    la vetrina interna, dettagli
  • alta marea galleria d'arte terzo millennio venezia
    salviamo qualcosa dalla distruzione
  • alta marea galleria d'arte terzo millennio venezia
    è acqua di fogna...
  • alta marea galleria d'arte terzo millennio venezia
    tutto è travolto e sommerso
  • alta marea galleria d'arte terzo millennio venezia
    l'acqua salsa è puzzolente e corrosiva
  • alta marea galleria d'arte terzo millennio venezia
    un divano usato per salvare un mobile
  • alta marea galleria d'arte terzo millennio venezia
    si sacrifica qualcosa per salvare qualcos'altro
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    una scultura semisommersa
  • alta marea galleria d'arte terzo millennio venezia
    è terribile ed opprimente
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    siamo pervasi da un sinistro senso d'impotenza
  • alta marea galleria d'arte terzo millennio venezia
    è un disastro, la pompa non serve a nulla!
  • alta marea galleria d'arte terzo millennio venezia
    fosse solo acqua di mare...
  • alta marea galleria d'arte terzo millennio venezia
    la scultura è rimasta nell'acqua di fogna...
  • i danni ai locali
  • alta marea galleria d'arte terzo millennio venezia
    i danni sono gravissimi
  • alta marea galleria d'arte terzo millennio venezia
    distrutto l'impianto elettrico
  • alta marea galleria d'arte terzo millennio venezia
    distacco di parte del pavimento
  • alta marea galleria d'arte terzo millennio venezia
    distrutti i rivestimenti
  • alta marea galleria d'arte terzo millennio venezia
    distruzione ovunque
  • alta marea galleria d'arte terzo millennio venezia
    anche alcune opere sono compromesse
  • alta marea galleria d'arte terzo millennio venezia
    il giorno prima una Galleria d'Arte, il giorno dopo la desolazione
  • alta marea galleria d'arte terzo millennio venezia
    si distacca anche parte della muratura

  • gli interni dopo il recupero e il restyling fotografie
  • planimetria galleria d'arte terzo millennio venezia
    mappa logistica
  • interni galleria d'arte terzo millennio venezia
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    ampie superfici espositive
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    vetrine alte mt. 4,80
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    una scenografia perfetta
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    uno dei più moderni spazi espositivi
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    una location centralissima
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  • alluvione del 1 dicembre 2008 video