Mostra Personale: MASKS!
in occasione del Carnevale di Venezia


05 febbraio | 19 febbraio 2010

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  • rossella mocerino
    dopo la pioggia
    olio su tela
  • rossella mocerino
    possibilità cosmiche
    olio su tela
  • rossella mocerino
    cosmo I, il sistema solare
    olio su tela
  • rossella mocerino
    cosmo II, l'oceano del mondo
    olio su tela
  • rossella mocerino
    cosmo III, natura
    olio su tela
  • rossella mocerino
    elemento 1, calore
    olio su tela
  • rossella mocerino
    elemento 2, vento
    olio su tela
  • rossella mocerino
    elemento 3, luce
    olio su tela
  • rossella mocerino
    l'eterna domanda
    olio su tela
  • rossella mocerino
    l'ombra di quest'uomo
    olio su tela

Biografia

Rossella Mocerino è nata in Toscana. Attualmente vive e opera a New York dove risiede in Greenwich Village. Ha studiato disegno alla Lega degli Studiosi dell'Arte di New York City, quindi anatomia con Robert Hale della Lega degli Studiosi d'Arte, quindi tempera con l'artista newyorkese Olivera Sajkovic, quindi storia dell'arte con Sarah Lawrence a Firenze.

Espone le sue opere nel Vecchio e nel Nuovo Mondo in mostre personali e collettive dal 1981.

Parere della Direzione Artistica
Galleria d'Arte III Millennio

Giovane pittirice attiva negli Stati Uniti, profondamente affascinata da Venezia, ama rappresentare le maschere tipiche della Commedia dell'Arte ricercando in esse i valori fondanti l'immaginazione ed il rapporto dell'umanità con l'autocoscienza e la consapevolezza dell'esistenza. Insomma riscopre l'importantissimo significato spirituale e celebrativo che i festeggiamenti d'ogni sorta avevano nelle antiche ere delle civiltà umane e che al giorno d'oggi sembrano essere dimenticate per far spazio ad esigenze più che altro materiali.

L'artista riafferma i profondi significati e gli immensi valori che certe tradizioni conservano, per buona pace di color che sono sopraffatti dall'ansietà di celebrare sempre qualcosa di nuovo; ma, come sempre è detto: niente è nuovo sotto il sole. Allora tanto vale considerare sempre gli interrogativi più importanti che l'umanità si pone e tralasciare ciò che il preteso attualismo e la pretesa originalità è fatta passare per arte contemporanea. Bando quindi all'assecondamento di mode superficiali e spesso vuote e largo a ciò di cui in fondo l'arte si deve occupare. L'arte si deve occupare dell'uomo. Questo afferma Rossella Mocerino. Questo vale per quanto concerne i contenuti. La tecnica quindi è studiata e curata con perizia ed anche questo dettaglio si discosta fortemente dal molta altra arte che s'inganna privilegiando il contenuto. Non vi sarà alcun contenuto senza la ricerca della forma. In ciò l'arte assurge al sublime distinguendosi dalla mera cronaca.

Per Rossella Mocerino la figura umana è al centro della ispirazione creativa. In particolare ella è rimasta affascinata dal mascheramento tipico del carnevale veneziano che, nonostante la sua unicità ed originalità, affonda le radici in una tradizione atavica e ancestrale. Tale manifestazione, collocata nel contesto storico ed architettonico nonché naturalistico di Venezia, diviene una miscela ricca di riferimenti e stimoli di riflessione e spunto per la creazione. Difficile non rimanere irretiti.

Ecco quindi le maschere veneziane attraverso la lente ed il filtro dell'immaginazione di Rossella Mocerino. In questa pittura, il dramma dell'esistenza si colora ed il mistero del mascheramento travisa e inganna il tempo, la decadenza, la storia; così osserviamo queste figure celate, colte in una atmosfera sospesa e priva di riferimenti spazio temporali.

Esse divengono quindi icone di un nuovo modo di idealizzare simboli naturalistici ed universali. L'umanità infatti è sempre più distaccata e lontana dalla natura. La vita alienante del mondo della rivoluzione informatica e delle ossessive comunicazioni, allontana l'uomo da essa. Entra quindi in crisi quel rapporto contiguo tra intima vicinanza e incolmabile lontananza che si può stabilire a volte tra il singolo individuo e l'immensità del mondo.

Ecco quindi queste colorate creature che con il loro mascheramento, il loro mutamento, cercano di afferrare quel sentire perduto nel remoto passato; perduto in un mondo che è quasi estinto: fatto di romantica contemplazione. Attraverso di loro è agevolata la fuga dalla realtà del quotidiano e il recupero appunto di quei valori mistici. In una sorta di celebrazione sciamanica la maschera diviene simbolo del Sole o dell'Universo intero o dell'Oceano.

La maschera non è un semplice orpello o il capriccio di un pomeriggio ma è il momento per essere altro da sé ma non altro "umano", bensì altro inteso come ente in contatto diretto con l'essenza del mondo. Il camuffamento diviene quindi un processo di catarsi che distoglie l'uomo dalle miserie del proprio quotidiano e lo rivolge alla natura ed ai profondi ed irrisolti quesiti universali; quelli che per l'uomo dell'epoca primitiva davano il senso alla vita.