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Luigi De Giovanni si è
dedicato alla pittura sin dalla più tenera età e si è
diplomato allAccademia Di Belle Arti di Roma nel 1974.
Parere della Direzione
Artistica:
Seconda edizione della personale
di pittura di Luigi De Giovanni, la mostra si presenta nuovamente come una
serena e grandiosa sequenza di colori caldi ben accostati alle tinte fredde,
queste ultime usate con moderazione, che crea composizioni suggestive e intense.
Vorrei qui sottolineare l'elegante
contrasto che emerge nella apparente omogeneità dei temi trattati.
Il fondamentale contrasto si colloca tra le dolci nature morte, di sapore
impressionista, e i selvaggi paesaggi dell'Italia meridionale, di tratto
espressionista.
Vedete le prime ordinate e conchiuse
in garbata compostezza, con tinte più delicate, compassate, vorrei
dire, consumate. Vi prevalgono i mezzi toni e alcuni violetti e rosa pallidi;
e verdi che tendono alle tinte azzurrine; e poi alcuni grigi vivaci ma con
discrezione.
Le nature morte restano decisamente
su un unico piano e rappresentano un processo concluso, un momento; un fiore
che non è divenuto frutto, un gambo ormai reciso che può vivere
solamente l'istante che gli è dato. Queste sono la celebrazione del
"carpe diem" l'attimo in cui pensi di avere compreso e colto il significato,
di possedere l'oggetto e il soggetto del tuo desiderio; ed è già
passato.
Sono aggraziate e serene ma sono
pur sempre predisposte alla rapida e precoce estinzione che solo la mano
dell'artista è in grado d'impedire ma con l'artifizio della pittura.
Esse si manifestano in un delicato intrico e, trasmettono una serena
inquietudine.
Vengono quindi questi potenti paesaggi
in cui prevale un tratto deciso rapido sintetico, con poche distrazioni,
quasi gestuale ma anche con poche concessioni all'astrazione che rimane domata,
controllata, trattenuta. Il colore è meno sfumato e i contrasti più
accentuati.
Sono luoghi esistenti, non capricci,
e sono duri e veraci; forse riarsi da un sole implacabile ma pieni di una
vita radicata e resistente che, nella sua nodosa e apparente disordinata
evoluzione, riafferma il suo primato. In queste tele l'autore ha concentrato
tutta la sua forza vitale, il suo ottimismo e la sua fede nella potenza creatrice
di questo mondo.
Nella contemplazione e
nell'affermazione del valore di queste realtà Luigi De Giovanni ha
codificato il suo messaggio universale. Il primato della natura quale forza
riequilibratrice in grado, nell'assenza dell'umana specie, di riparare ai
torti subiti con la sua potente e esuberante e onnidirezionale forza creatrice.
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