MASKS! - Opere di Rossella
Mocerino
in occasione del Carnevale di Venezia
Rossella Mocerino è nata
in Toscana. Attualmente vive e opera a New York dove risiede in Greenwich
Village. Ha studiato disegno alla Lega degli Studiosi dell'Arte di New York
City, quindi anatomia con Robert Hale della Lega degli Studiosi d'Arte, quindi
tempera con l'artista newyorkese Olivera Sajkovic, quindi storia dell'arte
con Sarah Lawrence a Firenze.
Espone le sue opere nel Vecchio
e nel Nuovo Mondo in mostre personali e collettive dal 1981.
Parere del Curatore:
Giovane pittirice attiva negli
Stati Uniti, profondamente affascinata da Venezia, ama rappresentare le maschere
tipiche della Commedia dell'Arte ricercando in esse i valori fondanti
l'immaginazione ed il rapporto dell'umanità con l'autocoscienza e
la consapevolezza dell'esistenza. Insomma riscopre l'importantissimo significato
spirituale e celebrativo che i festeggiamenti d'ogni sorta avevano nelle
antiche ere delle civiltà umane e che al giorno d'oggi sembrano essere
dimenticate per far spazio ad esigenze più che altro materiali.
L'artista riafferma i profondi
significati e gli immensi valori che certe tradizioni conservano, per buona
pace di color che sono sopraffatti dall'ansietà di celebrare sempre
qualcosa di nuovo; ma, come sempre è detto: niente è nuovo
sotto il sole. Allora tanto vale considerare sempre gli interrogativi più
importanti che l'umanità si pone e tralasciare ciò che il preteso
attualismo e la pretesa originalità è fatta passare per
arte contemporanea. Bando quindi all'assecondamento di mode superficiali
e spesso vuote e largo a ciò di cui in fondo l'arte si deve occupare.
L'arte si deve occupare dell'uomo. Questo afferma Rossella Mocerino. Questo
vale per quanto concerne i contenuti. La tecnica quindi è studiata
e curata con perizia ed anche questo dettaglio si discosta fortemente dal
molta altra arte che s'inganna privilegiando il contenuto. Non vi sarà
alcun contenuto senza la ricerca della forma. In ciò l'arte assurge
al sublime distinguendosi dalla mera cronaca.
Per Rossella Mocerino la figura
umana è al centro della ispirazione creativa. In particolare ella
è rimasta affascinata dal mascheramento tipico del carnevale veneziano
che, nonostante la sua unicità ed originalità, affonda le radici
in una tradizione atavica e ancestrale. Tale manifestazione, collocata nel
contesto storico ed architettonico nonché naturalistico di Venezia,
diviene una miscela ricca di riferimenti e stimoli di riflessione e spunto
per la creazione. Difficile non rimanere irretiti.
Ecco quindi le maschere veneziane
attraverso la lente ed il filtro dell'immaginazione di Rossella Mocerino.
In questa pittura, il dramma dellesistenza si colora ed il mistero
del mascheramento travisa e inganna il tempo, la decadenza, la storia; così
osserviamo queste figure celate, colte in una atmosfera sospesa e priva di
riferimenti spazio temporali.
Esse divengono quindi icone di
un nuovo modo di idealizzare simboli naturalistici ed universali.
Lumanità infatti è sempre più distaccata e lontana
dalla natura. La vita alienante del mondo della rivoluzione informatica e
delle ossessive comunicazioni, allontana luomo da essa. Entra quindi
in crisi quel rapporto contiguo tra intima vicinanza e incolmabile lontananza
che si può stabilire a volte tra il singolo individuo e
limmensità del mondo.
Ecco quindi queste colorate creature
che con il loro mascheramento, il loro mutamento, cercano di afferrare quel
sentire perduto nel remoto passato; perduto in un mondo che è quasi
estinto: fatto di romantica contemplazione. Attraverso di loro è agevolata
la fuga dalla realtà del quotidiano e il recupero appunto di quei
valori mistici. In una sorta di celebrazione sciamanica la maschera diviene
simbolo del Sole o dellUniverso intero o dellOceano.
La maschera non è un semplice
orpello o il capriccio di un pomeriggio ma è il momento per essere
altro da sé ma non altro "umano", bensì altro inteso come ente
in contatto diretto con l'essenza del mondo. Il camuffamento diviene quindi
un processo di catarsi che distoglie luomo dalle miserie del proprio
quotidiano e lo rivolge alla natura ed ai profondi ed irrisolti quesiti
universali; quelli che per luomo dellepoca primitiva davano il
senso alla vita.
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