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V Collettiva d’Arte Contemporanea Biennale di Venezia, 18 ottobre – 06 novembre 2008. Comunicato stampa

In occasione della 11. Biennale di Venezia Sezione Architettura “Architecture Beyond Structure”. Opening 18 ottobre 2008 ore 18

Opere di Aghamohammadi | Benetti | Brombo | Malcangi | Greco | Kammermeier | Morris | Ravagnan | Soldatov | Tian | Troyer | Zoccarato

La Collettiva d’Arte Contemporanea Biennale di Venezia è giunta alla sua quinta edizione.

Come sempre la mostra sarà caratterizzata dalla molteplicità e dalla originalità delle opere. Quest’anno espongono artisti dall’Iran, dall’India, dall’Austria, dalla Russia, dalla Germania, dal Canada e naturalmente dall’Italia. L’esposizione non ha un tema prefissato ma vuole presentare campioni della migliore produzione degli artisti espositori, che si caratterizzano per tecniche e sensibilità espressive anche estremanente differenziate.

È proprio in questa differenziazione che si qualifica questa manifestazione con l’intento di associare la diversità del mondo alla diversità degli umori dell’uomo “artifex”.  Il Curatore, dr. Nicola Eremita, guiderà i visitatori lungo il percorso espositivo.

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V Collettiva d’Arte Contemporanea Biennale di Venezia, 18 ottobre – 06 novembre 2008

In occasione della 11. Biennale di Venezia Sezione Architettura “Architecture Beyond Structure”

Introduzione

In occasione della 11. Biennale di Architettura “Architecture Beyond Structure”, si svolge la quinta edizione della Collettiva d’Arte Contemporanea Biennale di Venezia. Quest’anno espongono anche un artista iraniano ed un’artista indiana oltre a un’artista canadese un artista austriaco ed a un artista russo naturalizzato in germania.

Buona anche la presenza di artisti veneti con 5 partecipazioni; e del resto d’italia con due partecipazioni.

Nell’affollato e variegato panorama artistico veneziano, la Galleria d’Arte III Millennio è la prima e sola galleria d’arte che organizza questo tipo di manifestazioni, scevre da qualsiasi indirizzo politico o propagandistico, lasciando agli artisti libertà di espressione e tecnica.

Ogni esposizione diviene così un piccolo “museo” di arte contemporanea e non una vera e propria “mostra”. Questa differenza è cruciale e sostanziale in quanto, secondo la moda attuale, il curatore di turno diviene il vero protagonista. Egli infatti s’impone quale “arredatore” della mostra; l’artista quindi cala in secondo piano.

In questo caso, pur essendoci il curatore, sono gli artisti in primo piano. Il ruolo del curatore invece è più complesso e discreto: egli deve presentare le opere al pubblico; deve parlarne deve decodificarle e collegarle in modo tale da accendere la curiosità e l’attenzione.

In tal modo egli apre il dibattito e la dialettica, divenendo non più provocatore ma esortatore all’attenzione verso la multiformità della sensibilità umana. Questo è dialogo e non monotona auto-celebrazione. Non servono quindi gli acronimi.

Espongono

Opening

Gli Artisti

Soldatov Alex

Biografia: Alexej Soldatov è nato nel 1975 a Magnitogorsk in Russia. Ha conseguito il Diploma in materie artistiche presso il Liceo Artistico di Magnitogorsk. Ha insegnato materie artistiche presso la Scuola Media di Magnitogorsk quindi si è trasferito in Germania. Lì ha aperto il proprio studio e si è iscritto all’Accademia Statale d’Arte di Stoccarda. Ha insegnato quindi presso il Liceo Artistico di Stoccarda. Attualmente vive e lavora a Stoccarda.

Parere del Curatore dr. Nicola Eremita: si dice che sia necessario andare oltre la pittura. Infatti molta arte contemporanea pare voler respingere anche solo l’idea della pittura. Tuttavia questo è uno dei molti esempi che dimostrano che essa sia ancora una preziosa forma d’arte. L’artista propone uno stile che richiama la pittura moderna tra ottocento e novecento, in particolare il cubismo e alcune forme di espressionismo. La qualità cromatica è ispirata all’opera di Egon Schiele, mentre il tratto si avvicina a quello di Braque, Macke, Feininger. Il linguaggio semantico è coerente con lo stile adoperato anche se ampiamente aggiornato. Interessante notare l’atmosfera di sospensione e di immobilismo che circonda la giovane coppia ottenuta grazie alle pose intime ed ai forti contrasti. Basilare per l’autore è l’uso corretto e diligente della forma espressiva, cosa che, per chi scrive, è nota di merito. Alla base della vera arte c’è sempre il duro lavoro; ma non è tutto. Se facciamo una ricerca tra le opere dell’artista riscontriamo l’attenzione per le tematiche esistenziali. Le stesse dei grandi maestri che egli ammira; ma con le intenzioni di un giovane uomo del duemila. Grazie al cielo nulla è nuovo sotto il sole; cambia solo il modo di vivere la vita e in questo caso, l’arte. Il dipinto svela la dolcezza del microcosmo affettivo della giovane coppia. L’amore sensuale come valore unificante e quotidiano rifugio.

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“ti voglio bene”, olio su tela cm 94×80

Malcangi Cataldo

Biografia: Cataldo Malcangi ha frequentato il Corso Libero di Disegno e Pittura dal Vero presso l’Accademia di Belle Arti di Bari; quindi il Corso teorico-pratico di Iconografia presso la diocesi di Massa Marittima Piombino. È stato selezionato tra gli artisti del secondo premio internazionale di pittura “Arte Laguna” 2007, patrocinio Accademia belle arti di Venezia. Attualmente l’artista opera nel cuore della città di Torino dove approfondisce la ricerca-sperimentazione nel campo della pittura e della scultura.

Parere del Curatore dr. Nicola Eremita: installazione o scultura. Nel panorama dell’arte contemporanea è nato il fenomeno della cosidetta installazione. Essa non è una scultura e non è pittura. Spesso si basa sulla giustapposizione di oggetti o apparati che svolgono qualche funzione. In questo caso si nota la scultura e l’installazione che ad essa è funzionale. L’artista fa luce su di sé. Pone se medesimo al centro dell’attenzione. Il proprio corpo e la propria essenza che in esso si manifesta lacerandolo e quasi decomponendolo. L’artista attende o è assorto in quieta contemplazione? L’artista si autocelebra o semplicemente si mette a nudo? La contemporaneità pone ormai quasi esclusivamente interrogativi sull’artista stesso che, come disse Warhol, gode almeno una volta dei suoi quindici minuti di popolarità. L’arte è il palcoscenico roboante affollato da indefinite figure umane che salutano sorridono e proseguono, come già le volle il Maestro Fellini. La Divinità che un tempo imponeva le sue tematiche e solo attraverso di esse il grande artista svelava il proprio talento è morta. Il Re è nudo ed anche l’artista si adatta. In questo contesto di generale livellamento il “creativo” cerca di recuperare una parvenza di sacralità e si mette in luce, oppure sarcasticamente ghigna di coloro i quali agognano tale privilegiata condizione.

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“lux mea”, scultura policarbonato plexiglass cm 34x34x30

Morris Darlean

Biografia: Darlean Morris vive e opera a St. Marys nell’Ontario Canada. E’ laureata alla McMaster University, ha una laurea in Scienze dell’Educazione alla University of Toronto, ha seguito un Master in Scienze Pedagogiche e conseguito il Dottorato di Ricerca in Scienze delle Arti e della Pedagogia alla University of Southern Mississippi. Nel 2005 Ha aperto il suo Studio a St. Marys. Ha partecipato a numerose esposizioni Collettive, ed ha realizzato esposizioni personali in Canada, negli Stati Uniti ed in Europa.

Parere del Curatore dr. Nicola Eremita: sostanziale consonanza con quanto detto per Dino Brombo e per Francesca Donadio. Dal punto di vista formale l’effetto è complementare e i dipinti si compenetrano perfettamente. L’effetto cromatico che ottiene con questa opera è molto piacevole. Tuttavia il colore non riceve il trattamento raffinato che si riscontra nelle tele di Brombo e Donadio. Ciò in parte penalizza la lettura del dipinto che si semplifica riducendosi all’espressione contenutistica. Questa tempesta di passioni effettivamente è una tempesta. Il tratto è disordinato e discontinuo. Il riferimento a segni naturalistici pare richiamare l’esplosione il fuoco l’eruzione lavica. L’armonia è negata a favore della spinta puramente irrazionalistica incontrollata che, se trasmette il senso della passione non si fa tuttavia portatrice di alcun valore etico se non quello della passione stessa ma ciò può fuorviare in ordine all’oggetto della stessa. Il concetto è completamente interiorizzato facendo di questa opera una creazione squisitamente intimista.

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“tempesta di passioni” acrilico su alluminio cm 32×32

Brombo Dino

Biografia: Dino Brombo ha sempre lavorato, fin dagli anni 50, da solitario, per suo esclusivo conto, non volendo incrementare l’esercito dei crostaiuoli. Negli anni 70 ha presentato, alla Bevilacqua La Masa, una sua opera che è stata regolarmente respinta. Oggi, rivedendo tale opera afferma che hanno fatto bene. L’artista si è dedicato a costruire dei pannelli decorativi e stucchi nella sua abitazione e di quella della sorella. Negli ultimi due anni Dino Brombo ha ripreso, a pieno ritmo, l’attività pittorica. Ha fatto una personale in Sottomarina nell’Agosto 2008. Partecipa, con due lavori, alla mostra indetta dal circolo culturale Renato Nardi, alla Giudecca.

Parere del Curatore dr. Nicola Eremita: L’artista si muove sicuro nell’insidioso terreno dell’arte astratta. L’effetto cromatico che ottiene con questa opera è molto piacevole. I colori sono bilanciati e posseggono un intimo e misterioso ordine. Esiste più di un livello di lettura. Inizialmente appunto si apprezza l’equilibrio formale; quindi si avverte in esso un riferimento a segni naturalistici ed ecco apparire i riflessi di acqua e luce e fuoco. Oltre questo confine si estende la questione contenutistica. È una fuga irrazionalistica verso il segno, e il gesto puro. L’artista vuole sbarazzarsi delle sovrastrutture umane e giungere semmai all’istintualità alla semplice emozione visiva del fanciullo interiore. In tale indiscutibile tendenza si cela anche qualcos’altro. Nonostante la componente irrazionalistica il dipinto svela degli equilibri che noi intuiamo. Allora significa che un messaggio positivo giunge direttamente dal mondo dell’emozione. Essa è in grado di costituire per l’uomo un contesto comprensibile con il quale stabilire una nuova forma di convivenza. Essa potrebbe essere basata sulla poesia e sulla armonia degli elementi stessi.

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“bizzarrie”, idroresine in impasto su truciolato cm 50×70

Greco Giovanni

Biografia: Giovanni Greco è nato nel 1953 a Catania dove oggi vive e opera. Frequenta la Scuola del Nudo a Catania. Nel 1980 inizia la sua attività pittorica spinto da una forte passione per l’arte, in particolare per quella del ‘500 e del ‘600, che lo porta ad indagare la tecnica delle opere di Caravaggio, Poussin e soprattutto fiamminghi di Van Eyck, Brueghel, Bosch. Nello stesso tempo egli cerca di soddisfare la sua esigenza classicista occupandosi dell’arte ellenica. Egli ritiene infatti che in essa la perfezione estetica oltre che tecnica siano complete.

Parere del Curatore dr. Nicola Eremita: il dipinto è una corretta e rispettosa citazione di grandi artisti rappresentanti rispettivamente di importanti periodi dell’arte antica e moderna. Seguire l’insegnamento di Maestri del passato è certo utile per comprendere e approfondire lo studio delle arti. È ciò che molti giovani artisti scordano di fare. Privi dell’umiltà per apprendere si illudono di essere geni dalla nascita e trascurano la fatica dello studio dell’applicazione e della ripetizione. Se costoro trovano la strada “giusta” sono anche immeritatamente glorificati e le loro creazioni ingolfano vari musei d’arte contemporanea. Tali fatti sono la fonte di tante sciagure per la contemporanea arte. Tuttavia preme considerare che tale semina risulta proficua solamente se poi l’artista si confronta con la propria personale mano e finge di dimenticare l’insegnamento ricevuto. È quello che poi ogni collezionista avveduto si attende dall’artista preferito. Risulta ottima la costruzione lessicale di questa tela che rende omaggio alle arti.

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“tratti d’unione”, olio su tela cm 60×50

Troyer Giovanni

Biografia: Giovanni Troyer è nato a Venezia nel 1962. Ha studiato arte presso il Liceo Artistico di Treviso e ha conseguito la laurea in Architettura presso l’Università di Venezia.

Parere del Curatore dr. Nicola Eremita: molti artisti si confrontano ogni giorno con gli scorci veneziani. Alcuni realizzano scenari classici, poetici, suggestivi. Altri trasformano la città con scenari apocalittici o ironizzano su temi di attualità. Certo è che questi luoghi sono fonte di notevole ispirazione e stimolo. Non potrebbe essere altrimenti data la densità di bellezza artistica ed architettonica. L’artista di origini austriache che presenta questa opera incentrata sull’Area Marciana, ci presenta una interpretazione ancora nuova. L’opera è frutto della elaborazione elettronica del disegno a china originale. Il lavoro necessario per ottenere questi effetti grafici e cromatici è impegnativo. Il risultato è sconcertante e suggestivo. Venezia pare avvolta in un’aura sinistra e sfavillante che colpisce e attrae. Le immaginifiche evoluzioni aeree si compenetrano con gli irrequieti riflessi dell’acqua sottostante. Le tinte contrastate degli edifici rivoltati al negativo accendono i contorni architettonici come neon futuribili. Eccellente ed equilibrato il senso di movimento che s’infrange contro la solidità strutturale. Il passato diventa futuro, il passato è il futuro in una contemporaneità che molti artisti disprezzano. Volgersi al passato è il diffuso sentimento che s’oppone ad una pretesa attualità di molta arte blasonata e ufficializzata da centri di potere che non hanno alcun nesso con la gente.

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“Venezia 0801c”, disegno a china digitalizzato cm 55×75

Aghamohammadi Habibollah

Biografia: Habibollah Aghamohammadi è nato a Tabriz in Iran. Ha studiato al college e si è laureato in legge all’Università di Tabriz. Egli è Consulente Legale per una Compagnia di Assicurazioni. I colori lo fanno impazzire nella senso che lo rendono felice e sereno. Per lui l’arte è amore. Quando riesce ad addolcire le sofferenze dei bimbi bisognosi per mezzo dell’arte, riafferma il proprio amore per ella. Egli ritiene che l’arte sia la strada maestra per vivere l’amore, per praticare la filantropia e infine per giungere a Dio.

Parere del Curatore dr. Nicola Eremita: l’artista coltiva una grande passione per l’acquerello. Questa tecnica difficile e quindi poco utilizzata dalla gran massa degli artisti, per Aghamohammadi è pane quotidiano. I risultati sono eccellenti. L’acquerello è la tecnica del colore e della luce. In esso il segno è escluso o quanto meno ridotto al massimo. I colori sono protagonisti con tutte le loro sfumature e l’acqua li discerne e li riequilibra fluidamente in un ventaglio ricco di cangianze. Aghamohammadi coglie l’essenza e lo spirito dell’acquerello. Ne asseconda la mobilità e la trasparenza e l’onora con la vivacità dei colori e degli accostamenti. In questa particolare opera appare una caratteristica entusiasmante. Sussiste, infatti, un contrasto con la negazione del colore stesso. La grafite ed il grigio, assieme al fondo, creano un’ampia area di non colore da cui emerge improvviso il colore. Tutto ciò creato con discrezione, con delicatezza con grandissima cultura e umiltà. Il risultato è commovente per grazia e trasmette grande gioia se non addirittura una certa passione mistica. Ancora una volta si afferma che la bellezza è attorno a noi e nostro compito è quello d’uguagliarla, sublimarla, interiorizzarla. Un valore artistico che abbia fondamento e possa tramandarsi non può prescindere da una affermazione di bellezza.

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“grigio”, acquarello su carta

Zoccarato Maria Elisa

Biografia: Maria Elisa Zoccarato è nata nel 1952 a Vigodarzere Padova. Ha conseguito il Diploma di Maturità Artistica all’Istituto Amedeo Modigliani di Padova. Dal 1996 collabora e dipinge al laboratorio artistico “Segno e Colore” di Cadoneghe. Nel 1998 frequenta un corso specialistico sull’affresco che ha consentito di acquisire la tecnica. Appassionandosi sempre di più su questa materia, realizza copie di grandi artisti riprese dai grandi maestri del passato, e opere di sua creazione. Durante questo percorso ha sentito sempre più l’esigenza di approfondire altre tecniche. L’artista ha partecipato a diverse manifestazioni d’arte nella città di Padova e d’intorni.

Parere del Curatore dr. Nicola Eremita: Questo è un ottimo nudo. Titolo che richiama il libro di Khaled Hosseini. Eseguito con perizia e conoscenza della tecnica. E’ apprezzabile la variazione cromatica che asseconda il lirismo e la tensione della figura umana. Adeguato il riferimento alla grande pittura moderna. Lautrec, Boccioni, Klimt, paiono essere ispiratori di questo quadro. L’estetismo ostentato tuttavia si identifica con una visione attuale della sensualità femminile e pare che l’erotismo tenda a comprimere la psiche. Nel corpo della donna l’erotismo diviene una grande forza positiva che esige contemplazione e desidero, passione e dedizione assoluti. È un omaggio figurativo all’istintività dell’astrattismo che raffigurano altri artisti in questa collettiva. Il lato positivo dell’istintività umana che sfocia in quella caratteristica unica che è il sentimento erotico. Esso che è un abisso aperto sopra gioie e dolori e che può essere tanto discreto quanto opprimente, tanto superficiale quanto spirituale.

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“mille soli soli splendenti”, olio acrilico foglia smiloro cm 70×120

Ravagnan Massimo

Biografia: Massimo Ravagnan è diplomato Maestro d’Arte in Architettura ed Arredamento presso l’Istituto Statale d’Arte di Venezia. Vive e lavora a Mestre.

Parere del Curatore dr. Nicola Eremita: In un contesto di sana ed elaborata tecnica pittorica si svolge questo tema enigmatico ed apocalittico. Riferimenti al fantasy all’esoterismo alla new age sono spiccati anche se si ritiene che per l’artista siano solamente un pretesto per rappresentare il soggetto. La Salute, monumento veneziano alla salvazione dalla peste, è simbolo di speranza di sicuro porto e rifugio per il vascello che rappresenta allegoricamente il microcosmo dell’artista stesso. Un omaggio a Venezia che si vuole sempre sull’orlo dell’annegamento e che invece qui diviene solido scoglio e punto fermo nella onnipresente furia degli elementi cupi e malevoli. Il vascello come vedete sorvola a vele ritratte tali corrotti elementi che forse non rappresentano una fonte naturalistica ma sono allegoria del male di vivere tutto umano. L’artista si pone al di là del bene e del male e di tutte le controversie dell’uomo, non vuole farsi influenzare o dirigere. Il vascello conosce la sua rotta. Non pare esservi un riferimento alla religiosità ma semmai al senso del sacro. L’artista ricerca valori di spiritualità e umiltà che hanno permesso ai nostri antenati di elevare tali grandi immortali esempi d’arte, sui quali si è basata una civiltà.

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“il messaggero”, olio su tela cm 80×120

Benetti Maurizio

Biografia: Maurizio Benetti è nato nel 1946 a Venezia sull’Isola della Giudecca. Risiede attualmente in Friuli nel paese di Porcia.  Egli alimenta con la pratica assidua la sua passione per la pittura e utilizza quanto appreso negli anni della sua formazione, alla Giudecca a contatto con quei Maestri che con umiltà pari alla loro grandezza dipingevano per ore all’aperto intenti a ritrarre gli antichi fasti della città dei Dogi.

Parere del Curatore dr. Nicola Eremita: nel multiforme repertorio della pittura di Maurizio Benetti questo dipinto fa parte di un ciclo che rappresenta l’aspetto più maturo della sua poetica. In genere gli artisti trovano scampo nella natura ed è infatti il contenuto naturalistico di questa tela che più mi ha convinto oltre al significato dualistico che essa sottende. Accanto al grande omaggio che Benetti fa alla Dominante Venezia si sviluppa la fuga dai ceppi della prospettiva e della geometria per giungere ad una pittura originaria. Egli pare ricercare l’essenza stessa della pura espressione che travalica la forma e quindi lascia spazio all’istinto al gesto alla forza toccante del colore. Qui si demarca un segno di svolta e la natura diviene necessariamente l’interlocutrice e l’ispiratrice dell’emotività dell’artista. Ecco che egli si confronta con il mistero del dualismo. Un aspetto molto esplorato dall’umano che cerca giustificazione della propria esistenza nei segni presenti nel mondo. Il bene ed il male, il brutto ed il bello, la pace e la guerra, la volontà ed il nichilismo, il tutto ed il nulla, il giorno e la notte, il buio e la luce sono solo pochi esempi delle diatribe che hanno esaltato ed esaltano ancora molti animi. Sono questioni che poi hanno ricadute sulla religione, sulla politica e possono influenzare i destini di molti. Con questo tema egli si confronta ma senza la prassi positivista e umanizzante. Egli adotta invece il linguaggio dell’istinto dell’umore della emotività del colore e della percezione viva sanguigna, forse romantica ma con la graffiante rabbia espressionista viva nel gesto se non nei contenuti. Intravedo, nella vorticosa e disarticolata sequela semantica i riflessi del mare e dell’aria quando notte e giorno si equivalgono. Essi quindi sono paritetici pur nella loro asimmetria ponendo un dilemma equivalente sul quale non si ammette responso. L’equilibrio è quando ogni cosa è sospesa e forse è sospeso anche il senso morale. L’artista tuttavia cerca e vuole un senso morale ed è questo senso di sospensione che contrasta con il tutto che invece rotea verso la massima entropia, in quel subbuglio si trova l’artista; l’equilibrio è ciò contro cui egli s’imbatte periodicamente.

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“solstitium”, olio su tela cm 100×80

Tian Richard

Biografia: Richard Tian è nato a Innsbruck nel 1940. Crede fermamente nella dualità di ogni cosa, e coerentemente ha diviso in due la sua intera vita. Il lato materiale, che gli procura il cibo ed un confortevole riparo, con il lavoro nel campo dell’elettronica e la famiglia ( una moglie e una figlia ), e il lato spirituale con il quale ricerca, si esprime che lo porta a lunghi viaggi ed all’arte: la pittura e la scrittura. Ha esposto le sue opere principalmente negli USA.

Parere del Curatore dr. Nicola Eremita: citazione del famoso dipinto di Edouard Manet “le dejeuner sur l’herbe”. Ogni cosa è la medesima se non per il fanciullo magro e nudo in primo piano che prende il posto della formosa e sempre nuda ragazza dell’originale. Evidente provocazione che non ha nulla a che fare con i contenuti del dipinto. Ho poco da dire in merito al dipinto stesso in quanto parlerei di un altro artista e non di Richard Tian. Ritengo che il centro della questione sia solamente la sostituzione del personaggio, in particolare del sesso del personaggio stesso. Se Manet prorompeva nella pittura neoclassica con il nuovo e liberatorio pensiero impressionista, Tian pare voglia riferirsi alla completa libertà dei costumi e quindi anche alla fungibilità del genere nella ricerca di ciò che è bello e piacevole nella vita.

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“deja vu”, acrilico su carta cm 56×76

Kammermeier Yolanda Sousa

Biografia: Yolanda Sousi Kammermeier è Laureata all’università di Bombay. Lo stile di Yolanda capace di creare l’effetto della ceramica sulla tela ha rapito l’attenzione di molti. Il contrasto e la brillantezza sono divenuti il marchio caratteristico delle sue opere, attira l’attenzione e fa avvertire la sottile trama che denuncia il supporto. Le sue opere si trovano in numerose collezioni in India ed all’estero.

Parere del Curatore dr. Nicola Eremita: in una cornice coloristica suggestiva ed efficacemente modulata si staglia il tratto. Esso è grafico più che pittorico. L’opera è un insieme complesso di simboli e simbolismi collocati con studiata compostezza. Tali contraddittori significati attorniano il volto umano lo ricoprono, lo trafiggono, lo distorcono, lo traducono in una icona che volge lo sguardo fisso allo spettatore. La sua espressione è basita atona senza slancio emotivo. Pare svuotata, pritava della sua stessa volontà. Pare che questi significati privino l’essere del suo medesimo significato, della sua essenza. I simboli che ognuno può riconoscere richiamano varie ideologie o dogmi o valori estetici e morali. In essi vi sono la religione, la politica, il lavoro, il male, l’arte, e così via. L’uomo appare tra gli equilibri di tali contenuti e nonostante sia egli l’autore d’ognuno ne rimane sopraffatto identificandosi in essi e perdendo il suo valore di individuo unico capace d’essere l’artefice del proprio destino. Il superuomo si dissolve in una babele di direzioni e weltanshauung; non è facile rimanere al di sopra delle parti, forse solo Dio, esistendo, potrebbe osare tanto e allora quel volto potrebbe essere proprio di Dio ma di un Dio distratto dal mondo dell’uomo. Un Dio che rimane lontano e indifferente. Tocca a noi esercitare il libero arbitrio ed affrontare la bilancia che peserà la nostra anima, raffigurata in alto a destra col simbolo ancestrale del sole.

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“moto d’equilibrio” acquarello e pastelli su carta artigianale cm 60×50

shchygoleva, monti, gavrilas, milanova, camassa, shchygolev, mocerino, quarta collettiva arte nicola eremita contemporanea biennale di venezia 2007 galleria d'arte terzo millennio

IV Collettiva d’Arte Contemporanea Biennale di Venezia 08 – 30 settembre 2007, comunicato stampa

In occasione della 52. Biennale d’Arte Sezione Arti Visive “Pensa coi sensi, senti con la mente: l’arte al presente.”

Esposizione 08 – 30 settembre 2007 opening 08 settembre 2007 ore 18, le opere saranno presentate dal Curatore dr. Nicola Eremita

Opere di

Camassa | Mocerino | Monti | Gavrilas | Shchygoleva | Shchygolev

La Collettiva d’Arte Contemporanea Biennale di Venezia è giunta alla sua quarta edizione.

Come sempre la mostra sarà caratterizzata dalla molteplicità e dalla originalità delle opere. L’esposizione non ha un tema prefissato ma vuole presentare campioni della migliore produzione degli artisti espositori, che si caratterizzano per tecniche e sensibilità espressive anche estremanente differenziate.

È proprio in questa differenziazione che si qualifica questa manifestazione con l’intento di associare la diversità del mondo alla diversità degli umori dell’uomo “artifex”.

shchygoleva, monti, gavrilas, milanova, camassa, shchygolev, mocerino, quarta collettiva arte contemporanea biennale di venezia 2007 galleria d'arte terzo millennio nicola eremita

art & eros carnevale di venezia mostra collettiva galleria d'arte terzo millennio nicola eremita

Art & Eros Carnevale di Venezia, comunicato stampa

Prima Collettiva Art & Eros Carnevale di Venezia, dal 29 gennaio al 02 febbraio 2008 opening 29 gennaio ore 19

Espongono:

Aghamohammadi | Andrews | Basile | Batic | Bernocchi | Bird | Borrello | Breddo | Cagnolati | Camassa | Caporaso | Carafi | Carta | Castorina | Cavallari | Coffey | Colson | Damiani | De Cet | Dente | D’Ulisse | Gavrilas | Ghezzo | Giuriato | Guibert | Impellizzeri | Kus | Marino | Milanova | Mocerino | Morris | Nigretti | Ongaro | Oren | Pandiani | Panzonato | Polke | Rostin | Sbrocca | Scalet | Sottile | Stapane | Taylor | Tian | Van Der Bogerd | Vecchiarino | Venieri | Zaccarelli | Ziolkowski

Artisti selezionati dalla Galleria d’Arte III Millennio in mostra presso lo Spazio Eventi Mondadori Sestiere San Marco, 1345 – Venezia.

La mostra ha un tema prestabilito che, secondo il Curatore dr. Nicola Eremita, si sposa molto bene con il periodo del Carnevale Veneziano ed in generale con la tradizione di sensualità, fortemente legata alla cultura ed alla letteratura.

Giacomo Casanova è l’esempio principale; ma non mancano molti altri esempi nella letteratura quali Giorgio Baffo, Pietro Aretino, Antonio Lamberti, Lord Byron, Bianca Cappello, Veronica Franco. Nell’arte figurativa molti si sono distinti: Tintoretto, Paris Bordone, Tiziano, Del Piombo, Faugeron, fino ai contemporanei Hugo Pratt, Milo Manara, Leone Frollo, Umberto Brunelleschi. Tutti loro hanno tratto ispirazione dalla vita libera e dalle usanze emancipate del popolo veneziano.

Questa mostra collettiva, che lascia libero il campo alle modalità tecniche espressive, è un omaggio ad una delle più antiche e caratteristiche tradizioni veneziane: la sensualità, la libertà dei costumi, il piacere.

Concetti che, se riflettiamo bene, sono prodromi della abilità nel commercio e nei rapporti politici e diplomatici.

Il Curatore, dott. Nicola Eremita, presenterà la mostra.

art & eros carnevale di venezia mostra collettiva galleria d'arte terzo millennio nicola eremita

primo premio arte fotografica artelaguna venezia presso galleria d'arte terzo millennio nicola eremita

I Premio Internazionale Arte Fotografica ARTELAGUNA

mostra collettiva degli artisti selezionati presso la Galleria d’Arte III Millennio

“…anche il mezzo fotografico, ormai è noto, può condurre a risultati di arte pura, la riproducibilità illimitata, non incrina l’autenticità”
Guido Ballo, la mano e la macchina

Artisti selezionati dalla Giuria ARTELAGUNA

Galleria delle Opere

Opening

Blow Up e altre storie

brevi considerazioni sull’arte fotografica

Il grande e, purtroppo, recentemente scomparso maestro del cinema italiano, Michelangelo Antonioni, nel capolavoro Blow Up, pellicola del 1966, immagina un rapporto sessuale metaforico tra la modella ed il fotografo, consumato attraverso l’obbiettivo della macchina fotografica. L’obiettivo sostituisce l’occhio o lo imita, la pellicola sostituisce il cervello. La scena girata da Antonioni è rimasta negli annali del cinema e riassume, in maniera molto poetica, quale sia l’intima relazione che lega il fotografo alla macchina fotografica ed al soggetto fotografato.

La fotografia è un’arte relativamente giovane ed è significativo che la sua diffusione abbia influenzato in maniera determinante la storia dell’arte contemporanea. Uno dei primi effetti di maggior impatto dell’affermarsi dell’arte fotografica fu la crisi che creò nelle altre discipline artistiche. A questo proposito vorrei ricordare le parole di Paolo Manzelli che, nel suo saggio “Tempo Bidimensionale nell’Arte e nella Scienza”, scrive:

“Le immagini della pittura non potevano più esercitarsi a competere con la fotografia ed il film nel riprodurre fedelmente la realtà percepita mediante una concezione tradizionale prospettica delle visione, ma si trovavano nella necessità di esprimere l’energia esprimibile da sensazioni artistiche più profonde e dinamiche. La semantica della espressione uni-dimensionale e lineare del tempo esprimibile in termini “passato”, “presente” e “futuro” si associava perfettamente alla prospettiva nelle tre dimensioni dello spazio ma tale visione era divenuta insufficiente a dare una descrizione adeguata del divenire del tempo. Wassily Kandinsky ( 1866-1944 ) così come Paul Klee ( 1879-1940 ) percepirono l’esigenza di esprimere l’energia emotiva superando definitivamente la dimensione prospettica in una dimensione espressionista della pittura.”

Manzelli pone l’attenzione su alcune delle cause scatenanti che portarono alla rinuncia del figurativismo in senso tradizionale, per aprire le porte a tutte le avanguardie del Novecento, con il progressivo affermarsi dell’arte astratta. In sostanza, la nascita della fotografia ha rivoluzionato inderogabilmente il mondo dell’arte, appropriandosi in maniera assoluta di tutti quei campi di indagine che erano stati per lungo tempo appannaggio della pittura e della scultura. Mi sembra interessante notare come uno degli impieghi di maggior diffusione della fotografia sia stato quello della ritrattistica, campo che era sempre stato fino a quel momento riservato alla pittura ed alla scultura.

L’introduzione della ritrattistica in fotografia, la realtà dei fotografi ambulanti, il relativamente basso costo della realizzazione di un ritratto fotografico, possono essere viste, ante litteram, come una delle prime grandi rivoluzioni pop, molto tempo prima che sulla scena artistica internazionale comparisse la figura di Andy Warhol. Proprio Warhol, teorizzando le basi della cultura pop, ed introducendo il concetto di riproducibilità dell’opera d’arte, ha favorito su ampia scala l’accettazione dell’opera fotografica come opera d’arte.

È curioso, dopo queste premesse, notare come, non più tardi di tre anni orsono, sul sito Pagine di fotografia italiana Fabio Castelli sottolinei come ancora oggi ci sia, da parte della critica e del mercato, una certa reticenza ad accettare le opere fotografiche come opere d’arte a tutti gli effetti e, ricordando alcune affermazioni di Italo Zannier comparse su Fotostorica, noti come la fotografia sia, in Italia, considerata “un hobby divertente alla stregua del gioco delle bocce”. La continua evoluzione tecnologica che ha portato in brevissimo tempo dall’analogico al digitale e le mille possibilità fornite dall’utilizzo del computer nella rielaborazione fotografica, hanno creato in tutte le discipline artistiche, e soprattutto nella fotografia, un enorme sconvolgimento, pari forse solo a quello causato dalle norme post-conciliari del secondo Cinquecento o alle avanguardie del primo Novecento.

Confesso che molte delle considerazioni che sto affidando a queste pagine, sono state il frutto del mio impegno come giurato e come curatore del I° Concorso di Arte Fotografica “Artelaguna”. Nel momento di allestire la mostra dei finalisti, mi sono reso conto come si sia cercato, con questo concorso, di dare una grossa possibilità a chi usa questa disciplina artistica come principale mezzo espressivo. È mia speranza, per concludere, che questo piccolo catalogo sia, non solo una fondamentale testimonianza dell’impegno profuso dall’organizzazione e, soprattutto, dagli artisti, per creare una nuova ed importante realtà culturale, ma diventi anche un mezzo di divulgazione che permetta alle opere selezionate di ricevere la giusta e dovuta attenzione.

Igor Zanti

La fotografia come fine

Osservando la realtà fotografica italiana e paragonandola con quella internazionale, si notano ancora molti punti di diversità. Nonostante lo scenario globale del sistema arte, nel nostro paese permangono ancora molti aspetti deficitari nel modo di concepire questa espressione.

Il modello di utilizzo e divulgazione è legato a modalità che vedono la fotografia come un’arte minore o comunque destinata ad un uso specifico e funzionale. Difficilmente si riesce a far percepire al grande pubblico la valenza del genere fotografico nella sua accezione di arte visiva autonoma e slegata da ogni altro fenomeno.

Francesco Bonami, nel catalogo dell’esposizione “la dolce crisi” del 2006, poneva l’attenzione su questo fenomeno affermando che la fotografia italiana si è sviluppata ed è rimasta vittima di tre tendenze:
il paparazzo, il fotografo di moda e la fotografia di architettura.

Si preferisce attribuire alla fotografia un valore solo funzionale e non di fine ultimo. Negli ultimi anni la disciplina si sta finalmente smarcando da questa veste che gli è stata cucita addosso. Questo avviene però con notevoli difficoltà, anche per colpa di una strutturazione che va dalle mostre alle riviste, fino al campo commerciale.

C’è da sottolineare altresì che viviamo nell’epoca delle immagini e ogni singolo momento della nostra esistenza è pervaso da icone create dalla pubblicità. Di conseguenza il ruolo del fotografo viene esteso a molteplici funzioni specie in seno al mondo dell’economia per la promozione dei prodotti.

Gli studiosi odierni devono continuare ad adoperarsi per far sì che la fotografia riesca a ricavarsi in modo compiuto un proprio spazio ed una considerazione d’arte indipendente da qualsiasi uso. A favorire questo processo è stato certamente il sistema dell’arte contemporanea. Sembrerà paradossale ma proprio un uso non esclusivo della foto come via espressiva ne ha rafforzato la credibilità in seno al calderone delle arti visive.

Analizzando i nuovi autori del belpaese è facile osservare come molti giovani coniugano l’utilizzo della foto con il video e l’installazione, creando dei rapporti di intermedialità. Si creano una serie di scambi relazionali che portano alla creazione di una nuova figura di fotografo, che sa valutare il suo agire come atto creativo intimo ed emozionale. Come sottolinea Roberto Valtorta:
in anni recenti, la caratteristica della fotografia è parsa sempre di più quella di essere un’arte giovane, nata tardi in seno alla millenaria e complessa storia dell’arte occidentale, che abbia avuto in sorte il dovere di trovare un’identità, maturare e poi invecchiare celermente “È contemporanea la fotografia ?”, Lupetti editore, 2004.

Si ricordi che la fotografia ha neanche due secoli di vita. Di conseguenza bisogna affrontare e risolvere tutta una serie di riflessioni e vincoli verso i quali la pittura si è rivolta con lassi di tempo ben più agevoli. Una delle ultime barriere, che si sta lentamente sgretolando, è l’esaltazione del tecnicismo. Precisando che la tecnica è uno degli assunti fondamentali per ogni genere espressivo, non bisogna confonderla con il mero virtuosismo fine a sé stesso. La fotografia è sottostata ad un accanimento verso il mezzo.

Oggi si sentono spesso dibattiti circa la “superiorità” del bianco e nero verso il colore, oppure del digitale nei confronti dell’analogico. Ovviamente sono riscontrabili delle sensibili differenze ma non vanno creati dei valori assoluti. Il rischio è porre dei discorsi sterili e passatisti. Sono dispute in merito a elementi tecnico/formali che frenano la reale ricerca artistica.

L’attenzione va rivolta alla poetica, alle istanze che la muovono e su come l’espressione sappia focalizzare gli umori di un determinato momento storico e sociale. Ovviamente il lato tecnico è vitale. Chi di noi non s’emoziona davanti alla perfezione di visione di un lavoro di Hiroshi Sugimoto o Gabriele Basilico ?

La loro grandezza non risiede solo in una ineccepibilità formale. I maestri della fotografia sanno creare un substrato di emozioni e riflessioni che coinvolgono il fruitore in modo diretto. Come per le opere pittoriche, il tempo della mera rappresentazione è finito. La fotografia non è costruita da una semplice raffigurazione naturalistica della realtà ma la componente soggettiva deve essere preponderante.

Si potrebbe dire che anche il raggio d’azione del fotografo odierno è cambiato. È sintomatico pensare che uno dei partecipanti del Primo Premio Internazionale di Arte Fotografica Artelaguna avesse chiesto di non stampare la sua fotografia ma di proiettarla alla parete. Mediante il mondo delle arti visive si creano della relazioni anche estranee al normale modus operandi del fotografo. Quindi, viene a traballare la stessa definizione di fotografo.

Ritengo che l’autore odierno debba operare in modo libero, mediante un continuo dialogo con gli altri linguaggi espressivi. Solo il saper affiancare alla padronanza del mezzo una lucida visione soggettiva e poetica, evita che la ricerca si areni nella sterile rappresentazione. La fotografia come tutte le forme d’arte deve affrancarsi da ogni rigida schematizzazione, per non essere un semplice doppione, ma un peculiare punto di vista sulla realtà.

Carlo Sala


Gli Artisti

Abate Riccardo

abate riccardo primo premio artelaguna fotografia 2007 galleria d'arte terzo millennio venezia mostra collettiva
“senza titolo”, fotografia digitale cm 81×30

Arosio Elide

arosio elide primo premio artelaguna fotografia 2007 galleria d'arte terzo millennio venezia mostra collettiva
“rosso lontano”, elaborazione digitale cm 50×50

Attardi Massimo

attardi massimo primo premio artelaguna fotografia 2007 galleria d'arte terzo millennio venezia mostra collettiva
“senza titolo” fotografia gomma bicromata su legno cm 50×100, 2005

Bagnara Pietro

bagnara pietro primo premio artelaguna fotografia 2007 galleria d'arte terzo millennio venezia mostra collettiva
“omaggio a Giacometti”, elaborazione fotografica

Beltramini Emanuele

beltramini emanuele primo premio artelaguna fotografia 2007 galleria d'arte terzo millennio venezia mostra collettiva
“waiting for”, fotografia digitale, cm 120×30

Binato Stefania

binato stefania primo premio artelaguna fotografia 2007 galleria d'arte terzo millennio venezia mostra collettiva
“acqua e sangue”, elaborazione fotografica

Bonivento Raffaele

bonivento raffaele primo premio artelaguna fotografia 2007 galleria d'arte terzo millennio venezia mostra collettiva
“industrial revolution”, fotografia digitale, cm 100×70, 2007

Borghesi Gilberto

borghesi gilberto primo premio artelaguna fotografia 2007 galleria d'arte terzo millennio venezia mostra collettiva
“dalla terra alla cenere”, fotografia analogica, cm 50×50, 2007

Borsini Massimo

borsini massimo primo premio artelaguna fotografia 2007 galleria d'arte terzo millennio venezia mostra collettiva
“leh”, elaborazione fotografica

Bressan Michele

bressan michele primo premio artelaguna fotografia 2007 galleria d'arte terzo millennio venezia mostra collettiva
“sole”, fotografia b/n, cm 20×30, 2007

Carosi Alessio

carosi alessio primo premio artelaguna fotografia 2007 galleria d'arte terzo millennio venezia mostra collettiva
“satellite”, fotografia digitale, cm 20×26

Carta Vito

carta vito primo premio artelaguna fotografia 2007 galleria d'arte terzo millennio venezia mostra collettiva
“hands”, elaborazione fotografica

Dalmazio Luca

dalmazio luca primo premio artelaguna fotografia 2007 galleria d'arte terzo millennio venezia mostra collettiva
“anatomy 2”, elaborazione digitale, cm 54×100, 2007

Facincani Gaetano

facincani gaetano primo premio artelaguna fotografia 2007 galleria d'arte terzo millennio venezia mostra collettiva
“salendo”, elaborazione digitale, cm 25×19, 2006

Falcomer Viviana

falcomer viviana primo premio artelaguna fotografia 2007 galleria d'arte terzo millennio venezia mostra collettiva
“il corpo senza testa”, foto b/n, cm 50×60, 2002

Ferraccioli Fabio

ferraccioli fabio primo premio artelaguna fotografia 2007 galleria d'arte terzo millennio venezia mostra collettiva
“io digitale”, elaborazione fotografica, cm 50×70, 2007

Fornasier Pierluigi

fornasier pierluigi primo premio artelaguna fotografia 2007 galleria d'arte terzo millennio venezia mostra collettiva
“tracce”, fotografia digitale, cm 100×70, 2006

Galanti Elena

galanti elena primo premio artelaguna fotografia 2007 galleria d'arte terzo millennio venezia mostra collettiva
“rinascita”, elaborazione fotografica

Galliotto Carlo

galliotto carlo primo premio artelaguna fotografia 2007 galleria d'arte terzo millennio venezia mostra collettiva
“preghiera”, fotografia digitale, cm 50×70, 2006

Gennari Jacopo

gennari jacopo primo premio artelaguna fotografia 2007 galleria d'arte terzo millennio venezia mostra collettiva
“colonia del sacramento uruguay”, fotografia b/n, cm 30×40, 2006

Gianni Salvatore

gianni salvatore primo premio artelaguna fotografia 2007 galleria d'arte terzo millennio venezia mostra collettiva
“sangue sullo schermo”, fotografia digitale, cm 20×27

Giordani Sara

giordani sara primo premio artelaguna fotografia 2007 galleria d'arte terzo millennio venezia mostra collettiva
“senza fili” elaborazione fotografica

Gozzelino Giovanni

gozzelino giovanni primo premio artelaguna fotografia 2007 galleria d'arte terzo millennio venezia mostra collettiva
“stato d’animo”, fotografia, cm 20×30, 2003

Graziani Alberto

graziani alberto primo premio artelaguna fotografia 2007 galleria d'arte terzo millennio venezia mostra collettiva
“la scala”, fotografia digitale, cm 75×50, 2007

Janezic Adriano

janezic adriano primo premio artelaguna fotografia 2007 galleria d'arte terzo millennio venezia mostra collettiva
“invaliden” fotografia digitale, 2007

Jenna Jacopo

jenna jacopo primo premio artelaguna fotografia 2007 galleria d'arte terzo millennio venezia mostra collettiva
“annette and the lights corridors”, elaborazione fotografica

Kai Michael

kai michael primo premio artelaguna fotografia 2007 galleria d'arte terzo millennio venezia mostra collettiva
“basketball”, elaborazione fotografica

Klein

klein primo premio artelaguna fotografia 2007 galleria d'arte terzo millennio venezia mostra collettiva
“la censura”, collage digitale, cm 55×75, 2007

Kus Joanna Maria

kus joanna maria primo premio artelaguna fotografia 2007 galleria d'arte terzo millennio venezia mostra collettiva
“among”, elaborazione digitale, cm 40×40, 2007

Najjar Michael

najjar michael primo premio artelaguna fotografia 2007 galleria d'arte terzo millennio venezia mostra collettiva
“bionic angel”, elaborazione digitale, cm 75×75

Nesti Davide

nesti davide primo premio artelaguna fotografia 2007 galleria d'arte terzo millennio venezia mostra collettiva
“forma 7”, fotografia analogica b/n, cm 70×100, 2004

Palpati Marina

palpati marina primo premio artelaguna fotografia 2007 galleria d'arte terzo millennio venezia mostra collettiva
“riflessioni”, fotografia digitale

Paolini Francesco

paolini francesco primo premio artelaguna fotografia 2007 galleria d'arte terzo millennio venezia mostra collettiva
“camoufage punk’s not dead”, elaborazione digitale, cm 80×120, 2007

Pasini Paola

pasini paola primo premio artelaguna fotografia 2007 galleria d'arte terzo millennio venezia mostra collettiva
“introspezione”, stampa digitale su tre plexiglass, cm 60x80x10

Pedron Michela

pedron michela primo premio artelaguna fotografia 2007 galleria d'arte terzo millennio venezia mostra collettiva
“un ramarro nel mio prato”, fotografia digitale, cm 70×50, 2006

Pellazza Vittorio

pellazza vittorio primo premio artelaguna fotografia 2007 galleria d'arte terzo millennio venezia mostra collettiva
“nostalgia per lo stupore della gioventù”, elaborazione digitale, cm 29×21, 2007

Pianca Alessandro

pianca alessandro primo premio artelaguna fotografia 2007 galleria d'arte terzo millennio venezia mostra collettiva
“xtrawberry”, stampa su pellicola trasparente, cm 70×55, 2006

Pizi Diego

pizi diego primo premio artelaguna fotografia 2007 galleria d'arte terzo millennio venezia mostra collettiva
“passeggiata al molo”, pellicola negativa digitalizzata, cm 20×30, 2005

Porrati Serena

porrati serena primo premio artelaguna fotografia 2007 galleria d'arte terzo millennio venezia mostra collettiva
“wasteland”, fotografia, cm 35×24, 2006

Principi Fernando

principi fernando primo premio artelaguna fotografia 2007 galleria d'arte terzo millennio venezia mostra collettiva
“desnudo”, fotografia, 2007

Rodi Fabia

rodi fabia primo premio artelaguna fotografia 2007 galleria d'arte terzo millennio venezia mostra collettiva
“adolf hitler attacco a parigi”, fotografia, cm 20×20, 2006

Sardelic Michael

sardelic michael primo premio artelaguna fotografia 2007 galleria d'arte terzo millennio venezia mostra collettiva
“movere sheet n.26a”, elaborazione digitale, cm 85×70

Sarti Andrea

sarti andrea primo premio artelaguna fotografia 2007 galleria d'arte terzo millennio venezia mostra collettiva
“31 dicembre 2006 porto marghera”, scansione digitale da negativo colore, 2006

Scarfo Chiara

scarfo chiara primo premio artelaguna fotografia 2007 galleria d'arte terzo millennio venezia mostra collettiva
“self shot”, fotografia digitale, cm 50×70, 2006

Serphytyte Indre

serphytyte indre primo premio artelaguna fotografia 2007 galleria d'arte terzo millennio venezia mostra collettiva
“from series a state of silence”, fotografia, cm 61×51, 2006

Stocco Matteo

stocco matteo primo premio artelaguna fotografia 2007 galleria d'arte terzo millennio venezia mostra collettiva
“oasi”, fotografia, cm 26×17, 2007

Sweets Carl

sweets carl primo premio artelaguna fotografia 2007 galleria d'arte terzo millennio venezia mostra collettiva
“manifestation of the sared servant”, fotografia digitale, cm 50×40, 2007

Tesserau Anouk

tesserau anouk primo premio artelaguna fotografia 2007 galleria d'arte terzo millennio venezia mostra collettiva
“sueno”, fotografia, cm 50×60, 2007

Tomasinelli Max

tomasinelli max primo premio artelaguna fotografia 2007 galleria d'arte terzo millennio venezia mostra collettiva
“serie sense out/sense aut”, lambda print su dibond/crystal, cm 70×100, 2007

Tubaro Stefano

tubaro stefano primo premio artelaguna fotografia 2007 galleria d'arte terzo millennio venezia mostra collettiva
“contrattempo 17b”, stampa fotografica cromogenica, cm 100×100, 1998

shchygoleva, monti, gavrilas, milanova, camassa, shchygolev, mocerino, quarta collettiva arte nicola eremita contemporanea biennale di venezia 2007 galleria d'arte terzo millennio

IV Collettiva d’Arte Contemporanea Biennale di Venezia 08 – 30 settembre 2007.

In occasione della 52. Biennale d’Arte Sezione Arti Visive “Pensa con i sensi, senti con la mente: l’arte al presente”

Introduzione

In occasione della 52. Biennale d’Arte Sezione Arti Visive “Pensa con i Sensi, Senti con la Mente”, si svolge la quarta edizione della Collettiva d’Arte Contemporanea Biennale di Venezia. Quest’anno espongono un’artista tedesca, una romena, due ucraini, un’americana e due italiani.

Nell’affollato e variegato panorama artistico veneziano, la Galleria d’Arte III Millennio è la prima e sola galleria d’arte che organizza questo tipo di manifestazioni, scevre da qualsiasi indirizzo politico o propagandistico, lasciando agli artisti libertà di espressione e tecnica.

Ogni esposizione diviene così un piccolo “museo” di arte contemporanea e non una vera e propria “mostra”. Questa differenza è cruciale e sostanziale in quanto, secondo la moda attuale, il curatore di turno diviene il vero protagonista. Egli infatti s’impone quale “arredatore” della mostra; l’artista quindi cala in secondo piano.

In questo caso, pur essendoci il curatore, sono gli artisti in primo piano. Il ruolo del curatore invece è più complesso e discreto: egli deve presentare le opere al pubblico; deve parlarne deve decodificarle e collegarle in modo tale da accendere la curiosità e l’attenzione.

In tal modo egli apre il dibattito e la dialettica, divenendo non più provocatore ma esortatore all’attenzione verso la multiformità della sensibilità umana. Questo è dialogo e non monotona auto-celebrazione. Non servono quindi gli acronimi.

Espongono

Opening

Gli artisti

Alyna Shchygoleva biografia

Alyna Ivanova Shchygoleva è nata nel 1951 a Lugansk in Ucraina. Ha studiato giornalismo all’Università M. Gorky di Rostov ed al Medical College di Lugansk. Ha lavorato come giornalista di radio e tv, come assistente nel reparto di radioterapia e oncologia dell’ospedale di Lugansk.

Espone dal 1980 in tutta europa. Dal 2002 vive in Italia. Le sue opere sono eseguite con fibre naturali con la tecnica mista textile, applique e quilt. Realizza arazzi e costumi che indossa in occasione delle performance d’artista. Prossima esibizione presso il centro Mondadori di Venezia San Marco febbraio 2008. Attualmente lavora ad un progetto fotografico.

Parere del curatore Nicola Eremita

Nei palazzi veneziani si possono ammirare molti arazzi, di grande valore. I commercianti veneziani erano amanti di questa forma d’arte che si prestava bene per arredare le immense pareti dei palazzi necessari a celebrare l’immagine della famiglia.

Alyna Shchygoleva si potrebbe riallacciare a questa antica tradizione ma solo superficialmente. La sua ricerca si esprime nel filato che è custode di valori forse perduti.

Queste opere hanno il sapore fiabesco dell’est, di antichi villaggi perduti. Essi conservano il tocco delle mani della donna sconosciuta che li ha lavorati. Non abbiamo più il sontuoso sfarzo degli arazzi veneziani, intessuti di fili di metallo prezioso; ma delicate composizioni di eccelsa abilità tessile dal forte intento rievocativo ed emozionale. Essi non celebrano avvenimenti e miti ma raccontano una fiaba sottovoce e la voce è elegante discreta e femminile.

shchygoleva, monti, gavrilas, milanova, camassa, shchygolev, mocerino, quarta collettiva arte contemporanea biennale di venezia 2007 galleria d'arte terzo millennio
La città d’oro, tecnica mista su tessuto cm 200×200

Carla Monti biografia

Carla Monti vive e opera nel proprio studio di Milano. Ha iniziato a dipingere all’Accademia Libera del Maestro Giacomo Gabbiani. Attualmente fa parte dell’associazione “La Bottega delle Arti” dei pittori Luisella Lissoni e Ettore Maiotti.

Prima delle manifestazioni artistiche si è data allo studio della composizione floreale e discipline orientali, frequentando la scuola di Ikebana del Maestro Houn Ohara conseguendo il Master. Realizza le sue opere ad olio su carta o su tavola. Si dedica anche all’acquarello.

Parere del curatore Nicola Eremita

Una tavola che è un omaggio a Morandi. L’artista ha saputo rendere con efficacia ed emotività l’atmosfera di tesa sospensione di immobililità sacrale del grande mondo delle piccole cose. Semplici oggetti che divengono ricchissime fonti di riflessione poetica, di contemplazione.

La luce che si rifrange sulle superfici, i riflessi i colori che sfumano nel chiaroscuro. Infine il colpo di genio: improvvisa e quasi impercettibile, incombe sopra ogni cosa lo slancio dinamico, la proiezione, dell’ombra della lampada antica.

È la fuga da quel mondo immobile che da quel mondo stesso è creata e non lo disprezza. È lo slancio creativo che genera dalla lunga e laboriosa meditazione, dal lento e continuo consumarsi delle setole intrise di colore. È il tempo dell’arte.

shchygoleva, monti, gavrilas, milanova, camassa, shchygolev, mocerino, quarta collettiva arte contemporanea biennale di venezia 2007 galleria d'arte terzo millennio
Lampada antica, olio su tavola cm 70×50

Diana Gavrilas biografia

Gabriela Diana Gavrilas è nata ad Oradea in Romania il 22 Agosto 1968. Tra il 1992 ed il 1998 ha studiato e si è laureata alla facoltà di arti plastiche dell’Università delle Arti e Design di Cluj-Napoca in Romania. Dal 1998 è docente presso l’Università di Oradea facoltà di arti plastiche, sezione pittura.

Dal 2002 al 2004 ha conseguito la borsa di studio “Vasile Parvan”, dei Ministeri degli Esteri della Cultura e della Ricerca Romeni, all’Accademia di Romania in Roma per il progetto “Miraggio nel Giardino di Bomarzo”. Nel 2004 ha concluso il dottorato di ricerca all’Università d’Arte e Design Cluj-Napoca dal titolo: “Giardino Francese”.

Parere del curatore Nicola Eremita

Susanna Tamaro in una recente intervista ha parlato del tempo che trascorre ad osservare un piccolo giardino. In particolare ella raccontava del tempo trascorso incantata dietro ai molteplici dettagli, ai colori, alle diverse forme di vita che in quel piccolo e ristretto ambiente possono convivere.

Ecco il dipinto di Gabriela, esso incarna quella stessa aura d’incanto. Gli occhi dell’artista hanno indugiato nel microcosmo variegato e misterioso che si trova dietro l’angolo e tutto’attorno a noi. Un luogo che, se a tutta prima pare confuso e insignificante, allo sguardo attento e al contemplativo, esso svela un universo di colori e di vita.

Sono state le persone così attente alle piccole cose, alle creature umili, che hanno fatto le più grandi scoperte nella scienza e le grandi opere nell’arte. Ricordiamo che Fidia scolpiva le figure anche dove nessuno mai le avrebbe potute ammirare. Il divino è in ogni luogo e il miracolo della vita è incommensurabile rispetto alla nostra immaginazione.

shchygoleva, monti, gavrilas, milanova, camassa, shchygolev, mocerino, quarta collettiva arte contemporanea biennale di venezia 2007 galleria d'arte terzo millennio
Dettaglio di giardino, olio su tela cm 140×100

Iva Milanova biografia

Iva Milanova è nata il 30 Ottobre 1970 a Sofia ha esposto in Italia Berlino e a Chicago. Nel 1998 ha ottenuto il Master di Storia dell’Arte e Archeologia Classica alla Humboldt University di Berlino. Il suo amore per la pittura nacque quando ella era ancora bambina.

Parere del curatore Nicola Eremita

Si rinnova l’apprezzamento per la piacevolissima e impegnativa pittura di Iva Milanova. Vorrei sottolineare la solarità di questo nudo femminile. Il riferimento alla gioia di vivere di Picasso appare più che evidente, come evidente risulta l’abilità narrativa e l’espressività sensuale di questa artista.

shchygoleva, monti, gavrilas, milanova, camassa, shchygolev, mocerino, quarta collettiva arte contemporanea biennale di venezia 2007 galleria d'arte terzo millennio
Desiderio Sehnsucht, olio su tela cm 80×120

Maria Camassa biografia

Maria Camassa è nata nel 1967 a Mesagne in provincia di Brindisi. Dal 1986 opera nel settore delle arti figurative. Dal 1986 al 1996 collabora con l’artista italiano Gino De Dominicis di cui ha organizzato una serie di mostre. Nel 1998 lavora presso la galleria d’arte “Venice Design” di Venezia.

Nel 1999 collabora con la Biennale di Venezia nel settore “Musica Danza Teatro” e segue il seminario di Musicologia con il Prof. Elio Matassi a cura dell’Università di Alti Studi di Estetica “Giacomo Leopardi” Nocera Terinese, in collaborazione con la Terza Università degli Studi di Roma e la Fondazione Rubettino.

Nel 2002 consegue la Laurea in Lettere e Filosofia ad indirizzo Storia dell’Arte presso l’Università Cà Foscari di Venezia argomento della tesi: “Arte e Pensiero. L’esperienza umana ed artistica di Gino De Dominicis”.

Parere del curatore Nicola Eremita

osservando questo quadro ritengo che esso possa essere ben collocato nel contesto della pittura romantica. Faccio riferimento alla pittura di William Turner e di William Blake. Le tinte scure e i contorni sfumati, le pose dinamiche e sfuggenti, richiamano formalmente questo tipo di pittura. Anche dal punto di vista simbolico il tema è collocato in quella grande e dirompente novità letteraria ed artistica che è ancora attuale e influente.

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D’amore, olio su tela cm 39×25

Oleg Shchygolev biografia

Oleg Shchygolev è nato nel 1950 a Dnepropetrovsk in Ucraina. Ha studiato all’Art College di Dnepropetrovsk e quindi nel suo studio privato ricevendo molte commissioni dall’Unione Artistica di cui è membro dal 1985. Vive e lavora a Lugansk ed espone dal 1976 in tutta Europa. Sue opere sono presenti presso il Ministero della Cultura Ucraino, presso musei e gallerie di Lugansk e Kiev e presso collezioni private negli Stati Uniti e in Europa.

parere del curatore Nicola Eremita

La pittura di Oleg Shchygolev è realista, tuttavia in essa convivono anche altri caratteri che prendono l’aspetto della citazione. Per questo artista è fondamentale dar prova della propria preparazione accademica e della propria conoscenza tecnica e formale. La personale vena creativa quindi si arricchisce della profonda erudizione sedimentata negli anni di studio che non è stata solamente teoria ma anche confronto pratico con la difficoltà tecnica.

Osservando le sue tele notiamo che l’inconfondibile tratto ritaglia numerosi rimandi alla pittura di fine ‘800 e primo ‘900. Rousseau, Van Ghog, Gaugin, Matisse, Chagall e tanti altri maestri emergono in piccoli e grandi dettagli-citazione. Quasi l’artista volesse portarli tutti con sé nella sua immaginazione.

shchygoleva, monti, gavrilas, milanova, camassa, shchygolev, mocerino, quarta collettiva arte contemporanea biennale di venezia 2007 galleria d'arte terzo millennio
Sul fiume limpido, olio su tela cm 100×80

Rossella Mocerino biografia

Rossella Mocerino è nata in Toscana. Attualmente vive e opera a New York dove risiede in Greenwich Village. Ha studiato disegno alla Lega degli Studiosi dell’Arte di New York City, quindi anatomia con Robert Hale della Lega degli Studiosi d’Arte, quindi tempera con l’artista newyorkese Olivera Sajkovic, quindi storia dell’arte con Sarah Lawrence a Firenze. 

Espone le sue opere nel Vecchio e nel Nuovo Mondo in mostre personali e collettive dal 1981.

Parere del curatore Nicola Eremita

per Rossella Mocerino la figura umana è al centro della ispirazione creativa. In particolare ella è rimasta affascinata dal mascheramento tipico del carnevale veneziano che, nonostante la sua unicità ed originalità, affonda le radici in una tradizione atavica e ancestrale.

Tale manifestazione, collocata nel contesto storico ed architettonico nonché naturalistico di Venezia, diviene una miscela ricca di riferimenti e stimoli di riflessione e spunto per la creazione. Difficile non rimanere irretiti. Ecco quindi le maschere veneziane attraverso la lente ed il filtro dell’immaginazione di Rossella Mocerino.

Il dramma della esistenza si colora ed il mistero del mascheramento travisa e inganna il tempo, la decadenza, la storia; così osserviamo queste figure celate colte in una atmosfera sospesa e priva di riferimenti spazio temporali.

shchygoleva, monti, gavrilas, milanova, camassa, shchygolev, mocerino, quarta collettiva arte contemporanea biennale di venezia 2007 galleria d'arte terzo millennio
Possibilità cosmiche, olio su tela cm 50×60

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Spring pARTy 2

Festa di primavera alla Galleria d’arte III Millennio domenica 28 aprile dalle 15 alle 19

la festa di Primavera in Galleria continua ad Aprile. Questa volta Giorgia ci offre una degustazione di torte salate e del vino biologico.

Un’occasione per passare insieme dei momenti di relax e di riflessione sull’arte contemporanea e sulle opere di Mario Eremita.

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Spring pARTy 1

Festa di primavera alla Galleria d’arte III Millennio sabato 24 marzo dalle 15 alle 19

la prima festa di Primavera in Galleria. Giorgia ha portato il Gogli Buono e la Crostata di Fiori.
Sapete cos’è il Gogli?
È la spremuta di arance allungata con lo zucchero… quella che piace ai bimbi.
Era ottima!
Per non parlare della Crostata di Fiori…

Un’occasione per passare insieme dei momenti di relax e di riflessione sull’arte contemporanea e sulle opere di Mario Eremita.

vice presidente bulgaria angel marin alla galleria terzo millennio nicola eremita

Visita del Vice Presidente della Repubblica di Bulgaria S.E. Gen. Angel Marin

martedì 8 aprile 2008 ore 15

visita alla Galleria d’Arte III Millennio del Vice Presidente della Repubblica di Bulgaria S.E. Gen. Angel Marin, con la propria delegazione.

Il Vice Presidente, accompagnato dal responsabile culturale dell’Associazione ITACA artista Prof. Mario Eremita, ha visitato la Basilica di San Marco, il Palazzo Ducale ed il Patriarcato; quindi la Galleria d’Arte III Millennio.

Il curatore della Mostra Permanente dr. Nicola Eremita, ha illustrato al Vicepresidente le opere dell’artista Mario Eremita. Il Vicepresidente ha apprezzato molto le opere esposte, manifestando anche l’intenzione di stabilire una futura collaborazione. Iniziativa promossa nell’ambito degli scambi culturali tra Italia e Bulgaria dell’Associazione ITACA.

vicepresidente angel marin galleria terzo millennio

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KKK Kursi Kool Kond artists’ group. Comunicato Stampa

08 – 22 giugno 2007, inaugurazione 08 giugno 2007 ore 18. Presentazione del curatore dr. Nicola Eremita.

Esposizione collaterale al Padiglione Estonia per la 52 Biennale di Venezia, espongono i rappresentanti del gruppo di artisti estoni Kursi Kool Kond.
La mostra è caratterizzata dall’originalità e dalla forza espressiva degli artisti nord europei. L’esposizione non ha un tema prefissato ma presenta campioni della migliore produzione degli artisti espositori, che si caratterizzano per tecniche e sensibilità espressive molto differenziate.
Da segnalare la completa disponibilità del curatore a guidare lo spettatore lungo il percorso espositivo.

Espongono

Ilmar Kruusamae, Albert Gulk, Pajos Priit, Peeter Allik, Pangsepp Priit

Opening reception e presentazione venerdì 8 giugno 2007 ore 18 presso Galleria d’Arte III Millennio, Venezia

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