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Blue Venezia, Love Magic Carnival Mask, comunicato stampa

La Galleria d’Arte Terzo Millennio

presenta

Blue Venezia, Love Magic Carnival Mask, mostra personale di Rossella BLUE Mocerino

dal 29 gennaio al 14 febbraio 2016, drink p-ART-y 8 febbraio ore 18

la mostra si svolge presso il Baglioni Hotel Luna, Piazza San Marco 1243 – Venezia.

Dopo le mostre del 2007 del 2010 e del 2013, Rossella BLUE Mocerino espone per la quarta volta i suoi intensi dipinti a olio dedicati al mistero alla magia ed al romantico significato del mascheramento. Un atto d’amore verso Venezia e le sue meraviglie.

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Blue Venezia, Love Magic Carnival Mask

Esposizione personale dell’artista statunitense Rossella Mocerino presso Baglioni Hotel Luna Piazza San Marco 1243

Biografia

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Rossella Mocerino è nata in Toscana. Attualmente vive e opera a New York dove risiede in Greenwich Village.

Ha studiato disegno alla Lega degli Studiosi dell’Arte di New York City, quindi anatomia con Robert Hale della Lega degli Studiosi d’Arte, quindi tempera con l’artista newyorkese Olivera Sajkovic, quindi storia dell’arte con Sarah Lawrence a Firenze.

Espone le sue opere nel Vecchio e nel Nuovo Mondo in mostre personali e collettive dal 1981. Dal 2010 collabora attivamente con la Galleria d’Arte III Millennio con la quale ha realizzato mostre personali e due partecipazioni alla Collettiva d’Arte Contemporanea Biennale di Venezia, edizione 2007 e 2013.

Parere del direttore artistico Nicola Eremita

Già nel 2010 ebbi occasione di recensire le opere di Rossella BLUE Mocerino. sono passati ben cinque anni e la pittura di BLUE ha avuto sensibili sviluppi. Una sottile evoluzione formale e tecnica che l’ha resa ancor più efficace, più raffinata più disinvolta e personale.

Credo che anche il livello contenutistico abbia risentito positivamente di questo percorso di affinazione. Esso infatti, se prima rilanciava un messaggio di non rinuncia alla forma per il contenuto e la sacrosanta centralità della figura umana nell’arte, ora si pone alla ricerca di suggestioni che vanno decisamente oltre la trasposizione della bellezza celebrativa della maschera carnevalesca.

I piani sono più stretti ed il colore ha perso il carattere descrittivo per assumere un ruolo che inizia a tagliare i ponti con la realtà per rivolgersi ad una dimensione emozionale, ultra-sensoriale ed induttiva. L’atavica tradizione veneziana si è giustamente diluita nella preponderanza della tensione artistica personale di Rossella BLUE.

In questa pittura, che nasce e si muove nel mondo da pretesti completamente genuini ed intenti semplici e sereni, forse pure inconsapevoli della drammaticità del tutto europea del mascheramento, si sta sviluppando un demone che assorbe il disordine polverulento delle cose umane per restituirlo sinterizzato e sintetizzato nel blocco pittorico, Rossella BLUE si fa, in tal senso, meno americana; più romantica, di quel romanticismo solido che va riscoprendo il passato rinascimentale.

Rossella BLUE ha osservato l’arte contemporanea, credo, in particolare, le opere di Mario Eremita delle quali sta emulando la cosìdetta “luce del colore”. Ella ha colto questo difficilissimo aspetto e si è inoltrata con coraggio in questa complessa tecnica; ed è proprio questa abilità che consente all’artista una grande potenza di trasmissione e, alle opere, una particolare carica emotiva.

Love Magic Carnival Mask

Opening pARTy

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Living Land, comunicato stampa

SABATO 13 GIUGNO 2015 ore 18.30 | SATURDAY 13 JUNE 2015 AT 6.30 PM
Galleria d’Arte III Millennio
Sestiere San Marco, 1047 Rio Terà de le Colonne
Venezia

Programma:
ore 18.30 saluti di benvenuto | at 6 pm welcome
ore 19 breve dissertazione del Direttore Artistico Nicola Eremita sulle opere esposte | Nicola Eremita Art Director’s short dissertation about the works exhibited

ore 19.30 rinfresco con specialità veneziane dolci e salate | refreshments with Venetian specialties
vini e bevande a volontà | wines and drinks at will

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Living Land

L’artista Liu-Jiu Tong

In occasione della 56. Biennale di Venezia Sezione Arti Visive “All The World’s Futures” di Okuwi Enwezor. Artista internazionale Liu-Jiu Tong, dal 10 giugno all’11 luglio 2015. Opening 13 giugno ore 18.

Introduzione del curatore dr. Nicola Eremita

Per la prima volta dall’apertura la Galleria d’Arte III Millennio ospita una mostra di un artista proveniente dalla Repubblica Popolare della Cina. Liu Jiu-Tong infatti è nato a Suide ( Shaanxi ) nel 1977. Il genere di questa pittura richiama la tradizione shanshui ma astrae nella composizione che perde la prospettiva e la gravità divenendo semplice forma.

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Biografia

Liu Jiu-Tong è nato nel 1977 nella città di Suide nello Shaanxi una provincia della Cina settentrionale.

Dopo il diploma all’Accademia di Belle Arti dello Xi’an nel 2000, prosegue i suoi studi a Pechino per poi trasferirsi nel 2004 a Shangai, dove crea la serie di opere “Old Shanghai and Water Tower”.

È del 2005 la sua prima esposizione personale alla Galleria Yizhi Art di Hong Kong. Nel 2006 stabilisce il proprio studio a Shanghai, da dove partecipa a diverse manifestazioni d’arte e mostre personali sia a Hong Kong che nella stessa Shangai.

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Nel 2008 la sua serie “Black & White” è mostrata al “Contemporary Artists Workshop” e selezionata per essere mostrata presso la “Art China- Beijing Olympics Special Edition”, ma le sue esposizioni e mostre sia personali che congiunte con altri artisti sono innumerevoli. Nel 2012 le opere “Beauty beyond Words” e “Dreams of an Emerald Landscape” sono accolte alla sala VIP presso Art Taipei Alcune sue opere, nel 2012 ad Hong Kong, sono elencate nell’asta autunnale di Christie’s arte asiatica del ventesimo secolo. Si tratta di “Snow Shanghai-5, Tower in the Mist” e “Enduring . Nello stesso anno l’opera “Heavy Thoughts” è stata pubblicata nella Sotheby Boundless: Arte Contemporanea, Hong Kong.

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Comincia a essere conosciuto all’estero nel 2013 quando le opere “Living Land”, “Looking Back from the Peak” e “Spring Horizon” sono state selezionate per essere esposte al secondo Salone Internazionale d’Arte Contemporanea di Parigi, e a Milano alla nona fiera d’Arte Contemporanea di Milano. In particolare il suo quadro “Distant Traveler” è stato nominato per il settimo premio internazionale Arte Laguna; Le sue opere da allora continuano non solo a essere pubblicate nei cataloghi di Sotheby’s e Christie’s in Cina, ma anche a viaggiare per esposizioni internazionali.

Liu Jiu Tong è uno degli artisti che aderisce al GP DEVA CHARITY di ispirazione buddista che raccoglie tra le sue fila numerosi artisti, le cui opere vengono messe in vendita per finanziare attività e progetti di sostegno a bambini e donne in difficoltà e attività culturali, quali concerti e borse di studio.


Curriculum

  • 2000 diplomato all’Accademia di Belle Arti dello Xi’an;
  • 2002 studia arte a Pechino;
  • 2004 si trasferisce a Shanghai. Crea la serie di opere “Old Shanghai and Water Tower”;
  • 2005 esposizione personale alla Galleria Yizhi Art di HONG KONG;
  • 2006 stabilisce il proprio studio a Shanghai e partecipa alla locale fiera d’arte;
  • 2007 la serie “Old Shanghai” parte seconda partecipa alla mostra scambio Shanghai-Hong Kong;
  • 2007 esposizione personale presso la Galleria d’Artet Dingsheng;
  • 2008 la serie “Black & White” è mostrata al “Contemporary Artists Workshop” e selezionata per essere mostrata presso la “Art China- Beijing Olympics Special Edition”;
  • 2009 le opere sono esposte in occasione della sessantesima giornata Nazionale della Repubblica Popolare Cinese a Shanghai;
  • 2010 “Blur” una esposizione congiunta di tre artisti presso la Galleria Old Bailey, Hong Kong;
  • 2010 esposizione personale all’Art Center di Kuo Mu Sheng, Taiwan;
  • 2011 esposizione alla fondazione culturale Kelti, Taipei;
  • 2011 esposizione d’arte presso Art Revolution, Taipei;
  • 2012 esposizione personale “Inspiration of the Land” presso la fondazione culturale Kelti, Taipei;
  • 2012 le opere “Boundless Joy” e “Inspiration of the Land” sono elencate presso l’asta autunnale di Sotheby dell’arte cinese del ventesimo secolo, Hong Kong;
  • 2012 esposizione congiunta di Zhou Xiwei & Liu Jiutong presso la Galleria d’Arte Osti, Taipei;
  • 2012 esposizione di arte contemporanea “Evolution of Chinese Contemporary Art”, Taipei;
  • 2012 l’opera “Beauty beyond Words” e “Dreams of an Emerald Landscape” sono accolte alla sala VIP presso Art Taipei 2012;
  • 2012 le opere “Snow Shanghai-5, Tower in the Mist” e “Enduring Promise” sono elencate nell’asta autunnale di Christie arte asiatica del ventesimo secolo, Hong Kong;
  • 2012 l’opera “Heavy Thoughts” è stata pubblicata nella Sotheby Boundless: Arte Contemporanea, Hong Kong;
  • 2013 le opere “Living Land”, “Looking Back from the Peak” e “Spring Horizon” sono state selezionate per essere esposte al secondo Salone Internazionale d’Arte Contemporanea di Parigi, 2013;
  • 2013 le opere sono esposte alla nona fiera d’Arte Contemporanea di Milanoxhibited in the Contemporary Step 09 Fine Art Exhibition, Milan;
  • 2013 l’opera “Distant Traveler” è stata nominata per il settimo premio internazionale Arte Laguna;
  • 2013 l’opera “Distant Traveler” e “Beauty beyond Words” sono state pubblicate sull’elenco della Sotheby di Primavera arte asiatica del ventesimo secolo, Hong Kong;
  • 2013 l’opera di Liu Jiu-Tong “Eastern Abstractionism Exhibition Tour” è stata presentata al Museo Nazionale d’Arte della Cina, Pechino e la Grande Dinastia Tang al West Market Museum, di Xi’an;
  • 2013 opere esposte all’Art Revolution, Taipei;
  • 2013 l’opera “Day and Night” è stata elencata nel catalogo Christie arte asiatica del ventesimo secolo, Hong Kong;
  • 2013 le opere “Northern Ambition” e “Snow Shanghai-6, Precious City” sono state elencate nell’Asta di pittura di primavera, Pechino;
  • 2013 le opere “Work of Nature” e “Snow Shanghai-7, Winding Trail” sono state pubblicate nell’elenco della Poly Spring Auction, Pechino;
  • 2013 esposizione al Kelti Art Festival, Taipei;
  • 2013 l’opera “Windswept” è stata pubblicata nell’elenco autunnale dell’arte contemporanea cinese del ventesimo secolo, China Guardian Auctions Hong Kong;
  • 2013 l’opera “Shade in the Clouds to Offset the Moon” è stata pubblicata nell’elenco della Sotheby di autunno, arte asiatica del ventesimo secolo, Hong Kong;
  • 2013 entrambe le opere “Fishing the Moon and Logging the Clouds” e “Chosen” sono state elencate all’asta di Christie arte asiatica del ventesimo secolo, Hong Kong;
  • 2014 l’opera “May the Moon Watch Over You” è stata pubblicata nel Sotheby Boundless: Arte Contemporanea, Hong Kong;
  • 2014 entrambe le opere “Restless Forest” e “Circulation of the Essence” sono state elencate presso la Sotheby Primavera arte dell’asia del ventesimo secolo, Hong Kong;
  • 2014 entrambe le opere “Essence of Tranquility” e “Difficult Task” sono state elencate nell’asta dedicata all’arte asiatica del ventesimo secolo di Christie, Hong Kong;
  • 2014 l’opera “Secret within a Secret” è stata pubblicata nel catalogo Sotheby dedicato all’arte cinese moderna e contemporanea, Pechino;
  • 2014 l’opera “Separation” è stata pubblicata nel catalogo dell’asta Poly Auction arte moderna e contemporanea, Pechino;
  • 2014 l’opera “Passing Cloud” è stata pubblicata nel catalogo Sotheby: Arte Contemporanea, Hong Kong;
  • 2014 l’opera “Enduring Hills” è stata elencata nell’asta Christie arte asiatica del ventesimo secolo, Hong Kong;
  • 2014 l’opera “Sails on the Sea” è stata pubblicata nel catalogo della Sotheby arte cinese moderna e contemporanea, Pechino;
  • 2014 esposizione personale all’ART TAIPEI;
  • 2014 esposizione personale all’ART KAOHSIUNG;
  • 2014 esposizione personale al GP DEVA Frontier Art & X-Power Gallery., L.A.
  • 2015 esposizione personale all’Art Revolution, Taipei;
  • 2015 opere “Rooted in Time”, “The Last Flowers” e “Waves at Land’s End” sono state elencate nella Christie arte asiatica del ventesimo secolo, Hong Kong.
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Living Land

le opere esposte sono il frutto del lavoro dell’artista Liu Jiu Tong.

Egli è nato nel 1977 nella città di Suide nello Shaanxi una regione nel cuore della Cina, a nord, in un territorio lontano e isolato dalle zone urbanizzate della pianura. In questi luoghi la natura è preponderante e i paesaggi sono molto suggestivi.

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Per studiare arte Liu Jiu-Tong si trasferisce a Pechino. Anche se Liu Jiu-Tong utilizza il colore ad olio e la tela, materiali sconosciuti nell’antichità, essendo utilizzata la china su seta o carta, il suo stile è accurato, delicato, e richiama molto la pittura della Cina di un’epoca che corrisponde al nostro alto medioevo, dal 620 dopo cristo in poi. Quel tipo di pittura non intendeva rappresentare fedelmente il paesaggio quanto più infondere nell’osservatore il sentimento di armonia ed equilibrio che è proprio del mondo vivente.

Si tratta della pittura Shan Shui o pittura delle “acque di montagna”. Un genere grafico che proviene dalla calligrafia ma che si sviluppa e diviene una modalità di rappresentazione e d’idealizzazione della realtà.

Lo Shan Shui è suggestivo ed infonde un senso di appagamento e sicurezza, d’immota stabilità e solidità, volendo esso rappresentare la magnificenza degli immortali che, secondo il credo taoista, abitano le montagne, luoghi sacri. Tra i valori taoisti c’è anche quello del riconoscimento della piccolezza dell’umanità rispetto alla vastità del cosmo ed è forse qui che si riallaccia la pittura di Liu Jiu-Tong.

La pittura cinese dei tempi antichi già dal 600 d.c. Aveva introdotto la rappresentazione prospettica e l’opera di Zhǎn Zǐqián riproduce delle montagne in prospettiva. Le stesse opere Shan Shui riportano visioni prospettiche ed assonometriche dei paesaggi, Liu Jiu-Tong astrae dal realismo antico e distilla il senso Shan Shui mantenendo il più profondo significato di questo genere. Abbandona la solennità e l’ordine della natura per mantenerne la sua scala di comparazione con l’umano e trasmettere il senso di immensità del mondo.

Queste tele infatti, secondo chi scrive, hanno lo scopo di dare allo spettatore il senso di questa sconfinata immensità che ci circonda dall’infinitamente piccolo all’infinitamente grande. Le strutture che vengono rappresentante possono essere elaborazioni di materia organizzata nel mondo microscopico o macroscopiche strutture cosmiche che sovrastano comunque sia la nostra possibilità di comprensione che la nostra possibilità di orientamento.

Nell’insieme il piccolo, insignificante essere umano ha il solo ruolo di testimoniare e di proteggere tale sconvolgente e sacro mistero.


Inaugurazione della mostra

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Beyond Transformation, comunicato stampa

LA GALLERIA D’ARTE III MILLENNIO è lieta di invitare la S.V.
all’inaugurazione della mostra BEYOND TRANSFORMATION – trio artistico Ma Sing Ling, Taiwan

SABATO 09 MAGGIO 2015 ore 18.30 | SATURDAY 09 MAY 2015 AT 6.30 PM
Galleria d’Arte III Millennio
Sestiere San Marco, 1047 Rio Terà de le Colonne
Venezia

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Programma:
ore 18.30 saluti di benvenuto | at 6 pm welcome
ore 19
breve dissertazione del Direttore Artistico Nicola Eremita sulle opere esposte | Nicola Eremita Art Director’s short dissertation about the works exhibited

ore 19.30 rinfresco con specialità veneziane dolci e salate | refreshments with Venetian specialties
vini e bevande a volontà | wines and drinks at will

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Beyond Transformation

Il trio artistico Ma Sing Ling

In occasione della 56. Biennale di Venezia Sezione Arti Visive “All The World’s Futures” di Okuwi Enwezor. Tre artiste internazionali taiwanesi Ma Sing Ling, dal 06 maggio al 06 giugno 2015. Opening 06 maggio ore 18.

Introduzione del curatore dr. Nicola Eremita

dopo la significativa mostra dell’artista Lee Sun Don nel 2009, la Galleria d’Arte III Millennio collabora attivamente con artisti internazionali di nazionalità taiwanese. Il genere rimane tipicamente orientale anche se con forti suggestioni dell’arte contemporanea statunitense. L’intento tuttavia è ben diverso, forse più simile ai fauves dell’Europa dei primi del novecento.

Biografia

Ma Sing Ling è un trio d’arte composto da tre giovani artiste di Taiwan: Manihoo, Singway e Ling Ling. Queste giovani artiste hanno sviluppato una piena intesa reciproca. X-Power Gallery dunque le ha messe insieme per far brillare una nuova luce.

Il loro primo tentativo di creare come trio è “Form of Unity”, una serie caratterizzata da una grandiosità mozzafiato, magnificenza e da un’incredibile coerenza. Una delle loro creazioni è stata selezionata per la 159^ “Autumn Exhibition” organizzata dalla Royal West of England Academy, nel Regno Unito ( 2011 ).

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In contemporanea ai riconoscimenti ricevuti dalle giurie internazionali dei concorsi, le opere d’arte del trio Ma Sing Ling attirano grande attenzione anche a Taiwan e sono apprezzate da famosi collezionisti d’arte taiwanesi, come Kenneth Lo ( presidente delle Industrial Bank di Taiwan ), Edward Chen ( presidente del Jih Sun Group ) e Chen Wu-Gang ( amministratore delegato di Kelti International ) che, non solo collezionano i lavori di Ma Sin Ling, ma hanno anche posizionato diversi pezzi della collezione nei loro musei affiliati.

Oltre ad ottenere il favore dei collezionisti di Taiwan, il trio Ma Sing Ling è stato anche selezionato dalla “Is Art Foundation” per essere le artiste principali che la Fondazione promuoverà maggiormente e che porterà nei consessi internazionali. La Fondazione ha anche organizzato una serie di esibizioni personali per Ma Sing Ling a livello nazionale a Taipei, Taichung e Kaohsiung come a livello internazionale, tra cui Beverly Hills a Los Angeles, Hong Kong, Shangai, Qingdao e Shenzhen.

Il trio Ma Sing Ling ha dimostrato uno speciale talento e abilità nel gestire il flusso libero e la fluidità della pittura e suscitare il momento dell’evoluzione personale dell’immagine prodotta. Hanno colto l’essenza dell’interazione e dell’evoluzione dei fenomeni del mondo esterno tenendo fede all’immutabile virtù naturale:

È uno stato di armoniosa unità di mente e fenomeni e di un reciproco nutrimento d’immagini e realizzazioni. La loro nuova collezione del 2014 include “Brezza di Primavera”, descrive una romantica atmosfera che scaturisce da un mare di fiori in un senso di nascosta meraviglia nel caos, che svela energia nella tranquillità di spirito. Sulla stessa lunghezza d’onda, queste tre artiste mischiano punti e linee in un multi-stratificato fantastico mondo, creando un astratto impressionismo di nuova generazione.


Curriculum

Premi e riconoscimenti:
2014 Selezionato all’Alexandria Museum of Art 27th September Competition Juried Exhibition, USA
2014 Vincitore dell’Honorable Mention-Acrylic, Abstract Art Competition by Focus Point & Shape Online Art Gallery
2014 Selezionato alla 16esima edizione dell’Annual Contemporary Art Juried Online International Art Exhibition, USA
2013 Selezionato per il Midland Arts Association 35th Annual Spring Juried Art Exhibition, USA
2013 Selezionato per la seconda edizione dell’Annual International Contemporary Artists Exhibition, Paris, France
2013 Vincitore del Premio d’Eccellenza dell’American Juried Art Salon, USA
2012 Selezionato al ROI 125th Annual Exhibition, The Royal Institute of Oil Painters (ROI), UK
2012 Si aggiudica il Virtual Best of the International Category, Bold Expressions 57th Annual International Open Juried Art Exhibition, USA
2012 Selezionato al settimo Annual Juried Exhibition, International Society of Acrylic Painters-Florida.(ISAP), USA
2012 Selezionato alla decima edizione dell’Annual Surrealist Visionary, and Art of the Spirit Exhibition, USA
2011 Selezionato alla 159esima Autumn Exhibition of Royal West of England Academy, Royal West of England Academy, Regno Unito
Collezioni pubbliche:

  • Art Museum of The Industrial Bank of Taiwan (IBT), Taiwan
  • Art Museum of Jih Sun Enterprise Group, Taiwan
  • Kelti Group, Taiwan
  • Taiwan Business Bank, Taiwan
  • Farglory Group, Taiwan 
  • Fubon Financial Group, Taiwan
  • Shin Kong Life Insurance Group, Taiwan
  • Chiui Group, Taiwan
  • Founding Construction & Development Co., Ltd., Taiwan

Aste: 2012 Art #1 The Spring Auction of 2012, Taipei, Taiwan


Beyond Transformation

le opere esposte sono il frutto del lavoro di un trio. Tre ragazze talentuose che lavorano insieme: Manihoo, Singway, Ling Ling. Difficile comprendere come possa essere possibile una cosa del genere per noi occidentali, così individualisti. Questa realtà infatti pare proprio un classico esempio della recente cultura orientale, quella che tende ad annullare l’individuo per il gruppo, per la comunità.

Noi occidentali abbiamo lo stereotipo dell’artista solitario, chiuso nel suo mondo intimo, magari con la testa tra le nuvole, incantato dalla luce, dai colori o magari dagli spettacoli della natura.

Gli orientali forse la vedono in modo differente. In particolare coloro che seguono anche la filosofia e la religione buddhista, come Ma Sing Ling. Il loro modo di vedere le cose è altro dal nostro. Ricercano nel mondo l’armonia e nell’uomo le emozioni positive. Ripudiano le afflizioni, le emozioni negative che nuocciono al corpo ed allo spirito.

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Beyond Transformation ( oltre la trasformazione ) è il titolo della mostra del trio artistico Ma Sing Ling. Si tratta di composizioni astratte multicolorate. Le opere sono ispirate alla filosofia buddhista e richiamano i concetti di armonia e compassione; sono rivolti alla ricerca della felicità ed all’osservazione incantata della bellezza del mondo nei suoi aspetti transitori.

Il principio della trasformazione, che non è mai distruzione, ancestrale concetto spirituale che oggi ha basi scientifiche, si svolge nelle tele di Ma Sing Ling. Il dinamismo è ovunque, come un vortice, come un soffio di vento, come i liquidi che colano.

Presente anche il riferimento alla musica ed al ritmo che nelle tele si presenta distribuito nei codici formali delle linee e delle macchie di colore. L’ordine spiraliforme richiama la circolarità della vita e il continuo rinnovamento delle leggi universali

La considerevole potenza naturale di queste tele richiama la spontaneità e la immediatezza degli artisti favues dell’Europa dei primi del novecento, pur se con intenti decisamente differenti. Se le “belve” intendevano fuggire dalla loro realtà e contrastarla con l’anticonformismo, Ma Sing Ling intende contemplare e celebrare un ideale filosofico di armonia, di compenetrazione tra lo spirituale ed il quotidiano, loro non vogliono fuggire dalla realtà ma semplicemente vederla per quello che è.


Inaugurazione della mostra

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VI Collettiva d’Arte Contemporanea Biennale di Venezia, 21 settembre – 12 ottobre 2013. Comunicato stampa

La Galleria d’Arte Terzo Millennio ha il piacere di presentare la mostra collettiva VI Collettiva d’Arte Contemporanea Biennale di Venezia in occasione della 55. Biennale di Venezia “Il Palazzo Enciclopedico”. Opening sabato 21 settembre 2013 ore 18:00

partecipano alla VI Edizione gli Artisti:

  • Karin Abati
  • Rossella Fiorotto
  • Valeria Gubbati
  • Rossella Mocerino
  • Alessio Papa
  • Rossella Riboldi
  • Ella Sarkisyan

In occasione della 55. Biennale Arte “Il Palazzo Enciclopedico”, si svolge la sesta edizione della Collettiva d’Arte Contemporanea Biennale di Venezia.

Nell’affollato e variegato panorama artistico veneziano, la Galleria d’Arte III Millennio è la prima e sola galleria d’arte che organizza questo tipo di manifestazioni, scevre da qualsiasi indirizzo politico o propagandistico, lasciando agli artisti libertà di espressione e tecnica.

Ogni esposizione diviene così un piccolo “museo” di arte contemporanea e non una vera e propria “mostra”. Questa differenza è cruciale e sostanziale in quanto, secondo la moda attuale, il curatore di turno diviene il vero protagonista. Egli infatti s’impone quale “arredatore” della mostra; l’artista quindi rimane in secondo piano.

In questo caso, pur essendoci il curatore, sono gli artisti in primo piano. Il ruolo del curatore invece è più complesso e discreto: egli deve presentare le opere al pubblico; deve parlarne deve decodificarle e collegarle in modo tale da accendere la curiosità e l’attenzione.

In tal modo egli apre il dibattito e la dialettica, divenendo non più provocatore ma esortatore all’attenzione verso la multiformità della sensibilità umana. Questo è dialogo e non monotona autocelebrazione. Non servono quindi gli acronimi. Introdurrà le opere il curatore dr. Nicola Eremita.

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VI Collettiva d’Arte Contemporanea Biennale di Venezia, 21 settembre – 12 ottobre 2013

In occasione della 55. Biennale di Venezia “Il Palazzo Enciclopedico”

Introduzione

In occasione della 55. Biennale Arte “Il Palazzo Enciclopedico”, si svolge la sesta edizione della Collettiva d’Arte Contemporanea Biennale di Venezia.

Nell’affollato e variegato panorama artistico veneziano, la Galleria d’Arte III Millennio è la prima e sola galleria d’arte che organizza questo tipo di manifestazioni, scevre da qualsiasi indirizzo politico o propagandistico, lasciando agli artisti libertà di espressione e tecnica.

Ogni esposizione diviene così un piccolo “museo” di arte contemporanea e non una vera e propria “mostra”. Questa differenza è cruciale e sostanziale in quanto, secondo la moda attuale, il curatore di turno diviene il vero protagonista. Egli infatti s’impone quale “arredatore” della mostra; l’artista quindi cala in secondo piano.

In questo caso, pur essendoci il curatore, sono gli artisti in primo piano. Il ruolo del curatore invece è più complesso e discreto: egli deve presentare le opere al pubblico; deve parlarne deve decodificarle e collegarle in modo tale da accendere la curiosità e l’attenzione.

In tal modo egli apre il dibattito e la dialettica, divenendo non più provocatore ma esortatore all’attenzione verso la multiformità della sensibilità umana. Questo è dialogo e non monotona autocelebrazione. Non servono quindi gli acronimi.

Espongono

Opening

Gli artisti

Karin Abati

Biografia: Karin Abati è nata a Vienna nel 1944. Grazie al suo talento è stata ammessa alla scuola grafica Höhere Graphische Lehr und Versuchsanstalt di Vienna dopo una selezione per una borsa di studio. Nel 1963 si è trasferita a Monaco di Baviera dove ha praticato la professione di ballerina a teatro. Nel 1966 si è trasferita in Italia dove ha sposato il Sig. Domenico Abati. Nel 1967 ha avuto il suo primo figlio Lucio. Nel 1971 ha avuto il suo secondo figlio Biagio. Nel 1976 si è trasferita a Vienna dove ha lavorato fino al 1996 nel mondo dell’alta moda pur continuando a praticare la pittura ed il disegno.

Nel 1997, dopo la morte del marito, è stata pervasa da una rinnovata e forte passione per la pittura. Ha iniziato a frequentare dei corsi di pittura, in particolare alla scuola Zeichenfabrik di Vienna tenuti da Goda Palekaite.

Al momento Karin Abati è impegnata nella scrittura.

Parere del curatore dr. Nicola Eremita: l’artista rivolge la sua attenzione al naturalismo e alla pop art saturando la pittura con contenuti e riferimenti alle fondamentali conquiste dell’uomo, la fisica, la tecnologia, la scienza ingenerale.

Convivono in queste tele visioni universali che paiono tuttavia riprese a distanze microscopiche. L’immaginario di Karin Abati si estende dall’arte ad ogni altro metodo di conoscenza della realtà sensibile; del resto l’arte è il primigenio mezzo di esplorazione del mondo e di relazione della coscienza con esso.

Felice ed elegante l’uso del colore e delle sfumature chiaroscurali.

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“Icebridge” acrilico su tela cm 80×90

Rossella Fiorotto

Biografia: Rossella Fiorotto è nata a Treviso nel 1970.

Nel 2002 ha iniziato a dedicarsi all’arte dipingendo le prime opere. Il suo intento era quello di dimostrare a tutte le persone a me vicine quello che la mia mente costantemente vedeva e percepiva.

Rossella sente la propria mente come uno specchio che riflette immagini, che ella riesce, con costanza e, soprattutto, concentrazione, a riprodurre su tela. Dopo dieci anni di continuo lavoro mentale e di esercizio nel disegno Rossella è giunta a questo risultato. Rossella Fiorotto è fiera dei suoi disegni ed è orgogliosa e felice del proprio lavoro artistico. Tutti dipinti di Rossella sono frutto esclusivo della sua mente e di quello che percepisce giorno dopo giorno.

Parere del curatore dr. Nicola Eremita: Rossella ci tiene molto a precisare che le sue opere sono l’originale frutto della sua mente.

Composizioni astratte che risalgono a percezioni della mente di Rossella. Percezioni visive, visioni, delle quali ella va fiera. Ella tuttavia non ci dice se queste percezioni siano piacevoli o meno, ci dice solamente che ama disegnarle, ama elaborarle sulla tela.

Il poeta Andrea Zanzotto scrisse una raccolta di poesie intitolata “fosfeni”, quei vaghi fantasmi di luce che rimangono alcuni secondi anche dopo che abbiamo serrato le palpebre.

Ebbene pare che in questo caso siamo davanti alla trasposizione di un fenomeno fisico nell’arte figurativa. Fantasmi di luce, echi di movimenti di particelle, che si materializzano sulla tela di Rossella Fiorotto e che, a volte, paiono ricordare il dinamismo di certi dipinti futuristi.

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“Intreccio dei volti” tecnica mista tempera e pastello su tela cm 120×100

Valeria Gubbati

Biografia: Valeria Gubbati vive e lavora a Mestre ( Venezia ). Ha frequentato gli Studi dei Maestri Corrado Amadi, Millo Bortoluzzi, Bruno Saetti, Cesare De Toni. È iscritta al movimento artistico “iosolismo” dell’Associazione Culturale Nabila Fluxus. È stata inserita nel Catalogo “Bolaffi Arte” e nell’Enciclopedia d’Arte Italiana Catalogo Generale Artisti dal ‘900 ad oggi. Pubblicata nella rivista “Urbis et Artis” bimestrale di Arte Cultura e Attualità.

Gubbati ha frequentato il corso di nudo presso la Galleria “Contatto”, partecipando all’esposizione finale; inoltre ha partecipato alla mostra d’arte “il nudo e l’astratto” a Venezia.

Opere di Valeria Gubbati sono apparse ne: Il Gazzettino Illustrato; La Nuova Venezia; Gente Veneta; Arte Triveneta; Il Secolo d’Italia.

Espone da parecchi anni, ha tenuto numerose personali nella Regione Veneto ed in diverse città italiane. Le sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private. Ha partecipato a concorsi e manifestazioni d’arte tra le quali, il Premio Gazzera, il Premio Zelarino, il Premio Arcella, il Premio Guttuso e il Premio Archiutti, sempre segnalandosi con successo.

Parere del curatore dr. Nicola Eremita: ho particolarmente apprezzato il dipinto di Valeria Gubbati.

Vorrei inquadrarlo come fosse un graffito. Appena l’ho visto mi ha ricordato Jean-Michel Basquiat, la medesima forza; anche se esso cita l’arte oceanica. Certo l’artista, con la propria pittura, lancia un monito.

Quello di Basquiat forse era rivolto verso sé medesimo e la propria travagliata vita. Quello di Gubbati richiama al momento attuale, un presente difficile e contraddittorio.

Il Taonga di Gubbati non è propriamente una copia di un soggetto tipico dell’arte oceanica ma un riferimento formale, la modalità di rappresentazione infatti va ben oltre e lo colloca in un contesto di assoluta contemporaneità nella quale esso può fungere da elemento apotropaico.

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“Maschera rossa” olio su tela cm 70×135

Rossella Mocerino

Biografia: Nata in Toscana, BLUE ( soprannome di Rossella Mocerino ) vive a New York ma visita spesso la sua città d’ispirazione: Venezia. Espone negli Stati Uniti ed in Italia.

Ella racconta:”I miei dipinti parlano sempre di maschere e mascheramenti. Del resto non indossiamo tutti un travestimento ?
Se dovessimo trovarci senza, ci affretteremmo a trovarne uno che vada bene per noi. La magia è sempre dietro l’angolo. Sono appassionata d’arte, di Venezia, e certamente del colore blu.

Il soggetto “mascherato” è al centro del mio lavoro, perchè ho notato che siamo sempre pronti a giudicare il prossimo. Istintivamente ci facciamo un’impressione di una persona e spesso non cambiamo idea anche quando i fatti indicano il contrario. 
È più difficile esercitare il pregiudizio verso chi è mascherato.
 

Tante volte è impossibile esser sicuri anche del sesso della persona mascherata. In questo caso la maschera diventa un metodo di protezione dagli stereotipi. Inoltre la maschera crea il mistero che io preferisco. La maschera è sinonimo d’eleganza dei costumi e di originalità. La maschera è sinonimo di qualcosa d’inconsueto. Posso dire che i miei personaggi sono sempre mascherati. Inizialmente ho notato che al principio le mie figure portavano delle maschere ma ora la maschera è diventata proprio come una seconda pelle. Solamente gli occhi ci fanno comprendere che si tratta di soggetti viventi; ma quelli non si possono mascherare.”

Parere del curatore dr. Nicola Eremita: ha inteso aggiungere un brano personale che svela alcune motivazioni profonde della sua passione per il mascheramento.

La maschera come protezione della propria unicità. Condivisibile; ma ad esso va aggiunta anche la visione storicistica che colloca la maschera nel contesto di Venezia.

La maschera di Venezia non rappresenta demoni o divinità. Essa si umanizza e svolge un ruolo sociale. Essa è strumento di prestigio e di auto-celebrazione, momento di sospensione delle regole, momento di trasgressione; ma anche momento di dissacrazione del male, dell’orrore, della morte, della malattia.

La maschera veneziana ha superato l’illusione salvifica del divino e recita muta il canto carnascialesco di Lorenzo De’ Medici: chi vuol esser lieto sia, di doman non c’è certezza…

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“Moonlight shadow” olio su tavola di tela cm 41×51

Alessio Papa

Biografia: Alessio Papa nasce a Viterbo il 13 dicembre 1977. Frequenta il liceo artistico “Tuscia” di Viterbo e successivamente l’Accademia di Belle Arti di Roma nel corso di pittura, dove Alessio inizia a studiare il manierismo rinascimentale e il neomanierismo.

Conclude la sua carriera accademica nel 2004 discutendo una tesi di anatomia artistica “L’anatomia nei dipinti del Parmigianino”.

Nei suoi dipinti l’artista stravolge l’anatomia della figura umana, allungandola a volte anche in modo innaturale, caratteristica propria dei Grandi Maestri tardo-rinascimentali, periodo noto per l’attribuzione data dal Vasari di “arte della maniera” o “manierismo”.

L’artista ha partecipato a diversi concorsi artistici in Italia e all’estero riscuotendo sempre molto interesse da parte della critica e del pubblico e distinguendosi sempre per la tecnica, la creatività e per come elabora culturalmente i suoi lavori.

Alessio Papa ha svolto diverse mostre sia personali che collettive in varie parti del mondo ed è inserito in prestigiosi cataloghi d’arte.

Egli dice:
“Considero Arte tutto ciò che di bello c’è nello spirito umano, tutto ciò che l’uomo ha comunicato attraverso i secoli ai suoi simili, portandoli alla conoscenza del proprio io e ad unire i popoli tramite la cultura ed il sapere.
Facendo un’analisi della mia pittura si deduce una miscela fatta di storia, fantasia e senso del bello. Un percorso che parte dalla massima espressione artistica raggiunta nel Rinascimento e proiettata ai giorni nostri attraverso quella metafora mitologica della Classicità.
Un’arte che si pone come obiezione alle avanguardie odierne per entrare sensibilmente nell’animo e nella psico-emotività dello spettatore, cogliendo in lui quel richiamo alla curiosità della conoscenza e alla cattura completa tramite il cromatismo in quel mondo onirico dove l’essere umano tende a catapultarsi.”

Parere del curatore dr. Nicola Eremita: L’artista ci presenta un’opera di pittura dalle forme che a prima vista potrebbero apparire semplicemente figurative. Tuttavia ad una più approfondita analisi, senza dover leggere le sue parole, si evince la sostanziale azione deformatrice attuata sulla forma naturale.

Papa ha cura di segnalare la propria appartenenza al genere manierista. Certamente egli intende l’interpretazione data al fenomeno artistico nei primi decenni del novecento, quando esso è stato pienamente compreso come l’intenzione schiettamente anti-classica, una rilettura che ha salvato dal biasimo molti grandi maestri dei secoli XVII e XVIII.

Ritengo in ciò di dare pienamente appoggio all’idea di pittura di Alessio Papa. Egli ancora una volta ribadisce che la pittura non è solamente un pretesto per veicolare un presunto messaggio morale ma anche l’atto di potenza dell’essere. Essere in quanto espressione di una capacità di vivere come artista perché dotato di qualcosa che non tutti possono possedere:
il talento e la padronanza della tecnica.

In quest’opera si percepisce la contemporaneità nell’uso del colore e nella deformazione delle forme, per nulla nostalgiche ma del tutto collocate nel nostro presente. Tale deformazione infatti pare essere più contigua alle arti dell’animazione che a quelle dell’antico periodo al quale si fa ideale riferimento.

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“Danae” olio su tela cm 70×100

Rossella Riboldi

Biografia: Rossella Riboldi è nata a Monza nel 1960. Laureata in Architettura presso il Politecnico di Milano, Rossella è docente di Disegno e Storia dell’Arte presso il Liceo Scientifico P. Frisi di Monza. Mosaicista e relatrice in conferenze d’Arte.

Rossella sente l’opera come impianto, “costruzione”. Il suo intento è quello di esaltare la materia come veicolo di comunicazione sensoriale. Rossella ha un forte senso di appartenenza al mondo reale ( animali, oggetti, terre, affetti, cose ). Ella ritiene che il processo compositivo sia l’affascinante elemento primo della creazione artistica. L’accostamento di tasselli non eguali fra loro consente una frammentazione dell’opera dove regna l’immaginario. Il riciclo di elementi che appartengono ad un vissuto caricano di “storie” l’opera e rinascono a nuova vita.

Negli ultimi anni Rossella Riboldi ha collaborato con Renato Arrobbio e lo Studio Arteglass ed ha partecipato a mostre, fiere, convegni, premi con opere segnalate ed esposte in musei in Italia e all’Estero.

Parere del curatore dr. Nicola Eremita: un dittico dal titolo Giallo-Rosso.

Opera che esalta il senso della materia. Il riuso e la raccolta dei materiali considerati morti è una delle più recenti innovazioni della tecnologia ma è stata, come sempre, preceduta dall’immaginario degli artisti che già con l’arte povera della fine degli anni sessanta avevano preannunciato quello che sarebbe diventata una esigenza della civiltà.

Rossella Riboldi effettua un’equilibrata composizione di tasselli di vetro di varie misure provenienti da negativi di produzione di vetreria d’arte e quindi di qualcosa che nasce già per una prospettiva particolare.

Questa prospettiva, spezzata, annichilita e respinta dalla produzione artigianale diviene il nucleo semantico del lavoro di Rossella. Diviene l’alfabeto morse della sua creazione con la quale spezza e moltiplica il concetto della complessità. Esso, per chi scrive, pare essere il nucleo centrale della motivazione di Rossella.

La complessità semantica e formale nella quale spesso si diluisce il significato stesso della vita reale.

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“giallo rosso” dittico tecnica mista mosaico in vetro cm 80x70x2

Ella Sarkisyan

Biografia: Nata in Germania l’artista Ella Sarkisyan ha vissuto in un ambiente ricco di stimoli creativi fin dalla prima infanzia.

Cresciuta in una famiglia di artisti, non ci si può certo sorprendere se Sarkisyan ha deciso di frequentare la Scuola d’Arte di Yerevan, in Armenia. Sarkisyan quindi ha proseguito i propri studi all’Università Statale di Yerevan, dove ha conseguito un master in Belle Arti.

In breve, dopo aver completato gli studi, Sarkisyan ha iniziato ad esporre le proprie opere in tutto il mondo. Dopo essersi trasferita negli Stati Uniti nel 1995, ha iniziato ad esporre le proprie opere al Centro Armeno di Arte Contemporanea e Sperimentale, nel quale ha guadagnato il rispetto dei collezionisti e della critica.

Sarkisyan ha già esposto le sue opere in diverse gallerie negli Stati Uniti, comprensa la Harvest Art Gallery, la Hamilton Gallery a New York, e la Selkouth Fine Art Gallery.

Parere del curatore dr. Nicola Eremita: come ella stessa ci riferisce; Ella Sarkisyan è ultima di una famiglia di artisti.

L’opera che ci presenta è un sunto di riferimenti simbolici. Una contaminazione di simboli e feticci che richiamano alla sensualità ed al misticismo alla letteratura ed all’abbandono a fantasie ed allucinazioni. Ossessioni evidenti per le ripetizioni di motivi a texture con colori e ricami oltre ad altri riferimenti alla cultura classica ed alla letteratura italiana ( Petrarca ) ed al neoclassicismo.

Si tratta di un’arte sperimentale che è già andata oltre l’arte povera e l’arte di strada degli anni sessanta e settanta. Non accoglie le esagerazioni grevi di certi contemporanei ma assume un’informalità elegante e delicata.

Interessante l’inserimento di frasi simboliche ed ermetiche delle quali possiamo apprezzare pienamente solo l’armonia fonetica. Pare tuttavia che il tema fondamentale sia rivolto al miracolo del rinnovamento della vita così come della creatività dell’artista.

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“Kazanova” tecnica mista cm 75×50

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Polipess, Ester Crocetta. Comunicato stampa.

LA GALLERIA D’ARTE TERZO MILLENNIO ha il piacere di presentare la mostra personale dell’Artista
ESTER CROCETTA in occasione della 55. Biennale di Venezia. VERNICE SABATO 31 AGOSTO 2013 ORE 18.00 31 Agosto | 15 Settembre 2013

POLIPESS VENICE OVER PAINTING

Mostra personale dell’Artista Ester Crocetta in occasione della 55. Biennale di Venezia “Il Palazzo Enciclopedico”.
L’Artista Ester Crocetta presenta una raccolta delle sue multiformi e sgargianti opere pittoriche oltre ad alcune sculture e oggetti d’uso quotidiano. I lavori di quest’Artista scoppiano di vitalità ed energia; e sono caratterizzati da sincera connotazione fiabesca che ne esalta il misterioso contenuto.
In queste opere il subconscio travolge l’arte e nulla sarà più come prima. È la scoperta di un mondo affascinante, intrigante, di una nuova lente che vira la percezione di ogni realtà, si tratti di un paesaggio fisico o di un moto dell’anima.
Ester Crocetta di origini abruzzesi, seppur molto giovane, ha già mobilitato l’attenzione delle Istituzioni dell’Arte Nazionale e Internazionale, recentemente ha esposto presso il World Art Museum di Pechino ( Cina ).
Questo progetto espositivo è realizzato dall’Associazione Culturale ESSENZAMATERIA, insieme alla Galleria d’Arte III Millennio.
Introdurrà le opere il Direttore Artistico Dr. Nicola Eremita.

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Polipess, Ester Crocetta

Polipess over painting di Ester Crocetta, mostra personale in occasione della 55. Biennale di Venezia “Il Palazzo Enciclopedico”, dal 31 agosto al 15 settembre 2013.

Biografia dell’artista

Ester Crocetta nasce a Loreto Aprutino, in provincia di Pescara. Consegue la maturità artistica all’Istituto Statale d’Arte di Penne ( PE ). Nel 1996 esordisce alla sua prima mostra collettiva svoltasi a Pescara.

Da alcuni anni espone a livello nazionale e internazionale. Ha esposto le proprie opere in Cina al World Art Museum, uno dei più importanti musei di Pechino. Ester Crocetta ha ricevuto molti riconoscimenti da Accademie ed Enti Internazionali, tra i quali spicca il XXX Premio Internazionale “Medusa Aurea” a Roma e il Premio Presidenza PUL 2008, promosso dall’Università della Calabria di Cosenza.

Dal 2011 è socio fondatore della Fondazione Aria che ha indetto il Premio Territorio Abruzzo. Ha collaborato con Achille Bonito Oliva, Oliviero Toscani, Elio Fiorucci, Mario Botta.

Nel 2011 ha collaborato con il Ministero della Giustizia, Tribunale di Pescara in qualità di estimatore d’arte.

Parere del Curatore dr. Nicola Eremita

Osservando i dipinti di Ester Crocetta si viene inizialmente colpiti dalla fastosità nell’uso del colore. Assolutamente protagonista esso è usato come fosse un retino, con poca o nessuna licenza alle sfumature e al chiaroscuro. I dipinti di Crocetta divampano, urlano, sfrecciano, brillano. Quindi, una volta superato il primo e provocante impatto si ricerca qualche riferimento.

Il primo è di certo all’ormai articolata e profonda tradizione dell’illustrazione, all’arte dei Cartoons che negli ultimi cinquant’anni è divenuta una delle più vivaci espressioni delle cosiddette arti visuali. Appassionante e popolare e, quindi, per questo, di grande valore; l’arte dell’illustrazione si rivolge al cuore ed alla passione ma anche all’immaginazione infantile che dovrebbe accompagnarci sempre, soprattutto quando ci accostiamo alla regina delle arti: la pittura. Credo che Crocetta voglia introdurci nel suo mondo proprio attraverso queste smaglianti figure dinamiche ed empatiche che vivono il nostro tempo: le stupefacenti fantastiche illustrazioni.

Ella infatti allaccia immediatamente un dialogo con noi, che può anche e semplicemente rimanere fresco e superficialmente abbandonato alla contemplazione estetica, all’effetto cromatico al piacere decorativo.

Il secondo è un riferimento se vogliamo ancor più formale. I colori surreali piatti ed intransigenti così decisamente contornati, forse piombati, richiamano alla memoria le vetrate delle chiese gotiche ma tale citazione esige una maggiore attenzione. Infatti, per chi vuole proseguire, si aprono nuovi orizzonti.

Crocetta seppur sia rivolta alla contemporaneità, svolge il compito che è più caro ad un artista: essere tra i suoi simili, gli artisti quindi. L’Arte infatti non è, come si presume, una forma di comunicazione ma un modo di esistere. Credo che con ciò Crocetta voglia sedere al fianco di Matisse ed alle belve, ai pittori fauves della fine del diciannovesimo secolo. Con costoro ella si troverà sicuramente a suo agio.

Nelle sue opere non c’è rabbia non c’è il sangue espressionista ma c’è il furore primigenio della creazione. Si tratta di opere di acqua terra vento fuoco, non di ferro carbone silice plastica. Non ci sono anime lacerate ma organismi spirituali. Si può pensare all’impressionismo.

Questi organismi sono multiformi e scoppiano di energia vitale, richiamano visioni fiabesche e misteriose; esulano da problematiche laceranti e si rivolgono alle percezioni inconsce e primordiali; vogliono mantenere l’uomo in contatto con la vita.

Galleria delle opere

Polipess opening

Principali esposizioni personali e collettive

1996
PESCARA, CLUB PRIVATO Collettiva
1998
CHIETI, S. PASQUALE BAYLON Collettiva
2000
PESCARA, Villa celiera Collettiva
2005
PESCARA, Premio Penne
2007
ROMA, Premio Medusa Aurea A.I.A.M.
MASSAROSA, LUCCA, Premio Agor6agrave;
PESCARA, Collecorvino Collettiva
PESCARA, Premio Pescara
GENOVA, Saturarte Collettiva
PESCARA, Loreto Aprutino Personale
2008
ANCONA, Jesi “Donna chi sei?” Collettiva
PESCARA, Città S. Angelo Personale
PESCARA, Francavilla al Mare Collettiva
COSENZA, Università della Calabria Collettiva
COSENZA, Rossano Calabro Collettiva
AQUILA, Pratola Peligna, Premio

2009
GENOVA, S. Olcese, Collettiva
BERLINO, Stange Thing Collettiva
CHIETI, Miglianico Personale

2010
PECHINO, Surreal Dream Personale
PESCARA, Mediamuseum Personale

2011
RIMINI, Fiera Ecomondo Personale
PESCARA, Ministero della Giustizia, Stimatore opere d?arte
PERUGIA, Rocca Paolina Collettiva

2012
PESCARA, Invadenze di un Blu Collettiva
L’AQUILA, Biblioteca Provinciale, “3 stanze altrove” Personale

Progetti Speciali Wine&Wedding – etichette d’arte
Cantine Galasso e Chiusa Grande, etichette d?arte
Fondazione ARIA, Premio Territorio Abruzzo – staff

Studi Diploma maturità d’arte applicata Penne, PESCARA

www.estercrocetta.it