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La Coltrina di Venezia per la Regata Storica, donazione ai Musei Civici Veneziani. Maggio 2026

Con Delibera di Giunta 2026/147 del 21 maggio 2026, che qui sotto allego, è stata approvata l’accettazione di beni culturali per la collezione dei Musei Civici Veneziani come da proposta n. 279 del 17/11/2025.

Il progetto “La Coltrina di Venezia per la Regata Storica” aveva tutt’altro fine. L’idea del curatore dr. Nicola Eremita era quella di dare inizio ad una nuova tradizione veneziana che avvicinasse il mondo delle arti e la Biennale di Venezia al mondo popolare della voga veneta. Il progetto era di una certa complessità ma assolutamente perseguibile se vi fosse stata la volontà degli amministratori ( in particolare del delegato alle tradizioni ); ma tutto si risolse nel silenzio.

Dopo dieci anni di tentativi, di sensibilizzazione, di ripetuti appelli, missive, messaggi che esponevano con scintillante chiarezza e trasparenza l’idea nel suo complesso, il dr. Nicola Eremita ha rinunciato offrendo infine l’opera nella sua unicità come dono per la collezione dei Musei Civici Veneziani affinché essa non andasse perduta o trafugata tra un’amministrazione e l’altra.

delibera di giunta 147-35036-2026

delibera di giunta 147-35042-2026 inventario

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La Coltrina di Venezia per la Regata Storica, comunicato stampa 2017

La Galleria d’Arte Terzo Millennio presente, la Coltrina di Venezia per la Regata Storica edizione del 3 settembre 2017.

Anche per l’edizione 2017 della Regata Storica la Coltrina di Venezia sarà rappresentata dalla “Serenissima Venezia” del Maestro Artista Mario Eremita.

Realizzata nel 2016, per la Regata Storica che vide l’orribile gesto di vandalismo a danno dei gondolini, ricostruiti in pochi giorni dai mastri d’ascia Roberto Dei Rossi, Gianfranco Vianello “Crea” e Dino Tagliapietra, la Coltrina di Venezia è divenuta anch’essa simbolo della cultura veneziana.

L’idea nasce dal curatore dr. Nicola Eremita e dal delegato alle Tradizioni Consigliere Giovanni Giusto, che ha commissionato l’opera all’artista Mario Eremita. L’artista ha intesto realizzarla a titolo puramente gratuito in omaggio alla città.
Venezia dal 2016 ha il suo “palio” che, in questo caso, è denominato “Coltrina di Venezia”, dall’antico termine in lingua veneta a significare un pesante tendaggio.
In futuro, chissà, altri artisti saranno coinvolti in questa iniziativa, col medesimo spirito che ha voluto infondere Mario Eremita.

La Coltrina è un’opera pittorica originale eseguita su stoffa, decorata con frange ed installata su supporti lignei che l’espongono a guisa di un gonfalone. Di dimensioni ragguardevoli, la Coltrina, intitolata “Serenissima Venezia”, è stata realizzata dal maestro artista Mario Eremita, pittore e scultore che ha fatto dell’arte veneta la musa ispiratrice per molte opere. La Coltrina, di carattere eminentemente figurativo e simbolico, raccoglie numerosi riferimenti culturali della “città dondolante” ( cit. Ugo Stefanutti ) oltre alle emozioni dell’artista che li ha interpretati con vigore e personalità del tutto originali.

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Tutti i mass media sono pregati di diffondere la notizia.

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La Coltrina di Venezia per la Regata Storica, comunicato stampa 2016

La Galleria d’Arte Terzo Millennio presenta la Coltrina di Venezia per la Regata Storica, opera di Mario Eremita, esecuzione 2016.

L’edizione 2016 della Regata Storica di Venezia sarà un omaggio alle arti ed ai maestri delle arti.

Primi saranno certo ricordati i mastri d’ascia Roberto Dei Rossi, Gianfranco Vianello “Crea” e Dino Tagliapietra che, in pochi giorni, sono stati capaci di ricostruire i gondolini distrutti da un’infame azione di vandalismo. Hanno promesso e mantenuto, rimettendo in acqua le imbarcazioni distrutte in tempo per qualche giro di preparazione e per la benedizione presso la Chiesa di Santa Maria della Salute.

Seconda sarà invece la novità che s’introduce da questa edizione.
Anche Venezia avrà finalmente un suo “palio” che, in questo caso, sarà la “Coltrina di Venezia”, dall’antico termine in lingua veneta a significare un pesante tendaggio.

La Coltrina è un’opera pittorica originale eseguita su stoffa, decorata con frange ed installata su supporti lignei che l’espongono a guisa di un gonfalone. Di dimensioni ragguardevoli, la Coltrina, intitolata “Serenissima Venezia”, è stata realizzata dal Maestro Artista Mario Eremita, pittore e scultore che ha fatto dell’arte veneta la musa ispiratrice per molte opere. La Coltrina, di carattere eminentemente figurativo e simbolico, raccoglie numerosi riferimenti culturali della città dondolante ( cit. Ugo Stefanutti ) oltre alle emozioni dell’artista che li ha interpretati con vigore e personalità del tutto originali.

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La Coltrina di Venezia per la Regata Storica

Pezza di stoffa dipinta, opera del maestro artista Mario Eremita per la Regata Storica di Venezia. Benedizione giovedì 1 settembre 2016 ore 17:30 Chiesa di Santa Maria della Salute ( Venezia ).

Introduzione del curatore dr. Nicola Eremita

La Coltrina di Venezia per la Regata Storica è stata realizzata per la prima volta in occasione della Regata Storica del 4 settembre 2016. Dall’originale in stoffa saranno realizzate copie a stampa su carta a titolo di premiazione per i 12 primi qualificati nelle varie categorie ( giovanissimi, donne, caorline, gondolini ).

Comunicato stampa 2016

Comunicato stampa 2017

La Coltrina di Venezia di Mario Eremita entra nella collezione dei Musei Civici Veneziani

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Appunto tecnico

Pezza di stoffa dipinta a mano dimensioni cm 139,5 x 228,50. È composta da stoffa in viscosa con numero sei frange di dimensioni cm 15 ( larghezza ) x 10,5 ( altezza ) e sei asole di sostegno nella parte alta di dimensioni cm 15 ( larghezza ) x 6,5 ( altezza ). L’opera è circondata per tutto il perimetro da un cordone in tessuto multicolore del diametro di cm 1.

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Descrizione

il dipinto intende solcare le tradizioni culturali e i simbolismi della Serenissima Repubblica di Venezia, storia di questo territorio e causa dell’esistenza della città lagunare e del suo ineguagliato contributo nello sviluppo sociale politico ed economico della comunità umana. Paragonabile solamente alla civiltà dell’Antica Grecia od a quella cinese. Sostituita, dalla fine del settecento, dalla civiltà anglosassone che oggi è l’unica legittima erede dello splendore veneziano. Non stupisce, infatti, il nesso culturale che mantiene tutt’oggi simbolicamente legate Venezia e New York.

La Coltrina del Maestro Mario Eremita si caratterizza per una marcata simmetria frontale e per la posa ieratica di Venezia in omaggio agli avi bizantini. Dall’alto possiamo apprezzare la data 1489, anno in cui la Regina Cornaro di Cipro abdicò e fece ritorno a Venezia ricevendo un’accoglienza trionfale a bordo del Bucintoro, sfilò lungo il Canal Grande e ottenne il rango di Signora di Asolo rimanendole anche il titolo di Regina. Quella del 06 giugno 1489 fu una giornata memorabile e ad essa l’artista ha voluto dedicare questa Coltrina.

L’insieme rappresenta il Trono su cui siede Venezia; esso è realizzato nella bianca pietra d’istria con cui gran parte di Venezia è costruita. Ecco quindi il Leone Alato che occupa la parte alta del Trono. Esso è qui rappresentato non in fattezze antropomorfe ma nella reale costituzione morfologica di un leone africano, simbolo dell’Evangelista Marco. Si noti il ventre asciutto le zampe snelle ed atte alla corsa, l’ampia criniera. Il Leone è albino in omaggio alla pietra d’istria che fu il materiale privilegiato per la manifattura di questo importante simbolo, ed anche per delineare la particolarità e la rarità della sua progenie che si distingue. Entrambe le zampe anteriori del Leone poggiano sul libro che riporta la celebre frase latina: “pax tibi Marce Evangelista meus.” La pace sia con te o Marco, mio Evangelista. Tale posa intende rappresentare l’interezza del territorio veneziano, sia di terra che di mare e rafforzare il primario intento della Repubblica Serenissima che voleva il prevalere della diplomazia e dello scambio sull’uso della forza. Il Leone si staglia sullo sfondo blu stellato, omaggio alla rappresentazione collocata sulla Torre dell’Orologio.

Avanti e sotto il Leone ecco Venezia che siede regalmente. Indossa la corona che la rende Regina dell’Adriatico; indossa mantelli che richiamano i colori dell’aurora e del tramonto caratteristici della Laguna; quindi il colore rosso della bandiera con le sue tipiche decorazioni. La posa di Venezia è ieratica e decisa, impostata a significare la propria grandezza, potenza e grazia regale; ella apre le braccia esponendo al mondo il suo gioiello: l’accesso alla città dalla Piazzetta delle Colonne di San Marco e San Todaro, il Palazzo Ducale la Biblioteca Marciana e la Basilica. Nella mano destra regge lo scettro con i rami d’ulivo, simbolo del potere nella pace e, nella sinistra l’uroboro che simbolegga la circolarità del tempo. Il grembo verde-azzurro è del colore che simboleggia l’acqua della laguna e sulla veste di Venezia, più in basso, fluttuano le barche della Regata Storica, le Bissone, la Serenissima, i Gondolini, le Mascarete, i Pupparini, le Caorline. Più sotto il nizioleto con la dicitura “Venezia Regata Storica” e la firma dell’artista Mario Eremita. La cornice di foglie d’edera a simboleggiare la fedeltà e l’amore e la cornice di rami d’ulivo per la pace, inquadrano la composizione.

Appunto critico

Il dipinto è di primario intento simbolico ed in particolare, interpreta la quieta e sicura potenza della Serenissima, rievocandone la gloria del suo massimo splendore originario che fu dal XIII secolo in poi.

In questo senso l’artista ha voluto riferirsi alla pittura bizantina ed a quella rinascimentale. Bizantina nelle pose ieratiche nella compostezza statuaria nelle simmetrie e nella sequenzialità espositiva, rinascimentale nel trattamento del colore, nello sfondamento prospettico ( la Piazzetta di San Marco ) e nell’uso di diversi piani; qui ve ne sono ben sette:
lo sfondo blu notte, il trono, il leone, venezia, le vesti, san marco, le barche pressocché sovrapposti, quasi livellati ma distintamente ben separati ed indipendenti seppur tenacemente armonizzati dal sublime uso del colore, dello sfumato, delle mezze tinte.

La sensazione che prova lo spettatore è di possanza; il desiderio di appartenenza a questa felice simbologia conquista e coinvolge. Particolare il dinamismo delle ali del leone, insieme alla vaporosa criniera, danno l’impressione che il felino sia in volo. L’acconciatura di Venezia si fa poi bandiera svolgendosi verso il basso come un fiume nascosto che sfoci nella laguna aperta; nascosto dalle aurore e dai tramonti veneziani interpretati dalle voluminose maniche drappeggiate. Il volto è lineare fine e delicato ma fermo e deciso, ci osserva con fierezza ed olimpica calma. Dal grembo verde-azzurro emerge l’architettura pallida e onirica mentre sotto, le barche colorate, muovono alla volta del Canal Grande per svolgere la Regata fluttuando sulla veste che si fa acqua. Lo sfondo blu notte riquadra appena gli angoli in alto rimarcando il contrasto tra buio e luce, quest’ultima incarnata dalla venezianità intera.

L’opera è inconfondibilmente dell’artista Mario Eremita di cui originali e tipici sono gli stilemi: le forme degli arti, lo sfumato, la pittura di luce, le volumetrie ed i delicatissimi riferimenti simbolici presenti non solo nelle forme ma anche nel colore. La modalità di lettura dell’opera è dall’alto al basso.

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