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Time’s Equal Sign, Lee Sun-Don

53. Biennale di Venezia Sezione Arti Visive “Fare Mondi”. Padiglione Nazionale per l’artista taiwanese di grande fama mr. Lee Sun-Don, dal 24 giugno al 24 settembre 2009. Opening 24 giugno ore 18.

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Taiwan estende la sua già importante partecipazione alla Biennale di Venezia presentando presso la Galleria d’Arte Terzo Millennio un padiglione collaterale a quello ufficiale del Palazzo delle Prigioni. Qui ospita le opere di Lee Sun-Don. Potremo apprezzare un’imponente raccolta di dipinti che sono ispirati alle affascinanti filosofie orientali.

Biografia

Lee Sun-Don è nato a Kaohsiung, Taiwan nel 1959. Ha studiato all’Università di Soochow, Taiwan e ha ottenuto la laurea in Scienze Matematiche. Attualmente egli è Direttore Aggiunto della Galleria di Cina; Professore Visitatore di Belle Arti, Terzo Patriarca del Buddhismo Forshang; Compositore e Pianista; Scrittore; Saggista Scientifico; Imprenditore Filantropico. Lee Sun-Don è il pioniere della “Pittura ad Olio dall’Energia Totemica”, un genere che è caratterizzato dal risveglio estetico della mente. Questo tipo di arte trascende l’orizzonte dell’arte contemporanea e quindi ha catturato grande attenzione tra gli addetti al settore in tutto il mondo.

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Opening 24 giugno 2009

Parere del curatore dr. Nicola Eremita

Nato nel 1959 a Kaosiung nell’isola di Taiwan, Lee Sun-Don non dimostra affatto cinquant’anni. Pare invece conservare la genuinità del bimbo per il quale tutto è possibile e ciò che non è ancora riuscito a fare dipende solamente dal fatto che non ha ancora trovato il modo di farlo. Questo artista è una persona ricchissima di interessi anche molto diversi tra loro. Ha studiato matematica ma anche musica, in particolare il pianoforte. Si dedica alla scrittura, in particolare a Novelle sulle Arti Marziali Zen. È un saggista scientifico avendo sviluppando grande interesse per le questioni legate alle origini dell’universo. È un filantropo, riservando parte dei suoi profitti ad iniziative umanitarie. Dal 1989 è legato alla filosofia buddhista. Tale appartenenza è un importante punto di svolta nella vita di Lee Sun-Don. Potremmo anche dire che l’artista Lee Sun-Don nasce propriamente nel 1989 alimentato dalla linfa vitale del Buddhismo. Egli letteralmente si rifugia in questa affascinante filosofia seguendo le orme del Maestro Yuan-Dao Bodhisattva dal quale ottiene il titolo di terzo Erede Dharma del Buddhismo Forshang. Fonda quindi il Centro Mondiale del Buddhismo Forshang grazie ad una serie di conferenze che si svolgono tra Taipei il Giappone e gli Stati Uniti. Dal 2006 Lee Sun-Don ha fatto il suo debutto come artista pittore esponendo le sue opere.

Di queste voglio ora dissertare. Osservando le opere si coglie immediatamente provenienza orientale; il tratto, le tonalità, le raffigurazioni sono decisamente orientali. La pittura cinese ha origini antichissime essendo nata nel periodo Zhou oltre mille anni prima di Cristo. Lee Sun-Don nella sua pittura coglie diverse fasi della storia dell’arte cinese.

Si riferisce alla Dinastia Hang nel periodo Zhou 1000 A.C.; in particolare al contatto della Dinastia Zhou con la Dinastia dei Re Shang. Fu allora infatti che apparvero le prime rappresentazioni totemiche. Lee Sun-Don pone al centro della sua pittura proprio le immagini totemiche. Quindi richiama la Dinastia Tang del 600/1000 D.C., momento di fioritura delle arti cui risalgono i dipinti delle grotte di Dunhuang; a queste si rifanno le iscrizioni calligrafiche che abbondano nelle sue tele.

Come nel passato, le iscrizioni hanno un ruolo decorativo ma non solo. Si introduce il tema del Buddha. Nella storia dell’arte cinese esso è una sovrastruttura di origine indiana risalente al IV secolo D.C.. Per Lee Sun-Don, il Buddha è il principio fondante e la motivazione stessa del dipingere. Quindi, se il linguaggio è radicato profondamente nella tradizione pittorica cinese, il messaggio originale è legato all’influenza della filosofia buddhista proveniente dall’India. Ecco che le iscrizioni calligrafiche acquistano non solo un ruolo decorativo ma anche il mezzo esplicito per trasmettere la parola del Buddha.

Questo è il nodo cruciale nell’analisi della pittura di Lee Sun-Don. Essa è quindi frutto di numerose contaminazioni di diversa arte cinese e di influenze esterne provenienti dalla iconografia religiosa indiana; ma non solo. L’artista dichiara che con la sua pittura ha intenzione di gettare un ponte verso l’occidente; ed in effetti molti critici d’arte considerano la sua opera molto vicina all’arte moderna e contemporanea occidentale; ma forse è sfuggito un dettaglio.

Lee Sun-Don dichiara che questo ponte è basato sulla tecnica della pittura ad olio. La pittura tradizionale cinese è basata su: pennello, china nera, colori a tempera e carta! Ma allora l’intento di Lee Sun-Don non è quello di rendere omaggio o di conformarsi all’arte occidentale; forse Lee Sun-Don non è qui per imitare l’arte occidentale o per dare alla critica occidentale lo spunto per seguire la moda di parlare bene dell’oriente. Forse Lee Sun-Don è qui per farci conoscere uno dei molteplici aspetti della cultura orientale, in particolare quello della millenaria cultura dell’arte figurativa. Egli non respinge alcuna delle tradizioni cinesi nell’arte, anzi, le fa proprie!

Egli, in omaggio alla cultura occidentale e per amore dell’arte occidentale, assume la tecnica della pittura ad olio che in occidente ha avuto grande fortuna nel passato. Quindi il suo omaggio non sarebbe propriamente nemmeno indirizzato all’arte contemporanea bensì all’arte moderna! L’arte contemporanea occidentale non ha nulla da spartire con le tele di Lee Sun-Don. Egli prima unisce diversi tratti storici dell’arte cinese; quindi veicola il messaggio del Buddha; quindi adopera la tecnica dell’olio su tela.

Tutto ciò non fa di Lee Sun-Don un artista occidentale od occidentalizzato ma ne conferma ancora la caratterizzazione orientale. Infatti, la contaminazione che, Lee Sun-Don propone con grande raffinatezza, esprime il principio dell’equilibrio armonioso! Un concetto sommamente cinese secondo il quale l’arte è il risultato della convivenza di tradizioni ed innovazioni, idee autoctone e straniere, significati religiosi e profani. Lee Sun-Don è un artista orientale di genere orientale che tratta la sua arte con lo spirito e con le intenzioni di un orientale.

Bene ha fatto chi ha paragonato Lee Sun-Don a Pablo Picasso. Infatti nulla dell’arte contemporanea occidentale traspare dalle sue tele. Magari si può affermare che molta arte moderna europea dalla seconda metà dell’ottocento è stata affascinata dai miti e dalle leggende provenienti dall’oriente. Molti artisti europei hanno tratto ispirazione dalle culture indiane e asiatiche. Molti di loro fuggivano fisicamente o spiritualmente in mondi lontani collocati su isole o foreste esotiche.

Molti artisti europei traevano dagli ideogrammi orientali lo spunto per le loro tele astratte! Nelle tele di Lee Sun-Don non vedo alcuna suggestione occidentale; vedo invece tanto oriente nelle tele degli artisti europei moderni come in quelle di Mario Eremita, artista tra pochi ancora rappresentante della vera bella pittura in questo continente.

Il genere della pittura di Lee Sun-Don è simbolista ed apotropaica. L’intento di trasmettere il messaggio del Buddha impone all’artista l’uso della metafora e del simbolo; arcaici strumenti per trasmettere con semplicità i principi religiosi e filosofici. La filosofia buddhista contiene numerosissimi simboli apotropaici che l’artista inserisce in ogni dipinto. Quindi questa pittura si dispiega nel ricco repertorio iconografico della tradizione buddhista e cinese unendo simboli religiosi a quelli pagani.

La farfalla, in cui Zhuangzi sogna di incarnarsi richiama alla mente lo spirito compassionevole che vuole immedesimarsi nell’altro, un processo che genera armonia e allontana le afflizioni.

Le figure con strumenti musicali tratte dalle grotte di Mogao a Dunhuang, ognuna con un suo significato allegorico ben preciso che servono a facilitare il cammino verso l’illuminazione.

Il culto della meraviglia; l’arte di meravigliarsi è cosa sempre più rara nel nostro occidente tanto smaliziato e disincantato da non essere capace di vedere più nulla e di annichilirsi in un’arte fatta di vuote ideologie politiche.

Il simbolo della fenice; non di origine buddhista ma qui fatto proprio dall’artista grazie sempre al principio dell’equilibrio armonioso. La fenice infatti è un simbolo pagano di origine egiziana e poi greca fatto proprio dalle famiglie imperiali cinesi. Lee Sun-Don la rappresenta per indicare il principio della magnificenza dello spirito quando esso è artefice del proprio destino.

La carpa, simbolo pagano di buon auspicio che nell’atto del salto diviene anche il simbolo del superamento dei propri limiti; un esempio verso l’illuminazione. Il Guan Zi Zai Bodhisattva in cui il bianco simboleggia il superamento del senso della vista essendo il tratto perso nel bianco.

Il simbolo del cerchio quale esempio di perfezione e continuità spazio temporale che si associa al messaggio della fede buddhista. Nella serie del Grande Risveglio Istantaneo pare intravvedere alcuni riferimenti all’arte concettuale ma ci inganniamo in quanto essa è fine a sé medesima mentre qui ci troviamo di fronte a segni che intendono un linguaggio ed un messaggio molto profondo e radicato in una immensa e antica cultura.

Infine la scultura del drago uno dei più importanti simboli dell’arte e delle tradizioni cinesi anch’esso sinonimo di fortuna e bontà

La serie dei vasi del tesoro

La serie dei Vasi del Tesoro è basata sulle tre virtù: la benedizione (il dono della fortuna), la purificazione (purificazione dalle afflizione e il karma) e la saggezza. Quando si possiedono tutte e tre le virtù, cos’altro si può pretendere?! Le immagini rosse sullo sfondo nero sono illustrazioni totemiche, sebbene siano misteriose.
Nella Serie dei Vasi del Tesoro, ogni pezzo ha le sue proprie caratteristiche e il suo gusto unico, fino a soddisfare le preferenze personali di ciascuno. Consideriamo per esempio questa opera in particolare, essa possiede cinque punti sotto il coperchio, ciò sta a significare che essa è il rifugio dei cinque elementi: il Buddha, gli insegnamenti, tutti gli esseri senzienti, il maestro e la natura istintuale — questa è l’entrata per esplorare il tesoro della verità.

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La grande serie dei risvegli io sono farfalla

“Io Sono Farfalla” è ispirato da Zhuangzi, un grande filosofo della Cina antica, meglio conosciuto come uno dei fondatori del Daoism. Zhuangzi un tempo sognò di essere una farfalla; una farfalla che danzava volando quà e là senza rendersi conto di essere Zhuangzi. Quando egli si risvegliò, provò lo stupore di Zhuangzi che immagina di essere una farfalla e lo stupore della farfalla che immagina di essere Zhuangzi. L’artista adopera questa metafora per trasmettere l’idea della trasformazione e dell’armonizzazione: per trasformare la rigida concezione secolare dell’esistenza umana ( la fama, la salute, lo stato sociale ), per vincere tutte le sfide e armonizzare l’universo. In aggiunta alle implicazioni della trasformazione e dell’armonizzazione, farfalla ( in cinese hu-die ), per la simbologia cinese è un gioco di parole che significa fortuna; la farfalla è quindi sinonimo di buoni auspici, per avere felicità, buona sorte, e prosperità. La farfalla posata sul piede di colui che pratica il Buddhismo, vuole significare che egli ha trovato la pace nella sua anima; i simboli totemici alla destra indicano le traiettorie di volo della farfalla.

La grande serie dei risvegli Terra Santa Dunhuang

La serie “Terra Santa – Dunhuang” si ispira ai graffiti delle Grotte di Dunhuang, che hanno impressionato profondamente l’artista che le visitò dozzine di volte anche nelle zone riservate esclusivamente all’osservazione dei professionisti. La serie è caratterizzata per l’unione tra il risvegliato e la divinità volante attraverso i segni totemici. Ogni divinità volante suona un singolare strumento che ha il proprio significato. Per esempio, il tamburo simboleggia il pulsare del paradiso e della terra, l’arpa simboleggia l’armonia dell’universo, il flauto la prudenza del mondo e il flauto di pan fatto col bamboo la distanza dalla vita mondana.

La grande serie dei risvegli la meraviglia attraverso la quiete e il movimento

In “La Meraviglia attraverso la Quiete ed il Movimento” l’artista raffigura una persona, una farfalla per simboleggiare il “Movimento” ed un vaso ed un ramoscello per simboleggiare la “Quiete”. La Quiete o il Movimento sono rappresentati come la cifra che segna la Meraviglia; l’opera quindi è intitolata “La Meraviglia attraverso la Quiete ed il Movimento”. Un dettaglio particolare è che solamente metà del vaso è dipinta, mentre l’altra è lasciata per rappresentare segni totemici e i ramoscelli. Il vaso di fiori è un vaso del tesoro, colmo d’acqua e virgulti. L’acqua simboleggia l’abbondanza e la vita terrena; i segni totemici simboleggiano la dottrina del Buddha, la dottrina Forshang e la vita spirituale. Tutto ciò indica che per avere abbondanza di fiori e frutti e salute e raggiungere la perfezione abbiamo bisogno sia della vita mondana che della vita spirituale.

La grande serie dei risvegli mentre cavalco il vento

“mentre cavalco il vento” è ispirata alla storia di Zhuang Zhou Mèng scritta da Zhuangzi, il filosofo, durante il periodo della Guerra delle Nazioni. L’artista si riferisce a quella storia per descrivere la condizione in cui l’individuo non è in balia della fama e della fortuna ma è naturalmente parte dell’universo e controlla le sue passioni. In questo dipinto la fenice è rappresentata immensa per simboleggare la condizione di magnificenza dell’anima e dello spirito che è artefice del proprio destino; ciò che è un onorevole traguardo della vita; e non nella condizione di annichilimento come quando si è in balia della fama e della fortuna. La fenice è anche il simbolo di buoni auspici sia presso le culture orientali che in quelle occidentali.

La grande serie dei risvegli il cancello del drago

“Il Cancello del Drago: la Trasformazione” è un’opera ispirata ad un’antica leggenda cinese “Le Carpe saltano sopra il Cancello del Drago.” Le carpe sono sempre state considerate un simbolo di buon auspicio fin dai tempi più antichi. Il salto della carpa suggerisce la contesa ardimentosa per il successo, e la volontà di oltrepassare i propri limiti. Le carpe colorate rappresentano l’abbondanza ed indicano che colui che colleziona questo dipinto oltrepasserà qualsiasi ostacolo per elevarsi. Nella serie del Cancello del Drago, l’acqua è rappresentata per mezzo di tecniche varie, come colori danzanti, onde, e serie di punti tratteggiati.

La serie dei colori dei colori

Questa è la nuova tecnica pittorica della Serie dei Colori nei Colori. Per cominciare, l’area nera somiglia alle foglie del loto, mentre l’area bianca rassomiglia abbastanza alla silhouette di una bella, con il viso che guarda in sù, la testa voltata a sinistra, il collo e la spalla verso la parte bassa a sinistra, ed i suoi occhi giusto sulla linea… “La Bella Incanta il Loto” la creatività si svela più nella divisione dello spazio, l’ingegnosa maestria della forza delle dita e del polso, combinata con l’impiego della profondità del chiaroscuro.

La serie del vecchio fortunato

La serie guan zi zai

Questa serie è ispirata a “Il Cuore Sutra” ed è quindi intitolata “la Serie Guan Zi Zai”. La più importante caratteristica di questa serie è l’uso della pittura bianca sulla tela bianca per delineare Guan Zi Zai Bodhisattva con la tecnica del “Bianco su Bianco”. Il pezzo “Trascendere oltre la Vista fino alla Consapevolezza” esprime l’assenza di contrasto nel mondo, alcun pensiero deriva dalla funzione dei sensi esclusa la gloria, la perfezione e la percezione del divino in ogni cosa. Quindi, le tre linee sul fondo simboleggiano la disciplina, la concentrazione e la saggezza ed i tre fiori di loto indicano la disciplina, la concentrazione e la saggezza della divinità.

La serie del risveglio istantaneo

La serie del Gande Risveglio Istantaneo è composta da sette opere. Sono tutte completate da un Totem Gestuale dalla tecnica dei Colori Danzanti. La parte più difficile nella creazione di questa serie è quella della realizzazione dei cerchi concentrici: la loro collocazione e la loro variegazione di colori determina lo spirito e la vitalita del dipinto, il suo slancio dinamico e la sua magnificenza. Quindi, ogni opera deve essere lungamente ponderata prima che sia data la prima pennellata sulla tela – un singolo errore renderà vana l’intera creazione. Quindi, la Serie del Grande Risveglio Instantaneories richiede più impegno degli altri dipinti. Il cerchio e la sfera sono le forme senza inizio né fine, per questo simboleggiano la perfezione e la concordia – In questo dipinto il cerchio rappresenta la perfettibilità del Buddhismo. Così come i segni totemici sparsi attorno, sono la rappresentazione visiva dell’insegnamento del Buddhismo.

Lo slancio

L’artista interiorizza propria l’immagine del drago dell’antica saggezza cinese degli Otto Diagrammi contenuta nel Libro dei Mutamenti, il più prezioso e stimato essere rappresentato dalla cosmologia cinese. La scultura “Slancio” è stata creata per diffondere ogni benedizione a chiunque possieda l’opera affinché possa prosperare, riuscire nella vita e sublimare nel trascendente.


Opening 24 giugno 2009