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Luigi De Giovanni: light spaces. Comunicato stampa.

Mostra personale dal 12 al 30 novembre 2005. Inaugurazione domenica 13 novembre ore 18. Presentazione del curatore Nicola Eremita.

Seconda edizione della personale di Luigi De Giovanni alla Galleria d’Arte III Millennio. Prosegue la collezione delle nature morte e dei paesaggi naturalistici di suggestiva bellezza.

L’artista fa della pittura un luogo in cui, solo chi ha affrontato le difficoltà della vita può abbandonare le membra e lasciare appese al chiodo le vesti umide.

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Ronald R. Lyon: positivismo e ascetismo.

In mostra dal 14 al 31 maggio 2005, inaugurazione sabato 14 maggio 2005 ore 18, presentazione del curatore dr. Nicola Eremita e della prof.ssa Maria Beatrice Autizi.

Biografia

Ronald R. Lyon è nato a

Parere del curatore Nicola Eremita

Le tele di R.R. Lyon sono state preparate con il gesso. Le composizioni sono realizzate per concentrare la nostra attenzione sul contrasto tra il bianco ed il nero e le sottili linee che attraversano i campi.

L’intento è quello di rappresentare pittoricamente un concetto che è anche una filosofia che è anche una weltanschauung ma l’intento è anche quello d’indicare una modalità con la quale rendere noto il concetto.

In questo senso le opere sono realizzate con perfetto equilibrio e sintesi. La linea o traccia che sempre affiora nelle opere dell’artista, è una allegoria in molti sensi.

Ad un primo esame dell’opera essa appare come la volontà di distinguersi in un panorama di desolante confusione e clamore, l’artista vuole intrattenerci comunicando attraverso una discreta voce, trasmettendo il messaggio con delicatezza, amorevolmente, questa e la traccia che indica come trasmettere in concetto.

Non solo, ci accompagna lungo il suo percorso con un tratto morbido e rotondo, calmo, quieto, pare voglia suggerirci solamente la direzione. Quindi, una volta che ha catturato la nostra attenzione ci fa riflettere.

Questa sinuosa impronta segna il percorso di una vita, la dura lotta per la vita; od è un holzwege, un sentiero che guida una vita, la strada da intraprendere e mantenere attraversando asperità ed ostacoli, oppure ancora è la vita stessa nell’espletarsi nel miracolo della sua esistenza.

Ecco allora che su questa traccia si susseguono i destini e i casi della vita. Una vita condotta con amorevole quiete o una vita vissuta al limite della ragione, una vita piena, una vita fatta di lavoro per vivere o una vita fatta di vita per lavorare, una vita che guarda avanti per mantenere il contatto con il passato, una vita originale, una vita fatta di cadute, di sconfitte e di rinascite, una vita che apre uno squarcio sul momento prima della creazione, una vita consapevole e quindi una vita piena di meraviglie.

Queste sono le tracce e la testimonianza sul modo in cui si può condurre la propria esistenza, è l’esistenza ideale o è l’esistenza stessa: costruita quotidianamente, scontandola vivendola, oppure frutto di una eccezionale combinazioni del caso.

Galleria delle opere

Inaugurazione della mostra

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Gabriella Giuriato: positivismo e ascetismo.

In mostra dal 14 al 31 maggio 2005, inaugurazione sabato 14 maggio 2005 ore 18, presentazione del curatore dr. Nicola Eremita e della prof.ssa Maria Beatrice Autizi.

Biografia

Gabriella Giuriato, l’artista famosa per il “Mondo di Sfere”, vive e lavora a Venezia, sua città natale.

L’originalità della Giuriato, insaziabile nella ricerca, sempre pronta a sorprendere, risiede nella scelta della forma sferica, come me mezzo sul quale, attraverso il collage ed interventi di anno in anno più materici ( talvolta con utilizzo di conchiglie, cd, paperolles ), narrare nuove storie.

Per esse la sua ispirazione va dall’amata pittura metafisica, a sprazzi surrealisti, a richiami della pop-art, a motivi geometrici di grande intensità e suggestione, senza dimenticare interventi sulla sfera stessa ( di solito in legno o in cartapesta ), con tagli e supporti, che la trasformano in mobile scultura.

In questi ultimi anni l’artista si è avvicinata alla grafica, trasportando la “rotosfera” sulla superficie di una carta, dove rullare la matericità ed il colore della sua originale tecnica a collage. Si tratta di monotipi, che rappresentano un’ulteriore, significativa tappa nella ricerca cromatica. L’attività espositiva dell’artista veneziana negli ultimi dieci anni ha toccato, con varie personali, Albissola Marina, Venezia, Milano, Spoleto, mentre a Firenze, Roma, Milano, Savona, Berlino, Lipsia, San Vito al Tagliamento la Giurato ha partecipato a diverse collettive.

Parere del curatore Nicola Eremita

In ogni diversa creazione l’artista mette sempre se medesimo, i suoi drammi, le sue paure, il suo amore, la sua felicità. Una cosa importante nelle opere di Gabriella è il dinamismo ottenuto dalla tecnica stessa utilizzata. La sequenza serrata di simboli segnali immagini significati ricordi; la raccolta incessante di nuove vestigia di tracce di nessi logici od onirici.

La creatività diventa un moto perpetuo. In questo modo la creatività dell’artista viene pienamente assecondata e genera un senso di felicità dato dalla certezza dell’incompiutezza e quindi dall’alimentazione di un ulteriore moto perpetuo.

In questo sito sono raccolte le sfere fatte di materiale vivo, quale il legno: figure geometriche senza confini, sulle quali esistono infiniti orizzonti, senza inizio né fine né direzione né orientamento, le sfere sono simboli più approssimati di universi; e, per un semplice transfer, simboli di potenza generatrice senza confini e di piacere senza limiti e di infinita ricerca e scoperta. Non a caso ogni sfera essendo girevole può essere letta iniziando da un punto qualsiasi e man mano che si ruota si scoprono particolari nuovi che catturano la curiosità dell’osservatore.

Interessante ancora può essere immaginare come nasca un’opera di Gabriella: prima la raccolta di grandi quantità di materiale; quindi la selezione in base a nessi logici o storici o psicologici; poi il lungo lavoro di ritaglio; quindi la giustapposizione e la sovrapposizione su un fondo meticolosamente preparato e poi dipinto con colori luminosi.

L’analogia è col lavoro di un piccolo frate amanuense che scava nell’inconscio o sorvola il mondo dei sogni o quello dei ricordi emotivi o si libra attraverso un dedalo di visioni surrealiste alla ricerca delle tracce che lo riportino a se stesso alla sua interiorità per quest’innato bisogno di sicurezza e comprensione che ci accomuna tutti. La personale forma di espressione di Gabriella Giuriato, ha trovato anche una sicura fonte di piacere psicofisico: uno sfogo per le energie e le potenzialità emotive nascoste.

Galleria delle opere

Inaugurazione della mostra

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III Collettiva d’Arte Contemporanea Biennale di Venezia. Comunicato stampa.

08 – 27 ottobre 2005, inaugurazione 08 ottobre 2005 ore 18. Presentazione del curatore dr. Nicola Eremita

Alla terza edizione, la Collettiva d’Arte Contemporanea Biennale di Venezia, ospita artisti italiani e stranieri che presentano opere di pittura, scultura, e tecniche miste.
Come sempre la mostra sarà caratterizzata dalla molteplicità e dalla originalità delle opere. L’esposizione non ha un tema prefissato ma vuole presentare campioni della migliore produzione degli artisti espositori, che si caratterizzano per tecniche e sensibilità espressive anche estremanente differenziate. È proprio in questa differenziazione che si qualifica questa manifestazione con l’intento di associare la diversità del mondo alla diversità degli umori dell’uomo “artifex”.
Da segnalare la completa disponibilità della Direzione Artistica a guidare lo spettatore lungo il percorso espositivo.

Espongono

Marina Barbiero, Piergiorgio Baroldi, Iva Milanova, Lio Sottile

Opening reception e presentazione sabato 8 ottobre 2005 presso Galleria d’Arte III Millennio, Venezia

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III Collettiva d’Arte Contemporanea Biennale di Venezia 08 – 27 ottobre 2005.

In occasione della 51. Biennale d’Arte Sezione Arti Visive “l’Esperienza dell’Arte”

Introduzione

In occasione della 51. Biennale d’Arte Sezione Arti Visive “l’Esperienza dell’Arte”, si svolge la terza edizione della Collettiva d’Arte Contemporanea Biennale di Venezia. Quest’anno, ad eccezione di una artista tedesca, gli espositori sono italiani.

Nell’affollato e variegato panorama artistico veneziano, la Galleria d’Arte III Millennio è la prima e sola galleria d’arte che organizza questo tipo di manifestazioni, scevre da qualsiasi indirizzo politico o propagandistico, lasciando agli artisti libertà di espressione e tecnica.

Ogni esposizione diviene così un piccolo “museo” di arte contemporanea e non una vera e propria “mostra”. Questa differenza è cruciale e sostanziale in quanto, secondo la moda attuale, il curatore di turno diviene il vero protagonista. Egli infatti s’impone quale “arredatore” della mostra; l’artista quindi cala in secondo piano.

In questo caso, pur essendoci il curatore, sono gli artisti in primo piano. Il ruolo del curatore invece è più complesso e discreto: egli deve presentare le opere al pubblico; deve parlarne deve decodificarle e collegarle in modo tale da accendere la curiosità e l’attenzione.

In tal modo egli apre il dibattito e la dialettica, divenendo non più provocatore ma esortatore all’attenzione verso la multiformità della sensibilità umana. Questo è dialogo e non monotona auto-celebrazione. Non servono quindi gli acronimi.

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Espongono

Marina Barbiero, biografia

Marina Barbiero è nata a Padova nel 1968. E’ diplomata al Liceo Artistico di Padova e laureata in Architettura di Venezia. Fin dalla giovinezza è attratta dalla creatività della pittura e si dedica con pazienza al disegno a matita, ai pastelli, alla china, all’acquerello, alla tempera e alla pittura ad olio su tela.

Parere del curatore Nicola Eremita

Una pittura che coloristicamente richiama l’oriente, il giappone in particolare; le tinte nette di Hokusai i paesaggi di Hiroshige.

Credo che si vada anche oltre e che Marina Barbiero sia molto simile anche alla filosofia dell’arte nippon. Parlo dell’interiorizzazione della tecnica e del soggetto. Questo richiede meditazione e assimilazione dell’oggetto da rappresentare, in un certo senso la compenetrazione in ciò che si sta realizzando al punto tale di pensarlo proprio.

La lettura delle opere ci svela che esse non sono collocate in un luogo geografico, il richiamo alla natura è universale e il messaggio è forte. Il senso di verticalità lo amplifica con climax e potenza virile tanto da dare le vertigini. Questi alberi sono fieri come samurai e sono pronti per entrare nel mito, sono il tempo, la storia, il significato e il senso della esistenza, sono frutto di racconti fantastici, di leggende perdute nel tempo, sono il monumento al tempo in cui…

L’uomo era in simbiosi con la natura e rispettava le sue leggi dure e spietate ed in cambio riceveva la sublime poesia della sua bellezza  e ne godeva pienamente. Mentre “melodia dipinta” e “splendore tra gli alberi”, vogliono ipnotizzarci, “alberi al tramonto” i rami, quasi trasformati in idiogrammi, esaltano la aspirazione al mito.


Piergiorgio Baroldi, biografia

Piergiorgio Baroldi è nato a Salò, presso il lago di Garda. Egli è sempre stato attratto dall’arte anche come collezionista di arte contemporanea. È stato promotore e organizzatore di mostre d’arte contemporanea in luoghi caratteristici della Laguna Veneziana dove vive ed opera. Piergiorgio Baroldi è molto attivo anche nella difficile missione del recupero degli antichi edifici militari della difesa costiera di Venezia affinché diventino parte del polo museale veneziano.

Parere del curatore Nicola Eremita

Le opere presentate da PG Baroldi dal punto di vista formale sono vicine alle opere di Gustav Klimt. Le grandi campiture oro, le figure ritagliate nell’ornamento, i molteplici simboli, inseriti a scopo decorativo, richiamano con forza le tele dell’artista viennese; ma non è tutto: vi sono delle profonde differenze. Le figure di PG Baroldi sono spesso caratterizzate da cromatismi che le mettono in contrasto con tutto il contesto.

Qualcuno dice che queste figure siano anche d’ispirazione canoviana. Chi scrive le riporta invece a ciò che concerne squisitamente il contenuto delle opere di Bardoli. Non può certo comporsi un’immagine canoviana nelle intenzioni dell’autore. La pace e la fissità del Canova non trovano posto nelle figure umane dipinte da PG Baroldi sia nella complessiva costruzione formale, sia nell’intento contenutistico.

Il linguaggio è tratto dalla sedimentata arte moderna ma il significato penetra a fondo nella contemporaneità, fino alla più viva attualità. In questo senso della pittura di Klimt non resta che il puro omaggio e del Canova non c’è traccia.

Dai dipinti trapela la sottile ironia e l’artista, con discrezione e pudore, svela la bellezza della natura, le debolezze umane, la compassione,  fino a sfociare nella aperta denuncia delle violenze della nostra società. Qui il rischio di cadere nel banale è grosso ma l’artista ne sfugge con l’eleganza e il tono sommesso o con un delicato intervento caricaturale e sarcastico.


Iva Milanova, biografia

Iva Milanova è nata il 30 Ottobre 1970 a Sofia ha esposto in Italia Berlino e a Chicago. Nel 1998 ha ottenuto il Master di Storia dell’Arte e Archeologia Classica alla Humboldt University di Berlino. Il suo amore per la pittura nacque quando ella era ancora bambina.

Fu il lavoro presso la più grande casa di moda bulgara a spingerla ad affrontare gli studi accademici come studentessa speciale, quindi, trasferitasi a Berlino iniziò gli studi di storia dell’arte e di archeologia. In questo momento Iva MIlanova lavora alla sua tesi di dottorato dal titolo “l’Iconostasi nella Chiesa Ortodossa”.

Parere del curatore Nicola Eremita

Le opere presentate da Iva Milanova si differenziano dalla precedente esposta durante la II edizione di questa iniziativa.

Rimangono i riferimenti alla produzione iconografica dell’Europa dell’Est, rimane lo ieratismo e l’atmosfera di serenità, e di mistica compostezza.

Rimangono ancora le personalissime influenze espressioniste nell’uso deciso del colore e nella violenza del tratto; rimane il fascino che la pittura dell’antica roma ha esercitato sulla sensibilità di Milanova.

Tutte queste componenti che sembrano slegate si uniscono nella armoniosa creazione dell’artista: le reminiscenze antico romane si stemperano nella tradizione religiosa orientale e l’insieme è metabolizzato da una personale ispirazione espressionista. Il risultato è un’opera corposa forte ed, al contempo, delicata e raffinata. contenuti rivelano passione per la vita e speranza di armonia tra gli uomini, un messaggio universale.

Prevale in queste ultime opere una vivace e solare forma di astrattismo che pare un caldo e gioioso patchwork.


Lio Sottile, biografia

Pittore e scultore Lio Sottile, Laureatosi in Architettura nel 1978, frequenta attualmente il quarto anno dell’Accademia delle Belle Arti di Capo D’Orlando ( Me ). Utilizza le potenzialità grafiche del computer e realizza sculture virtuali mediante l’uso di software di modellazione plastica. L’insegnamento dell’Educazione Artistica, da oltre venti anni, lo tiene costantemente impegnato nella sperimentazione e nella ricerca.

Parere del curatore Nicola Eremita

Le opere presentate da Lio Sottile rivelano il suo eclettismo. La sperimentazione è alla base della sua produzione. Sottile si è confrontato con la riproduzione di numerosi dipinti di epoca rinascimentale e moderna, affinando una notevole tecnica pittorica. Il concetto di moto perpetuo, attraverso stili e correnti, sperimentazioni e ricerche, l’accostamento delle più disparate modalità espressive, introducento caratteri di innovazione continua, caratterizzano la weltanschaunng di Lio Sottile. Tutto ciò ne fa un artista imprevedibile e difficilmente inquadrabile assolutamente personale e indipendente, in costante divenire.

“Donne al Bar” di chiara ispirazione espressionista, rappresenta simbolicamente la vanità e la noia che spesso pervade la nostra vita quotidiana, si notino gli sguardi assenti o rivolti verso il vuoto e le pose imbronciate. Nel complesso l’atmosfera non è di drammaticità né di forte contrasto ma prevale una certa compassionevole constatazione che pone l’autore al di sopra e non personalmente coinvolto; le tonalità di colore sono molto omogenee e ben delineate.

“La Battaglia del Longano” evento storico svoltosi in Sicilia che vide Tindary e Siracusa combattere insieme contro i Mamertini nel 232 A.C. (Gerone contro Cione) cristallizza i guerrieri nel colore uniforme come la polvere del tempo che tutto ricopre e livella le ambizioni degli uomini, rendedoli infine uguali, mentre l’atmosfera trasferisce la realtà nella memoria e, quindi, nel sogno che la tradisce trasformandola in mito. Un antico richiamo alla fratellanza e alla pace. La scultura dedicata a Sophia Loren tratteggia con compostezza ieratica il viso della famosa attrice, senza perplessità.


Inaugurazione della mostra

Enza Scotto, Norbert Schmitt: Continuo Divenire. Comunicato stampa.

La Galleria d’Arte III Millennio ha il piacere di invitare la S.V. alla vernice della mostra personale congiunta “Continuo Divenire” degli artisti Enza Scotto e Norbert Schmitt che si svolgerà sabato 15 maggio 2004 alle ore 18. La mostra sarà visitabile dal 15 al 31 maggio 2004 presso i locali della galleria in Venezia Sestiere San Marco, 1047 dalle ore 10 alle ore 19, lunedì chiuso.

In occasione dell’inaugurazione il dr. Paolo Rizzi ed il curatore Nicola Eremita presenteranno le opere al pubblico.

Opere degli artisti Enza Scotto e Norbert Schmitt sono esposte congiuntamente e per la prima volta a Venezia. Enza Scotto è di origini calabresi e propone una collezione di dipinti di gusto mediterraneo, connotati da soave poetica contemplativa.
Emblematici sono: il tema del mare, il grande utero, primo motore della vita, in esso Enza Scotto ritrae il corallo, organismo simbolo che, nella sua apparente immobilità, indica invece la fragilità ed il tenue equilibrio della vita, ed i piccoli scorci in cui le vestigia umane sono avvinghiate dalla prorompente vitalità vegetale.
Norbert Schmitt è nato a Mainz in Germania, presenta in mostra una collezione di sculture di carattere informale dotate di forte tensione espressiva. La materia trattata da Norbert Schmitt diviene forma vivente; agglomerato che si contorce in cerca della propria linea evolutiva in cerca della propria essenza vitale. La luce nelle opere di Schmitt ha un ruolo fondamentale, anch’essa, riflettendosi variabilmente sulle superfici sconvolte, rivela la caducità ed il rinnovamento del fenomeno vitale.
I due artisti, anche se sono molto differenti quanto a tecniche e modalità espressive, trovano il loro punto d’incontro almeno in un aspetto contenutistico e filosofico della loro arte: il “continuo divenire”, nella natura, per le sue molteplici forme e soluzioni, per la sua tenacia e per la sua delicatezza; nel concetto informale, per la sua estenuante ricerca di una evoluzione vitale di uno scopo fisico e concreto.

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Norbert Schmitt: Continuo Divenire.

Biografia

Norbert Schmitt è nato a Mainz in Germania nel 1972. Dal 1992 al 1997 ha studiato materie umanistiche a Bale in Svizzera. I suoi interessi spaziano dalla filosofia alla pittura alla scultura. Dal 1994 al 1997 ha studiato pittura e scultura nell’Atelier Dodekaeder. Dal 1996 al 1997 ha studiato recitazione al Mahagi-Art-School a Bale Svizzera. Tra il 1997 ed il 1998 ha vissuto e lavorato in Italia. Tra il 1998 ed il 2002 ha vissuto e lavorato presso il proprio studio a Mainz. Dal 2003 lavora presso il proprio studio a Bad Kreuznach in Germania.

Parere del curatore Nicola Eremita

Norbert Schmitt presenta in mostra una collezione di sculture di carattere informale dotate di forte tensione espressiva. La materia trattata da Norbert Schmitt diviene forma vivente; agglomerato che si contorce in cerca della propria essenza vitale. La luce nelle opere di Schmitt ha un ruolo fondamentale, anch’essa, riflettendosi variabilmente sulle superfici sconvolte, rivela la caducità ed il rinnovamento del fenomeno vitale.

Profonde sono le implicazioni fiolosofiche di questo genere di arte. Il concetto informale diviene qui sede di estenuante ricerca dell’evoluzione vitale e quindi di uno scopo fisico e concreto. La rappresentazione della necessaria lotta della vita contro l’entropia, del pieno contro il vuoto, senza la quale non vi sarebbe alcuna possibilità di esistenza.

Galleria delle opere

Inaugurazione della mostra

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Enza Scotto: Continuo Divenire.

Biografia

Vincenza Scotto vive a Reggio Calabria. Già docente di Discipline Pittoriche presso il Liceo Artistico “Mattia Preti” di Reggio Calabria, svolge intensa attività artistica, alla quale trovano riscontro e critica, riconoscimenti e premi. È socia onoraria UNS, nel 2002 è stata insignita della Mimosa d’argento dell’Associazione Culturale Anassilaos. Espone dal 1963 in Italia ed all’Estero. nata a Desio il 23 marzo 1976.

Parere del Curatore Nicola Eremita

Vincenza Scotto propone una collezione di dipinti di gusto mediterraneo, connotati da soave poetica contemplativa. Emblematici sono: il tema del mare, il grande utero, il primo motore della vita; in esso Vincenza Scotto ritrae il corallo, organismo simbolo che, nella sua apparente immobilità, indica invece la fragilità ed il tenue equilibrio della vita, ed i piccoli scorci in cui le vestigia umane sono avvinghiate dalla prorompente vitalità generale.

Si rileva almeno un aspetto contenutistico e filosofico della pittura di Vincenza Scotto. L’artista rappresenta con sentimento il “continuo divenire”, della natura, le sue molteplici forme e soluzioni, la sua tenacia e la sua delicatezza e il concetto vitalistico, ottimista e sensuale, è reso con ottima pregnanza.

Galleria delle opere

Inaugurazione della mostra

Grandi artisti dalla Bulgaria – 06 / 12 febbraio 2004. Comunicato stampa

La Galleria d’Arte III Millennio è lieta di ospitare la collettiva di sedici tra i più significativi artisti bulgari dopo la loro passata esposizione presso l’Ambasciata di Bulgaria in Roma “L’arte contemporanea bulgara”. Sono esposte le opere di: SvetlinRoussev, Milko Bozhkov, Yordan Katsamunski, Svilen Blazhev, Stoyan Tsanev, Stanislav Pamukchiev, Nikolay Yanakiev, Petar Pironkov, Angel Stanev, Emil Popov, Ivan Roussev, Angelina Pavlova, Iliya Zhelev, Ivailo Mirchev, Dimitar Cholakov, Roumen Skorchev.

Finissage giovedì 12 febbraio 2004 ore 17

Al finissage presenzieranno l’Ambasciatore di Bulgaria S.E. Nikola Ivanov Kaloudov, il Presidente della Commissione Affari Esteri della Camera On. Gustavo Selva, il Console Onorario di Bulgaria per il Veneto Giorgio De Faveri.

Introdurranno le opere il direttore artistico dr. Nicola Eremita e l’esperto d’arte sig. Michele Gervasutti.

L’esposizione è organizzata dall’Ambasciata della Repubblica di Bulgaria in Roma, dal Consolato Onorario della Repubblica di Bulgaria per la Regione Veneto, in collaborazione con l’Associazione I.T.A.C.A., nell’ambito dei rapporti economico-culturali dell’Associazione I.T.A.C.A.

La mostra è visitabile dal 06 al 12 febbraio 2004 presso i locali della Galleria d’Arte III Millennio in Venezia Sestiere San Marco, 1047 dalle ore 10 alle ore 19, lunedì chiuso.

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“Nessuna paura che mi calpestino. Calpestata, l’erba diviene sentiero.” Blaga Dimitrova.

Giovedì 12 febbraio 2004 alle ore 17 presso la Galleria d’Arte III Millennio di Venezia, si svolgerà il finissage della mostra collettiva dedicata a sedici importanti artisti bulgari, dal 14 al 22 febbraio la mostra si sposterà a Conegliano presso la Sala dei Battuti del Duomo.

Curata da Daniela Koleva, Michele Gervasutti e Nicola Eremita, la mostra organizzata dall’Ambasciata della Repubblica di Bulgaria in Roma e dal Consolato Onorario della Repubblica di Bulgaria per la Regione Veneto in collaborazione con I.T.A.C.A., la mostra rappresenta un appuntamento importante che vede l’incontro di due culture e di due popoli dalla grande tradizione artistica e storica.

I sedici artisti mostrano i propri lavori ed i risultati di ricerche personalissime, delineando percorsi professionali precisi, riuniti però in una reazione corale alle trasformazioni politiche, sociali e culturali del secolo appena trascorso. Il filo rosso che li accomuna è la creatività, la tenacia nel mantenere posizioni consapevoli, la produzione di alto valore, e la sperimentazione di nuove strade nel campo della pittura e della scultura.

Questa esposizione oltre a costituire un’occasione unica per conoscere e capire le trasformazioni espressive ed artistiche di un paese sempre più vicino all’Italia, è il simbolo della felice integrazione dell’arte contemporanea e della cultura bulgara nel palcoscenico internazionale. In occasione di tale evento l’Ambasciatore Kaloudov, ospitato a Venezia presso l’hotel Bonvecchiati ed a Treviso presso l’hotel Maggior Consiglio, seguirà un programma fitto di incontri istituzionali anche nella Provincia di Pordenone. La manifestazione culturale è organizzata con la collaborazione esclusiva della rivista “Casa Nuova” e dell’editore Signora Adriana Petkova.

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Luigi De Giovanni: Flowers. Comunicato stampa

La Galleria d’Arte III Millennio ha il piacere di invitare la S.V. alla vernice della mostra personale “Flowers” dell’artista Luigi De Giovanni che si svolgerà sabato 15 novembre 2003 alle ore 17. La mostra sarà visitabile dal 15 al 30 novembre 2003 presso i locali della galleria in Venezia Sestiere San Marco, 1047 dalle ore 10 alle ore 19, lunedì chiuso.

In occasione dell’inaugurazione il prof. Eugenio Manzato direttore dei Musei Civici di Treviso presenterà le opere al pubblico.

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La pittura di Luigi De Giovanni è lieta allegoria della vita, vissuta con la grazia del poeta. L’artista fa della pittura un luogo in cui solo chi ha affrontato le difficoltà della vita può abbandonare le membra e lasciare appese al chiodo le vesti umide.