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“Impeto Veneto”, stampa artistica.

Stampa artistica di Mario Eremita, riproduzione riservata per il Consiglio Regionale del Veneto

Introduzione

Il Presidente del Consiglio Regionale del Veneto dr. Roberto Ciambetti ha commissionato all’artista Mario Eremita un’opera che potesse essere rappresentativa della tradizione politica ed amministrativa della Regione Veneto, utile per le occasioni ufficiali del Cerimoniale del Consiglio.

Questa iniziativa si colloca tra le più comuni presso la storica tradizione della Repubblica Veneta, utile per divulgare e dimostrare, con la sintesi della rappresentazione artistica, tutta la propria autorevolezza.

Appunto tecnico

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Disegno tecnica mista olio e gessetto su carta cm 50×70; da quest’opera saranno realizzate le riproduzioni a stampa glicée su carta in formato cm 30×40 e 20×30.

Descrizione

L’opera è dedicata al Palazzo Ferro Fini, oggi sede del Consiglio Regionale del Veneto. Il disegno rappresenta il Palazzo in secondo piano, posto alle spalle del Leone alato di San Marco che tiene sotto le zampe anteriori il libro aperto a simboleggiare periodo di pace. Sullo sfondo la bandiera della Serenissima Repubblica di Venezia.

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Appunto critico

Opera dedicata ai simboli tradizionali della Pubblica Amministrazione del Veneto. Il Leone alato di San Marco posa fiero sul Gonfalone della Serenissima che ribolle nella liquida atmosfera della laguna veneziana. La geometria di Palazzo Ferro Fini riconduce le passioni e gli ideali del popolo al rigore del buon governo.

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Presepio Artistico “La Sacra Natività in Betlemme”

Opera di Mario Eremita, composizione scenografica della Natività, tecnica mista cm 120x70x75 anno 2015.

Introduzione del curatore dr. Nicola Eremita

Il Presepio Artistico di Mario Eremita si aggiunge alle opere sacre di questo artista di grande talento. Realizzata nel corso del 2014 e del 2015, l’opera è stata esposta presso la Chiesa di San Moisé a Venezia ( San Marco ) dal 19 dicembre 2015 al 19 gennaio 2016; quindi è stata esposta a dicembre 2016 a Verona presso la Rassegna Internazionale del Presepio che si svolge annualmente nei locali dell’Arena.

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Appunto Tecnico

Esemplare unico eseguito interamente dall’artista con tecniche miste.

I materiali utilizzati sono:
legno, gesso e argilla francese; le dimensioni complessive sono di cm 120 x 70 x 75 ( altezza ); l’opera è composta dalla scenografia ispirata alle località mediorientali e da 31 ( trentuno ) figure umane e animali; l’insieme è ricercato per rispettare filologicamente la tradizione religiosa cristiana.

Ogni parte di quest’opera è stata eseguita dall’artista Mario Eremita e dipinta a mano dallo stesso autore; il pezzo è unico.

Il Presepio è dotato d’illuminazione con led alimentato da corrente 220v.

Appunto Critico

Il Presepio Artistico di Mario Eremita è realizzato con materiali umili e di recupero, molto comuni in un laboratorio di un falegname: vecchie assi di legno, una parte di un tavolino; del gesso e dell’argilla.

La preziosità non è nella mera materia ma nei contenuti, nei valori che quest’opera intende ispirare.

La scenografia è collocata nella sua sede ideale, in un piccolo scorcio di Betlemme le cui costruzioni sono caratterizzate da pareti bianche e tetti a cupola.

Proporzioni idealizzate danno risalto alle figure più che all’architettura ed esse sono protagoniste: ben 31 sculture in argilla modellate e dipinte con tutta la forte ed inconfondibile personalità di Eremita che, alla passione per i dettagli aggiunge anche una divertente punta di levità nelle pose del gatto e dei bimbi che suonano le buccine per annunciare l’evento.

Composizione che incuriosisce ed affascina per le pose plastiche, per i colori, per le soluzioni degli abbigliamenti. Assolutamente contemporaneo nella sua parvenza di classicità, il Presepio Artistico di Mario Eremita ci mostra una Maria affaticata dal cammino, dalle privazioni dal travaglio del parto ma serenamente intenta all’allattamento del bambinello.

Esposizione alla Chiesa di San Moisé – Venezia

Esposizione alla mostra dei Presepi di Verona – Arena

Presepio Artistico “La Sacra Natività in Betlemme”

Presepio Artistico, le statuine dei personaggi

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La Coltrina di Venezia per la Regata Storica, donazione ai Musei Civici Veneziani. Maggio 2026

Con Delibera di Giunta 2026/147 del 21 maggio 2026, che qui sotto allego, è stata approvata l’accettazione di beni culturali per la collezione dei Musei Civici Veneziani come da proposta n. 279 del 17/11/2025.

Il progetto “La Coltrina di Venezia per la Regata Storica” aveva tutt’altro fine. L’idea del curatore dr. Nicola Eremita era quella di dare inizio ad una nuova tradizione veneziana che avvicinasse il mondo delle arti e la Biennale di Venezia al mondo popolare della voga veneta. Il progetto era di una certa complessità ma assolutamente perseguibile se vi fosse stata la volontà degli amministratori ( in particolare del delegato alle tradizioni ); ma tutto si risolse nel silenzio.

Dopo dieci anni di tentativi, di sensibilizzazione, di ripetuti appelli, missive, messaggi che esponevano con scintillante chiarezza e trasparenza l’idea nel suo complesso, il dr. Nicola Eremita ha rinunciato offrendo infine l’opera nella sua unicità come dono per la collezione dei Musei Civici Veneziani affinché essa non andasse perduta o trafugata tra un’amministrazione e l’altra.

delibera di giunta 147-35036-2026

delibera di giunta 147-35042-2026 inventario

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La Coltrina di Venezia per la Regata Storica, comunicato stampa 2016

La Galleria d’Arte Terzo Millennio presenta la Coltrina di Venezia per la Regata Storica, opera di Mario Eremita, esecuzione 2016.

L’edizione 2016 della Regata Storica di Venezia sarà un omaggio alle arti ed ai maestri delle arti.

Primi saranno certo ricordati i mastri d’ascia Roberto Dei Rossi, Gianfranco Vianello “Crea” e Dino Tagliapietra che, in pochi giorni, sono stati capaci di ricostruire i gondolini distrutti da un’infame azione di vandalismo. Hanno promesso e mantenuto, rimettendo in acqua le imbarcazioni distrutte in tempo per qualche giro di preparazione e per la benedizione presso la Chiesa di Santa Maria della Salute.

Seconda sarà invece la novità che s’introduce da questa edizione.
Anche Venezia avrà finalmente un suo “palio” che, in questo caso, sarà la “Coltrina di Venezia”, dall’antico termine in lingua veneta a significare un pesante tendaggio.

La Coltrina è un’opera pittorica originale eseguita su stoffa, decorata con frange ed installata su supporti lignei che l’espongono a guisa di un gonfalone. Di dimensioni ragguardevoli, la Coltrina, intitolata “Serenissima Venezia”, è stata realizzata dal Maestro Artista Mario Eremita, pittore e scultore che ha fatto dell’arte veneta la musa ispiratrice per molte opere. La Coltrina, di carattere eminentemente figurativo e simbolico, raccoglie numerosi riferimenti culturali della città dondolante ( cit. Ugo Stefanutti ) oltre alle emozioni dell’artista che li ha interpretati con vigore e personalità del tutto originali.

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La Coltrina di Venezia per la Regata Storica

Pezza di stoffa dipinta, opera del maestro artista Mario Eremita per la Regata Storica di Venezia. Benedizione giovedì 1 settembre 2016 ore 17:30 Chiesa di Santa Maria della Salute ( Venezia ).

Introduzione del curatore dr. Nicola Eremita

La Coltrina di Venezia per la Regata Storica è stata realizzata per la prima volta in occasione della Regata Storica del 4 settembre 2016. Dall’originale in stoffa saranno realizzate copie a stampa su carta a titolo di premiazione per i 12 primi qualificati nelle varie categorie ( giovanissimi, donne, caorline, gondolini ).

Comunicato stampa 2016

Comunicato stampa 2017

La Coltrina di Venezia di Mario Eremita entra nella collezione dei Musei Civici Veneziani

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Appunto tecnico

Pezza di stoffa dipinta a mano dimensioni cm 139,5 x 228,50. È composta da stoffa in viscosa con numero sei frange di dimensioni cm 15 ( larghezza ) x 10,5 ( altezza ) e sei asole di sostegno nella parte alta di dimensioni cm 15 ( larghezza ) x 6,5 ( altezza ). L’opera è circondata per tutto il perimetro da un cordone in tessuto multicolore del diametro di cm 1.

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Descrizione

il dipinto intende solcare le tradizioni culturali e i simbolismi della Serenissima Repubblica di Venezia, storia di questo territorio e causa dell’esistenza della città lagunare e del suo ineguagliato contributo nello sviluppo sociale politico ed economico della comunità umana. Paragonabile solamente alla civiltà dell’Antica Grecia od a quella cinese. Sostituita, dalla fine del settecento, dalla civiltà anglosassone che oggi è l’unica legittima erede dello splendore veneziano. Non stupisce, infatti, il nesso culturale che mantiene tutt’oggi simbolicamente legate Venezia e New York.

La Coltrina del Maestro Mario Eremita si caratterizza per una marcata simmetria frontale e per la posa ieratica di Venezia in omaggio agli avi bizantini. Dall’alto possiamo apprezzare la data 1489, anno in cui la Regina Cornaro di Cipro abdicò e fece ritorno a Venezia ricevendo un’accoglienza trionfale a bordo del Bucintoro, sfilò lungo il Canal Grande e ottenne il rango di Signora di Asolo rimanendole anche il titolo di Regina. Quella del 06 giugno 1489 fu una giornata memorabile e ad essa l’artista ha voluto dedicare questa Coltrina.

L’insieme rappresenta il Trono su cui siede Venezia; esso è realizzato nella bianca pietra d’istria con cui gran parte di Venezia è costruita. Ecco quindi il Leone Alato che occupa la parte alta del Trono. Esso è qui rappresentato non in fattezze antropomorfe ma nella reale costituzione morfologica di un leone africano, simbolo dell’Evangelista Marco. Si noti il ventre asciutto le zampe snelle ed atte alla corsa, l’ampia criniera. Il Leone è albino in omaggio alla pietra d’istria che fu il materiale privilegiato per la manifattura di questo importante simbolo, ed anche per delineare la particolarità e la rarità della sua progenie che si distingue. Entrambe le zampe anteriori del Leone poggiano sul libro che riporta la celebre frase latina: “pax tibi Marce Evangelista meus.” La pace sia con te o Marco, mio Evangelista. Tale posa intende rappresentare l’interezza del territorio veneziano, sia di terra che di mare e rafforzare il primario intento della Repubblica Serenissima che voleva il prevalere della diplomazia e dello scambio sull’uso della forza. Il Leone si staglia sullo sfondo blu stellato, omaggio alla rappresentazione collocata sulla Torre dell’Orologio.

Avanti e sotto il Leone ecco Venezia che siede regalmente. Indossa la corona che la rende Regina dell’Adriatico; indossa mantelli che richiamano i colori dell’aurora e del tramonto caratteristici della Laguna; quindi il colore rosso della bandiera con le sue tipiche decorazioni. La posa di Venezia è ieratica e decisa, impostata a significare la propria grandezza, potenza e grazia regale; ella apre le braccia esponendo al mondo il suo gioiello: l’accesso alla città dalla Piazzetta delle Colonne di San Marco e San Todaro, il Palazzo Ducale la Biblioteca Marciana e la Basilica. Nella mano destra regge lo scettro con i rami d’ulivo, simbolo del potere nella pace e, nella sinistra l’uroboro che simbolegga la circolarità del tempo. Il grembo verde-azzurro è del colore che simboleggia l’acqua della laguna e sulla veste di Venezia, più in basso, fluttuano le barche della Regata Storica, le Bissone, la Serenissima, i Gondolini, le Mascarete, i Pupparini, le Caorline. Più sotto il nizioleto con la dicitura “Venezia Regata Storica” e la firma dell’artista Mario Eremita. La cornice di foglie d’edera a simboleggiare la fedeltà e l’amore e la cornice di rami d’ulivo per la pace, inquadrano la composizione.

Appunto critico

Il dipinto è di primario intento simbolico ed in particolare, interpreta la quieta e sicura potenza della Serenissima, rievocandone la gloria del suo massimo splendore originario che fu dal XIII secolo in poi.

In questo senso l’artista ha voluto riferirsi alla pittura bizantina ed a quella rinascimentale. Bizantina nelle pose ieratiche nella compostezza statuaria nelle simmetrie e nella sequenzialità espositiva, rinascimentale nel trattamento del colore, nello sfondamento prospettico ( la Piazzetta di San Marco ) e nell’uso di diversi piani; qui ve ne sono ben sette:
lo sfondo blu notte, il trono, il leone, venezia, le vesti, san marco, le barche pressocché sovrapposti, quasi livellati ma distintamente ben separati ed indipendenti seppur tenacemente armonizzati dal sublime uso del colore, dello sfumato, delle mezze tinte.

La sensazione che prova lo spettatore è di possanza; il desiderio di appartenenza a questa felice simbologia conquista e coinvolge. Particolare il dinamismo delle ali del leone, insieme alla vaporosa criniera, danno l’impressione che il felino sia in volo. L’acconciatura di Venezia si fa poi bandiera svolgendosi verso il basso come un fiume nascosto che sfoci nella laguna aperta; nascosto dalle aurore e dai tramonti veneziani interpretati dalle voluminose maniche drappeggiate. Il volto è lineare fine e delicato ma fermo e deciso, ci osserva con fierezza ed olimpica calma. Dal grembo verde-azzurro emerge l’architettura pallida e onirica mentre sotto, le barche colorate, muovono alla volta del Canal Grande per svolgere la Regata fluttuando sulla veste che si fa acqua. Lo sfondo blu notte riquadra appena gli angoli in alto rimarcando il contrasto tra buio e luce, quest’ultima incarnata dalla venezianità intera.

L’opera è inconfondibilmente dell’artista Mario Eremita di cui originali e tipici sono gli stilemi: le forme degli arti, lo sfumato, la pittura di luce, le volumetrie ed i delicatissimi riferimenti simbolici presenti non solo nelle forme ma anche nel colore. La modalità di lettura dell’opera è dall’alto al basso.

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