galleria terzo millennio venezia arte contemporanea ester crocetta polipess 55 biennale di venezia il palazzo enciclopedico massimilano gioni nicola eremita

Polipess, Ester Crocetta. Comunicato stampa.

LA GALLERIA D’ARTE TERZO MILLENNIO ha il piacere di presentare la mostra personale dell’Artista
ESTER CROCETTA in occasione della 55. Biennale di Venezia. VERNICE SABATO 31 AGOSTO 2013 ORE 18.00 31 Agosto | 15 Settembre 2013

POLIPESS VENICE OVER PAINTING

Mostra personale dell’Artista Ester Crocetta in occasione della 55. Biennale di Venezia “Il Palazzo Enciclopedico”.
L’Artista Ester Crocetta presenta una raccolta delle sue multiformi e sgargianti opere pittoriche oltre ad alcune sculture e oggetti d’uso quotidiano. I lavori di quest’Artista scoppiano di vitalità ed energia; e sono caratterizzati da sincera connotazione fiabesca che ne esalta il misterioso contenuto.
In queste opere il subconscio travolge l’arte e nulla sarà più come prima. È la scoperta di un mondo affascinante, intrigante, di una nuova lente che vira la percezione di ogni realtà, si tratti di un paesaggio fisico o di un moto dell’anima.
Ester Crocetta di origini abruzzesi, seppur molto giovane, ha già mobilitato l’attenzione delle Istituzioni dell’Arte Nazionale e Internazionale, recentemente ha esposto presso il World Art Museum di Pechino ( Cina ).
Questo progetto espositivo è realizzato dall’Associazione Culturale ESSENZAMATERIA, insieme alla Galleria d’Arte III Millennio.
Introdurrà le opere il Direttore Artistico Dr. Nicola Eremita.

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Polipess, Ester Crocetta

Polipess over painting di Ester Crocetta, mostra personale in occasione della 55. Biennale di Venezia “Il Palazzo Enciclopedico”, dal 31 agosto al 15 settembre 2013.

Biografia dell’artista

Ester Crocetta nasce a Loreto Aprutino, in provincia di Pescara. Consegue la maturità artistica all’Istituto Statale d’Arte di Penne ( PE ). Nel 1996 esordisce alla sua prima mostra collettiva svoltasi a Pescara.

Da alcuni anni espone a livello nazionale e internazionale. Ha esposto le proprie opere in Cina al World Art Museum, uno dei più importanti musei di Pechino. Ester Crocetta ha ricevuto molti riconoscimenti da Accademie ed Enti Internazionali, tra i quali spicca il XXX Premio Internazionale “Medusa Aurea” a Roma e il Premio Presidenza PUL 2008, promosso dall’Università della Calabria di Cosenza.

Dal 2011 è socio fondatore della Fondazione Aria che ha indetto il Premio Territorio Abruzzo. Ha collaborato con Achille Bonito Oliva, Oliviero Toscani, Elio Fiorucci, Mario Botta.

Nel 2011 ha collaborato con il Ministero della Giustizia, Tribunale di Pescara in qualità di estimatore d’arte.

Parere del Curatore dr. Nicola Eremita

Osservando i dipinti di Ester Crocetta si viene inizialmente colpiti dalla fastosità nell’uso del colore. Assolutamente protagonista esso è usato come fosse un retino, con poca o nessuna licenza alle sfumature e al chiaroscuro. I dipinti di Crocetta divampano, urlano, sfrecciano, brillano. Quindi, una volta superato il primo e provocante impatto si ricerca qualche riferimento.

Il primo è di certo all’ormai articolata e profonda tradizione dell’illustrazione, all’arte dei Cartoons che negli ultimi cinquant’anni è divenuta una delle più vivaci espressioni delle cosiddette arti visuali. Appassionante e popolare e, quindi, per questo, di grande valore; l’arte dell’illustrazione si rivolge al cuore ed alla passione ma anche all’immaginazione infantile che dovrebbe accompagnarci sempre, soprattutto quando ci accostiamo alla regina delle arti: la pittura. Credo che Crocetta voglia introdurci nel suo mondo proprio attraverso queste smaglianti figure dinamiche ed empatiche che vivono il nostro tempo: le stupefacenti fantastiche illustrazioni.

Ella infatti allaccia immediatamente un dialogo con noi, che può anche e semplicemente rimanere fresco e superficialmente abbandonato alla contemplazione estetica, all’effetto cromatico al piacere decorativo.

Il secondo è un riferimento se vogliamo ancor più formale. I colori surreali piatti ed intransigenti così decisamente contornati, forse piombati, richiamano alla memoria le vetrate delle chiese gotiche ma tale citazione esige una maggiore attenzione. Infatti, per chi vuole proseguire, si aprono nuovi orizzonti.

Crocetta seppur sia rivolta alla contemporaneità, svolge il compito che è più caro ad un artista: essere tra i suoi simili, gli artisti quindi. L’Arte infatti non è, come si presume, una forma di comunicazione ma un modo di esistere. Credo che con ciò Crocetta voglia sedere al fianco di Matisse ed alle belve, ai pittori fauves della fine del diciannovesimo secolo. Con costoro ella si troverà sicuramente a suo agio.

Nelle sue opere non c’è rabbia non c’è il sangue espressionista ma c’è il furore primigenio della creazione. Si tratta di opere di acqua terra vento fuoco, non di ferro carbone silice plastica. Non ci sono anime lacerate ma organismi spirituali. Si può pensare all’impressionismo.

Questi organismi sono multiformi e scoppiano di energia vitale, richiamano visioni fiabesche e misteriose; esulano da problematiche laceranti e si rivolgono alle percezioni inconsce e primordiali; vogliono mantenere l’uomo in contatto con la vita.

Galleria delle opere

Polipess opening

Principali esposizioni personali e collettive

1996
PESCARA, CLUB PRIVATO Collettiva
1998
CHIETI, S. PASQUALE BAYLON Collettiva
2000
PESCARA, Villa celiera Collettiva
2005
PESCARA, Premio Penne
2007
ROMA, Premio Medusa Aurea A.I.A.M.
MASSAROSA, LUCCA, Premio Agor6agrave;
PESCARA, Collecorvino Collettiva
PESCARA, Premio Pescara
GENOVA, Saturarte Collettiva
PESCARA, Loreto Aprutino Personale
2008
ANCONA, Jesi “Donna chi sei?” Collettiva
PESCARA, Città S. Angelo Personale
PESCARA, Francavilla al Mare Collettiva
COSENZA, Università della Calabria Collettiva
COSENZA, Rossano Calabro Collettiva
AQUILA, Pratola Peligna, Premio

2009
GENOVA, S. Olcese, Collettiva
BERLINO, Stange Thing Collettiva
CHIETI, Miglianico Personale

2010
PECHINO, Surreal Dream Personale
PESCARA, Mediamuseum Personale

2011
RIMINI, Fiera Ecomondo Personale
PESCARA, Ministero della Giustizia, Stimatore opere d?arte
PERUGIA, Rocca Paolina Collettiva

2012
PESCARA, Invadenze di un Blu Collettiva
L’AQUILA, Biblioteca Provinciale, “3 stanze altrove” Personale

Progetti Speciali Wine&Wedding – etichette d’arte
Cantine Galasso e Chiusa Grande, etichette d?arte
Fondazione ARIA, Premio Territorio Abruzzo – staff

Studi Diploma maturità d’arte applicata Penne, PESCARA

www.estercrocetta.it

ILLUMInazioni bice curiger nicoleta stati valeria duca padiglioni nazionali padiglione moldavia venezia piazza san marco arte contemporanea nicola eremita

The world around me, Valeria Duca. Comunicato stampa.

54. Esposizione Internazionale d’Arte Biennale di Venezia
Partecipazioni Nazionali Padiglione Repubblica di Moldavia

la Galleria d’Arte III Millennio ha l’onore di invitare la S.V. al Vernissage del Padiglione della Repubblica di Moldavia presso la propria sede espositiva in San Marco Rio Terà de le Colonne VENEZIA dalle ore 18 di Venerdì 03 Giugno 2011

Invito alla vernice

La Repubblica di Moldavia, ancora una volta, partecipa alla Biennale di Venezia presentando qui due artisti giovanissimi. Il Padiglione realizzato presso la Galleria d’Arte III Millennio ospita Nicoleta Stati, trentenne e Valeria Duca appena sedicenne. Potremo apprezzare un significativo omaggio alla pittura che richiama e si riallaccia alle più illustri correnti artistiche della fine dell’800 e dei primi del ‘900. L’Europa dell’Est dimostra sempre la sua particolare affezione per l’arte ed il talento.

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The world around me, Valeria Duca.

54. Biennale di Venezia Sezione Arti Visive “ILLUMInazioni”. Padiglione Nazionale per l’artista internazionale moldava mrs. Nicoleta Stati, dal 04 giugno al 27 novembre 2011. Opening 03 giugno ore 18.

Introduzione del curatore dr. Nicola Eremita

galleria terzo millennio 54 biennale di venezia ILLUMInazioni bice curiger nicoleta stati valeria duca padiglioni nazionali padiglione moldavia venezia piazza san marco arte contemporanea nicola eremita

Sono molto orgoglioso di ospitare in questa prestigiosa Galleria d’Arte il Padiglione della Repubblica di Moldavia. Già in passato la Galleria ha avuto l’opportunità di esporre opere di artisti provenienti dall’Est-Europa ed anche allora la soddisfazione è stata grande. Chi vive in questa parte del Continente Europeo, come ho già avuto modo di dire, considera l’arte qualcosa di veramente serio, qualcosa di utile alla ricerca della bellezza, ha mantenuto, se vogliamo, un senso di sacralità nei confronti dell’immaginazione e soprattutto di rispetto nei confronti del pubblico. Ritengo che i paesi slavi, e russi, saranno sicuramente tra i principali protagonisti di quel Rinascimento delle Arti che auspico. 

Vorrei ora sottolineare tre aspetti di questo padiglione.

  1. Esso ospita due giovanissime artiste, una, Valeria, è la più giovane artista che espone a questa edizione della Biennale.
  2. Insieme presentano opere che sono di pura pittura, olio su tela per intenderci.
  3. Il genere della loro pittura è ispirato alle più importanti correnti artistiche europee della fine dell’ottocento e dell’inizio del novecento.

Trovo molto consolatoria la sequenza di queste tre considerazioni. Le nuove generazioni che si dedicano all’arte figurativa hanno qui voluto ribadire il primato della pittura nell’arte. Si sono messe seriamente alla prova. Hanno quindi voluto rischiare perché questo modo di fare arte contemporanea oggi è anticonformista e controcorrente. Sembra paradossale quel che dico ma dal mio punto di vista questa è la realtà. Ciò è ancor vero se consideriamo che Valeria Duca e Nicoleta Stati hanno dichiarato la loro passione per l’impressionismo e l’espressionismo. Le loro opere sono un tributo a Pissarro, Schiele, Degas, Kokoschka, Cézanne, Utrillo, Pollock; ma anche al nostro Renato Guttuso.

ILLUMInazioni bice curiger nicoleta stati valeria duca padiglioni nazionali padiglione moldavia venezia piazza san marco arte contemporanea nicola eremita

Valeria Duca è nata il 26 Giugno 1995 a Balti nella Repubblica di Moldavia.
Dal 2001 frequenta il Liceo della Creatività e della Inventiva “Prometeu-Prim”. Ha frequentato, tra il 2007 e il 2008, il corso privato del Prof. Victor Ursu Membro del Sindacato degli Artisti Plastici ( PAU ) della Repubblica di Moldavia. Quindi, dal 2008, ha seguito il corso privato del Maestro d’Arte Prof. Ion Serbinov Membro del Sindacato degli Artisti Plastici ( PAU ) della Repubblica di Moldavia. Nel 2010 ha seguito il corso privato dell’artista canadese Alexander Sheversky. Oltre che artista, Valeria Duca è anche una professionista sportiva; ha conquistato 25 medaglie di cui 18 d’oro nei vari campionati e tourneé nazionali e internazionali di Taekwondo WTF. Ha partecipato ai Campionati Mondiali, Europei, dei Paesi Balcanici (argento) è campionessa dei Giochi Olimpici del Tricolore tenutisi a Reggio Emilia Italia nel 2009. Per due volte campionessa nazionale. All’età di 8 anni ha eseguito il primo salto con il paracadute in tandem, dall’altezza di 2500 m. È la paracadutista più giovane della Repubblica Moldova. È la miglior sportiva degli anni 2007, 2008, 2009 nella categoria cadetti. Ha la cintura nera II DAN.

Opere in esposizione

The world around me opening 03 giugno 2011

Valeria Duca curriculum

Mostre personali

2008 Creazione plastica dei bambini di Chişinau, Centro Espositivo Constantin Brâncuşi – Moldavia 2009 La verità nella bocca dei bambini, il Museo Nazionale di Archeologia e Storia di Moldova – Moldavia
2009 Biblioteca Pubblica Târgovişte, Chişinau – Moldavia 2009 Salone Internazionale del Libro, XVIII-a edizione, Biblioteca Nazionale della Repubblica Moldova – Moldavia 2009 Astratto e non solo… L’ambasciata della Romania nella Repubblica Moldova – Moldavia 2009 Galleria d’Arte Amarillo Reggio Emilia – Italia 2009 Galleria d’Arte Amarillo e Spazio Cavour Reggio Emilia – Italia 2010 La galassia dei colori, Museo del Costume Popolare, Palazzo del Parlamento, Bucarest – Romania 2010 Festa dell’Insegnante, Liceo “Prometeu-prim” – Moldavia.

Mostre collettive

Partecipa a 20 mostre insieme ai pittori professionisti, dentro e oltre i confini del paese.

Premi

2007 / 2009 secondo posto nel Concorso Municipale di pittura per allievi, Chişinau 2009 Nominata nel Concorso di pittura improvvisata, Chişinău, 24 maggio 2009 Premio UAP della Repubblica Moldova nel Salone Internazionale del Libro per l’album di Valeria Duca, Pittura Grafica 2009 Vincitrice del Premio del settimanale “Letteratura e Arte” per l’esordio nell’arte 2010 Vincitore del Premio Speciale, Lettere e concorso artistico in occasione della Giornata Nazionale della Gioventù 2010, organizzati dal Ministero della Gioventù e dello Sport della Repubblica di Moldova.

Opere in collezioni pubbliche e private

Italia, Regina Pacis, Museo di Archeologia e Storia della Repubblica Moldova Museo del Costume popolare, Palazzo del Parlamento, Bucarest, Romania Museo del Villaggio, Bucarest, Romania Lituania, Repubblica Moldova, Romania, Stati Uniti d’America, Regno Unito.

Cataloghi

1. Valeria Duca. Pittura. Grafica. Catalogo. Chişinău, Casa Editrice Epigraf, 2009
2. Immagina ARTE in Fiera, Reggio Emilia, Italia, 2009
3. Un anno di arte nel segno di Amarillo Art, Reggio Emilia, Italia 2009 / 2010
4. “L’arte russa – 2010” Mosca, Russia, catalogo
5. “L’arte russa – 2011” Mosca, Russia, catalogo

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Cognition, Nicoleta Stati. Comunicato stampa

54. Esposizione Internazionale d’Arte Biennale di Venezia
Partecipazioni Nazionali Padiglione Repubblica di Moldavia

la Galleria d’Arte III Millennio ha l’onore di invitare la S.V. al Vernissage del Padiglione della Repubblica di Moldavia presso la propria sede espositiva in San Marco Rio Terà de le Colonne VENEZIA dalle ore 18 di Venerdì 03 Giugno 2011

Invito alla vernice

La Repubblica di Moldavia, ancora una volta, partecipa alla Biennale di Venezia presentando qui due artisti giovanissimi. Il Padiglione realizzato presso la Galleria d’Arte III Millennio ospita Nicoleta Stati, trentenne e Valeria Duca appena sedicenne. Potremo apprezzare un significativo omaggio alla pittura che richiama e si riallaccia alle più illustri correnti artistiche della fine dell’800 e dei primi del ‘900. L’Europa dell’Est dimostra sempre la sua particolare affezione per l’arte ed il talento.

ILLUMInazioni bice curiger nicoleta stati valeria duca padiglioni nazionali padiglione moldavia venezia piazza san marco arte contemporanea nicola eremita

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Cognition, Nicoleta Stati

54. Biennale di Venezia Sezione Arti Visive “ILLUMInazioni”. Padiglione Nazionale per l’artista internazionale moldava mrs. Nicoleta Stati, dal 04 giugno al 27 novembre 2011. Opening 03 giugno ore 18.

Introduzione del curatore dr. Nicola Eremita

galleria terzo millennio 54 biennale di venezia ILLUMInazioni bice curiger nicoleta stati valeria duca padiglioni nazionali padiglione moldavia venezia piazza san marco arte contemporanea nicola eremita

Sono molto orgoglioso di ospitare in questa prestigiosa Galleria d’Arte il Padiglione della Repubblica di Moldavia. Già in passato la Galleria ha avuto l’opportunità di esporre opere di artisti provenienti dall’Est-Europa ed anche allora la soddisfazione è stata grande. Chi vive in questa parte del Continente Europeo, come ho già avuto modo di dire, considera l’arte qualcosa di veramente serio, qualcosa di utile alla ricerca della bellezza, ha mantenuto, se vogliamo, un senso di sacralità nei confronti dell’immaginazione e soprattutto di rispetto nei confronti del pubblico. Ritengo che i paesi slavi, e russi, saranno sicuramente tra i principali protagonisti di quel Rinascimento delle Arti che auspico. 

Vorrei ora sottolineare tre aspetti di questo padiglione.

  1. Esso ospita due giovanissime artiste, una, Valeria, è la più giovane artista che espone a questa edizione della Biennale.
  2. Insieme presentano opere che sono di pura pittura, olio su tela per intenderci.
  3. Il genere della loro pittura è ispirato alle più importanti correnti artistiche europee della fine dell’ottocento e dell’inizio del novecento.

Trovo molto consolatoria la sequenza di queste tre considerazioni. Le nuove generazioni che si dedicano all’arte figurativa hanno qui voluto ribadire il primato della pittura nell’arte. Si sono messe seriamente alla prova. Hanno quindi voluto rischiare perché questo modo di fare arte contemporanea oggi è anticonformista e controcorrente. Sembra paradossale quel che dico ma dal mio punto di vista questa è la realtà. Ciò è ancor vero se consideriamo che Valeria Duca e Nicoleta Stati hanno dichiarato la loro passione per l’impressionismo e l’espressionismo. Le loro opere sono un tributo a Pissarro, Schiele, Degas, Kokoschka, Cézanne, Utrillo, Pollock; ma anche al nostro Renato Guttuso.

Nicoleta Stati nota biografica

ILLUMInazioni bice curiger nicoleta stati valeria duca padiglioni nazionali padiglione moldavia venezia piazza san marco arte contemporanea nicola eremita

Nicoleta Stati è nata il 15 Giugno del 1981 a Chisinau nella Repubblica di Moldavia, dove ancora risiede.
Dal 1995 al 1999 ha studiato al Liceo Artistico “I. Vieru” di Chisinau; quindi si è trasferita in Italia ed ha studiato all’Istituto di Belle Arti “Paolo Toschi” di Parma ed all’Accademia di Belle Arti di Roma.
Durante il 1998 ha frequentato la Scuola Internazionale del College du Leman a Versoix in Svizzera.
Dal 2002 al 2006 Nicoleta Stati ha ampliato la sua preparazione accademica all’Accademia di Teatro Musica e Belle Arti di Chisinau; fino ad ottenere il diploma all’Università Pedagogica di Stato “Ion Creanga”. Dal 2011 è Direttrice del Consiglio della Repubblica del Liceo di Arti Plastiche “I. Vieru”

Opere in esposizione

Cognition opening 03 giugno 2011

Nicoleta Stati Curriculum

Mostre personali

1998 Accademia della Diplomazia Parigi – Francia 1999 Museo Nazionale di Belle Arti di Chisinau – Moldavia 2000 Galleria “Ioansen” Roma – Italia 2000 Central Painter’s House di Mosca – Federazione Russa
2001 Museo Nazionale di Belle Arti di Chisinau – Moldavia 2003 Sede delle Nazioni Unite di Chisinau – Moldavia 2005 Galleria “Adorama” di Chisinau – Moldavia 2007 International Film Festival “Salento Finibus Terrae” San Vito dei Normanni – Italia 2007 “Polo della Qualità” Marcianise Caserta – Italia 2011 “Ascom Building” Chisinau – Moldavia 2011 Parlamento Europeo Bruxelles – Belgio

Mostre collettive

1999 / 2010 Italia – Moldavia – Ungheria – Russia – Francia – Romania

Campi creativi

1998, 1999 – Vilkovo, Ucraina 1999 – Romea, Italia 1999 – Nebedag, Turkmenistan 1999 – Vaja, Ungheria 2000 – Turkmenbashi, Aschabat 2000 – Maramures, Romania 2001 – Vaja, Ungheria 2001 – Toscana, Italia 2001 – Maramures, Romania 2002 – Tulcea, Romania 2002 – Moldovitza, Romania 2003 – Sucevitza, Romania 2003 – Maramures, Romania 2004 – Sibiu, Romania 2005 – Sighisoara, Romania 2005 – Medias, Romania 2005 – Butuceni, Moldova 2006 – Nicolaevca, Moldova 2006 – Merghendeal, Romania 2006 – Sighisoara, Romania 2007 – Apold, Romania 2007 – Baia Mare, Romania 2010 – Sighisoara, Romania

Titoli

1999 – Secondo premio. Campo di Creazione, Vaja, Ungheria 2007 – Membro dell’Unione degli artisti plastici, Repubblica di Moldova 2007 – Premio speciale al Festival Internationale del Film “Salento Finibus Terrae

galleria arte terzo millennio venezia piazza san marco arte contemporanea biennale di venezia 53 biennale di venezia fare mondi lee sun-don times equal sign mostra personale padiglione taiwan partecipazioni nazionali nicola eremita daniel birnbaum

Time’s Equal Sign, Lee Sun-Don. Comunicato stampa.

53. Biennale di Venezia Sezione Arti Visive “Fare Mondi”. Padiglione Nazionale per l’artista taiwanese di grande fama mr. Lee Sun-Don, dal 24 giugno al 24 settembre 2009. Opening 24 giugno ore 18.

53 biennale di venezia 2009 fare mondi daniel brinbaum sezione arti visive padiglioni nazionali partecipazioni nazionali lee sun-don taiwan

Il grande artista Lee Sun-Don sarà ospite della Galleria d’Arte III Millennio per una personale di lunga durata dal 24 Giugno al 24 Settembre. La mostra si svolgerà in occasione della 53ma Biennale di Venezia Sezione Arti Visive.

Grazie alla ospitalità della Galleria d’Arte III Millennio, nella Biennale troverà spazio anche la cultura e la religione del Buddha con una rappresentanza illustre quale quella di Lee Sun-Don. In un clima di grande attenzione verso la condizione umana dei monaci buddhisti e con il reale rischio che la millenaria cultura che costoro conservano possa essere dilapidata; il Curatore Nicola Eremita ha pensato che fosse doveroso lanciare un messaggio di attenzione verso chi opera per trasmettere quei valori alle generazioni future anche per mezzo dell’immaginazione dell’arte.

Saranno esposte alcune tra le più significative opere dell’artista taiwanese. Lee Sun-Don afferma: “se l’energia mistica delle mie opere è in grado di rendere la filosofia buddhista più direttamente accessibile, questo sarà sicuramente un ottimo sistema per onorare il Buddha”.

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La personale ed attuale ricerca semantica di Lee Sun-Don, non è avulsa dalla tipica espressività orientale che richiama varie simbologie ancestrali. Sono esposti numerosi dipinti ad olio su tela con effetti cromatici contrastanti e incantevoli illusioni ottiche che svelano la profonda e complessa cultura di questa fede e di questa filosofia.

L’artista, ponendosi con umiltà avanti alla monumentale e antica cultura buddhista, ne diviene messaggero tramite l’arte e la pittura. Le opere di Lee Sun-Don parlano direttamente al nostro subconscio. L’arte visiva infatti fa leva sull’intuito, l’istinto l’emotività e quindi è in grado di trasmettere con purezza dalla fonte originale. Come gli artisti che resero grandi le chiese cristiane, l’artista vuole rappresentare non solo l’aspetto iconografico ma anche i valori astratti che contraddistinguono la sua fede e conoscenza.

Il risultato è efficace e coinvolgente. Chiunque sappia qualcosa di questa preziosa cultura sarà affascinato ed emozionato dalle tele di Lee Sun-Don.

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Time’s Equal Sign, Lee Sun-Don

53. Biennale di Venezia Sezione Arti Visive “Fare Mondi”. Padiglione Nazionale per l’artista taiwanese di grande fama mr. Lee Sun-Don, dal 24 giugno al 24 settembre 2009. Opening 24 giugno ore 18.

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Taiwan estende la sua già importante partecipazione alla Biennale di Venezia presentando presso la Galleria d’Arte Terzo Millennio un padiglione collaterale a quello ufficiale del Palazzo delle Prigioni. Qui ospita le opere di Lee Sun-Don. Potremo apprezzare un’imponente raccolta di dipinti che sono ispirati alle affascinanti filosofie orientali.

Biografia

Lee Sun-Don è nato a Kaohsiung, Taiwan nel 1959. Ha studiato all’Università di Soochow, Taiwan e ha ottenuto la laurea in Scienze Matematiche. Attualmente egli è Direttore Aggiunto della Galleria di Cina; Professore Visitatore di Belle Arti, Terzo Patriarca del Buddhismo Forshang; Compositore e Pianista; Scrittore; Saggista Scientifico; Imprenditore Filantropico. Lee Sun-Don è il pioniere della “Pittura ad Olio dall’Energia Totemica”, un genere che è caratterizzato dal risveglio estetico della mente. Questo tipo di arte trascende l’orizzonte dell’arte contemporanea e quindi ha catturato grande attenzione tra gli addetti al settore in tutto il mondo.

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Opening 24 giugno 2009

Parere del curatore dr. Nicola Eremita

Nato nel 1959 a Kaosiung nell’isola di Taiwan, Lee Sun-Don non dimostra affatto cinquant’anni. Pare invece conservare la genuinità del bimbo per il quale tutto è possibile e ciò che non è ancora riuscito a fare dipende solamente dal fatto che non ha ancora trovato il modo di farlo. Questo artista è una persona ricchissima di interessi anche molto diversi tra loro. Ha studiato matematica ma anche musica, in particolare il pianoforte. Si dedica alla scrittura, in particolare a Novelle sulle Arti Marziali Zen. È un saggista scientifico avendo sviluppando grande interesse per le questioni legate alle origini dell’universo. È un filantropo, riservando parte dei suoi profitti ad iniziative umanitarie. Dal 1989 è legato alla filosofia buddhista. Tale appartenenza è un importante punto di svolta nella vita di Lee Sun-Don. Potremmo anche dire che l’artista Lee Sun-Don nasce propriamente nel 1989 alimentato dalla linfa vitale del Buddhismo. Egli letteralmente si rifugia in questa affascinante filosofia seguendo le orme del Maestro Yuan-Dao Bodhisattva dal quale ottiene il titolo di terzo Erede Dharma del Buddhismo Forshang. Fonda quindi il Centro Mondiale del Buddhismo Forshang grazie ad una serie di conferenze che si svolgono tra Taipei il Giappone e gli Stati Uniti. Dal 2006 Lee Sun-Don ha fatto il suo debutto come artista pittore esponendo le sue opere.

Di queste voglio ora dissertare. Osservando le opere si coglie immediatamente provenienza orientale; il tratto, le tonalità, le raffigurazioni sono decisamente orientali. La pittura cinese ha origini antichissime essendo nata nel periodo Zhou oltre mille anni prima di Cristo. Lee Sun-Don nella sua pittura coglie diverse fasi della storia dell’arte cinese.

Si riferisce alla Dinastia Hang nel periodo Zhou 1000 A.C.; in particolare al contatto della Dinastia Zhou con la Dinastia dei Re Shang. Fu allora infatti che apparvero le prime rappresentazioni totemiche. Lee Sun-Don pone al centro della sua pittura proprio le immagini totemiche. Quindi richiama la Dinastia Tang del 600/1000 D.C., momento di fioritura delle arti cui risalgono i dipinti delle grotte di Dunhuang; a queste si rifanno le iscrizioni calligrafiche che abbondano nelle sue tele.

Come nel passato, le iscrizioni hanno un ruolo decorativo ma non solo. Si introduce il tema del Buddha. Nella storia dell’arte cinese esso è una sovrastruttura di origine indiana risalente al IV secolo D.C.. Per Lee Sun-Don, il Buddha è il principio fondante e la motivazione stessa del dipingere. Quindi, se il linguaggio è radicato profondamente nella tradizione pittorica cinese, il messaggio originale è legato all’influenza della filosofia buddhista proveniente dall’India. Ecco che le iscrizioni calligrafiche acquistano non solo un ruolo decorativo ma anche il mezzo esplicito per trasmettere la parola del Buddha.

Questo è il nodo cruciale nell’analisi della pittura di Lee Sun-Don. Essa è quindi frutto di numerose contaminazioni di diversa arte cinese e di influenze esterne provenienti dalla iconografia religiosa indiana; ma non solo. L’artista dichiara che con la sua pittura ha intenzione di gettare un ponte verso l’occidente; ed in effetti molti critici d’arte considerano la sua opera molto vicina all’arte moderna e contemporanea occidentale; ma forse è sfuggito un dettaglio.

Lee Sun-Don dichiara che questo ponte è basato sulla tecnica della pittura ad olio. La pittura tradizionale cinese è basata su: pennello, china nera, colori a tempera e carta! Ma allora l’intento di Lee Sun-Don non è quello di rendere omaggio o di conformarsi all’arte occidentale; forse Lee Sun-Don non è qui per imitare l’arte occidentale o per dare alla critica occidentale lo spunto per seguire la moda di parlare bene dell’oriente. Forse Lee Sun-Don è qui per farci conoscere uno dei molteplici aspetti della cultura orientale, in particolare quello della millenaria cultura dell’arte figurativa. Egli non respinge alcuna delle tradizioni cinesi nell’arte, anzi, le fa proprie!

Egli, in omaggio alla cultura occidentale e per amore dell’arte occidentale, assume la tecnica della pittura ad olio che in occidente ha avuto grande fortuna nel passato. Quindi il suo omaggio non sarebbe propriamente nemmeno indirizzato all’arte contemporanea bensì all’arte moderna! L’arte contemporanea occidentale non ha nulla da spartire con le tele di Lee Sun-Don. Egli prima unisce diversi tratti storici dell’arte cinese; quindi veicola il messaggio del Buddha; quindi adopera la tecnica dell’olio su tela.

Tutto ciò non fa di Lee Sun-Don un artista occidentale od occidentalizzato ma ne conferma ancora la caratterizzazione orientale. Infatti, la contaminazione che, Lee Sun-Don propone con grande raffinatezza, esprime il principio dell’equilibrio armonioso! Un concetto sommamente cinese secondo il quale l’arte è il risultato della convivenza di tradizioni ed innovazioni, idee autoctone e straniere, significati religiosi e profani. Lee Sun-Don è un artista orientale di genere orientale che tratta la sua arte con lo spirito e con le intenzioni di un orientale.

Bene ha fatto chi ha paragonato Lee Sun-Don a Pablo Picasso. Infatti nulla dell’arte contemporanea occidentale traspare dalle sue tele. Magari si può affermare che molta arte moderna europea dalla seconda metà dell’ottocento è stata affascinata dai miti e dalle leggende provenienti dall’oriente. Molti artisti europei hanno tratto ispirazione dalle culture indiane e asiatiche. Molti di loro fuggivano fisicamente o spiritualmente in mondi lontani collocati su isole o foreste esotiche.

Molti artisti europei traevano dagli ideogrammi orientali lo spunto per le loro tele astratte! Nelle tele di Lee Sun-Don non vedo alcuna suggestione occidentale; vedo invece tanto oriente nelle tele degli artisti europei moderni come in quelle di Mario Eremita, artista tra pochi ancora rappresentante della vera bella pittura in questo continente.

Il genere della pittura di Lee Sun-Don è simbolista ed apotropaica. L’intento di trasmettere il messaggio del Buddha impone all’artista l’uso della metafora e del simbolo; arcaici strumenti per trasmettere con semplicità i principi religiosi e filosofici. La filosofia buddhista contiene numerosissimi simboli apotropaici che l’artista inserisce in ogni dipinto. Quindi questa pittura si dispiega nel ricco repertorio iconografico della tradizione buddhista e cinese unendo simboli religiosi a quelli pagani.

La farfalla, in cui Zhuangzi sogna di incarnarsi richiama alla mente lo spirito compassionevole che vuole immedesimarsi nell’altro, un processo che genera armonia e allontana le afflizioni.

Le figure con strumenti musicali tratte dalle grotte di Mogao a Dunhuang, ognuna con un suo significato allegorico ben preciso che servono a facilitare il cammino verso l’illuminazione.

Il culto della meraviglia; l’arte di meravigliarsi è cosa sempre più rara nel nostro occidente tanto smaliziato e disincantato da non essere capace di vedere più nulla e di annichilirsi in un’arte fatta di vuote ideologie politiche.

Il simbolo della fenice; non di origine buddhista ma qui fatto proprio dall’artista grazie sempre al principio dell’equilibrio armonioso. La fenice infatti è un simbolo pagano di origine egiziana e poi greca fatto proprio dalle famiglie imperiali cinesi. Lee Sun-Don la rappresenta per indicare il principio della magnificenza dello spirito quando esso è artefice del proprio destino.

La carpa, simbolo pagano di buon auspicio che nell’atto del salto diviene anche il simbolo del superamento dei propri limiti; un esempio verso l’illuminazione. Il Guan Zi Zai Bodhisattva in cui il bianco simboleggia il superamento del senso della vista essendo il tratto perso nel bianco.

Il simbolo del cerchio quale esempio di perfezione e continuità spazio temporale che si associa al messaggio della fede buddhista. Nella serie del Grande Risveglio Istantaneo pare intravvedere alcuni riferimenti all’arte concettuale ma ci inganniamo in quanto essa è fine a sé medesima mentre qui ci troviamo di fronte a segni che intendono un linguaggio ed un messaggio molto profondo e radicato in una immensa e antica cultura.

Infine la scultura del drago uno dei più importanti simboli dell’arte e delle tradizioni cinesi anch’esso sinonimo di fortuna e bontà

La serie dei vasi del tesoro

La serie dei Vasi del Tesoro è basata sulle tre virtù: la benedizione (il dono della fortuna), la purificazione (purificazione dalle afflizione e il karma) e la saggezza. Quando si possiedono tutte e tre le virtù, cos’altro si può pretendere?! Le immagini rosse sullo sfondo nero sono illustrazioni totemiche, sebbene siano misteriose.
Nella Serie dei Vasi del Tesoro, ogni pezzo ha le sue proprie caratteristiche e il suo gusto unico, fino a soddisfare le preferenze personali di ciascuno. Consideriamo per esempio questa opera in particolare, essa possiede cinque punti sotto il coperchio, ciò sta a significare che essa è il rifugio dei cinque elementi: il Buddha, gli insegnamenti, tutti gli esseri senzienti, il maestro e la natura istintuale — questa è l’entrata per esplorare il tesoro della verità.

La serie benedizione ricchezza poesia divinità cosmo

La grande serie dei risvegli io sono farfalla

“Io Sono Farfalla” è ispirato da Zhuangzi, un grande filosofo della Cina antica, meglio conosciuto come uno dei fondatori del Daoism. Zhuangzi un tempo sognò di essere una farfalla; una farfalla che danzava volando quà e là senza rendersi conto di essere Zhuangzi. Quando egli si risvegliò, provò lo stupore di Zhuangzi che immagina di essere una farfalla e lo stupore della farfalla che immagina di essere Zhuangzi. L’artista adopera questa metafora per trasmettere l’idea della trasformazione e dell’armonizzazione: per trasformare la rigida concezione secolare dell’esistenza umana ( la fama, la salute, lo stato sociale ), per vincere tutte le sfide e armonizzare l’universo. In aggiunta alle implicazioni della trasformazione e dell’armonizzazione, farfalla ( in cinese hu-die ), per la simbologia cinese è un gioco di parole che significa fortuna; la farfalla è quindi sinonimo di buoni auspici, per avere felicità, buona sorte, e prosperità. La farfalla posata sul piede di colui che pratica il Buddhismo, vuole significare che egli ha trovato la pace nella sua anima; i simboli totemici alla destra indicano le traiettorie di volo della farfalla.

La grande serie dei risvegli Terra Santa Dunhuang

La serie “Terra Santa – Dunhuang” si ispira ai graffiti delle Grotte di Dunhuang, che hanno impressionato profondamente l’artista che le visitò dozzine di volte anche nelle zone riservate esclusivamente all’osservazione dei professionisti. La serie è caratterizzata per l’unione tra il risvegliato e la divinità volante attraverso i segni totemici. Ogni divinità volante suona un singolare strumento che ha il proprio significato. Per esempio, il tamburo simboleggia il pulsare del paradiso e della terra, l’arpa simboleggia l’armonia dell’universo, il flauto la prudenza del mondo e il flauto di pan fatto col bamboo la distanza dalla vita mondana.

La grande serie dei risvegli la meraviglia attraverso la quiete e il movimento

In “La Meraviglia attraverso la Quiete ed il Movimento” l’artista raffigura una persona, una farfalla per simboleggiare il “Movimento” ed un vaso ed un ramoscello per simboleggiare la “Quiete”. La Quiete o il Movimento sono rappresentati come la cifra che segna la Meraviglia; l’opera quindi è intitolata “La Meraviglia attraverso la Quiete ed il Movimento”. Un dettaglio particolare è che solamente metà del vaso è dipinta, mentre l’altra è lasciata per rappresentare segni totemici e i ramoscelli. Il vaso di fiori è un vaso del tesoro, colmo d’acqua e virgulti. L’acqua simboleggia l’abbondanza e la vita terrena; i segni totemici simboleggiano la dottrina del Buddha, la dottrina Forshang e la vita spirituale. Tutto ciò indica che per avere abbondanza di fiori e frutti e salute e raggiungere la perfezione abbiamo bisogno sia della vita mondana che della vita spirituale.

La grande serie dei risvegli mentre cavalco il vento

“mentre cavalco il vento” è ispirata alla storia di Zhuang Zhou Mèng scritta da Zhuangzi, il filosofo, durante il periodo della Guerra delle Nazioni. L’artista si riferisce a quella storia per descrivere la condizione in cui l’individuo non è in balia della fama e della fortuna ma è naturalmente parte dell’universo e controlla le sue passioni. In questo dipinto la fenice è rappresentata immensa per simboleggare la condizione di magnificenza dell’anima e dello spirito che è artefice del proprio destino; ciò che è un onorevole traguardo della vita; e non nella condizione di annichilimento come quando si è in balia della fama e della fortuna. La fenice è anche il simbolo di buoni auspici sia presso le culture orientali che in quelle occidentali.

La grande serie dei risvegli il cancello del drago

“Il Cancello del Drago: la Trasformazione” è un’opera ispirata ad un’antica leggenda cinese “Le Carpe saltano sopra il Cancello del Drago.” Le carpe sono sempre state considerate un simbolo di buon auspicio fin dai tempi più antichi. Il salto della carpa suggerisce la contesa ardimentosa per il successo, e la volontà di oltrepassare i propri limiti. Le carpe colorate rappresentano l’abbondanza ed indicano che colui che colleziona questo dipinto oltrepasserà qualsiasi ostacolo per elevarsi. Nella serie del Cancello del Drago, l’acqua è rappresentata per mezzo di tecniche varie, come colori danzanti, onde, e serie di punti tratteggiati.

La serie dei colori dei colori

Questa è la nuova tecnica pittorica della Serie dei Colori nei Colori. Per cominciare, l’area nera somiglia alle foglie del loto, mentre l’area bianca rassomiglia abbastanza alla silhouette di una bella, con il viso che guarda in sù, la testa voltata a sinistra, il collo e la spalla verso la parte bassa a sinistra, ed i suoi occhi giusto sulla linea… “La Bella Incanta il Loto” la creatività si svela più nella divisione dello spazio, l’ingegnosa maestria della forza delle dita e del polso, combinata con l’impiego della profondità del chiaroscuro.

La serie del vecchio fortunato

La serie guan zi zai

Questa serie è ispirata a “Il Cuore Sutra” ed è quindi intitolata “la Serie Guan Zi Zai”. La più importante caratteristica di questa serie è l’uso della pittura bianca sulla tela bianca per delineare Guan Zi Zai Bodhisattva con la tecnica del “Bianco su Bianco”. Il pezzo “Trascendere oltre la Vista fino alla Consapevolezza” esprime l’assenza di contrasto nel mondo, alcun pensiero deriva dalla funzione dei sensi esclusa la gloria, la perfezione e la percezione del divino in ogni cosa. Quindi, le tre linee sul fondo simboleggiano la disciplina, la concentrazione e la saggezza ed i tre fiori di loto indicano la disciplina, la concentrazione e la saggezza della divinità.

La serie del risveglio istantaneo

La serie del Gande Risveglio Istantaneo è composta da sette opere. Sono tutte completate da un Totem Gestuale dalla tecnica dei Colori Danzanti. La parte più difficile nella creazione di questa serie è quella della realizzazione dei cerchi concentrici: la loro collocazione e la loro variegazione di colori determina lo spirito e la vitalita del dipinto, il suo slancio dinamico e la sua magnificenza. Quindi, ogni opera deve essere lungamente ponderata prima che sia data la prima pennellata sulla tela – un singolo errore renderà vana l’intera creazione. Quindi, la Serie del Grande Risveglio Instantaneories richiede più impegno degli altri dipinti. Il cerchio e la sfera sono le forme senza inizio né fine, per questo simboleggiano la perfezione e la concordia – In questo dipinto il cerchio rappresenta la perfettibilità del Buddhismo. Così come i segni totemici sparsi attorno, sono la rappresentazione visiva dell’insegnamento del Buddhismo.

Lo slancio

L’artista interiorizza propria l’immagine del drago dell’antica saggezza cinese degli Otto Diagrammi contenuta nel Libro dei Mutamenti, il più prezioso e stimato essere rappresentato dalla cosmologia cinese. La scultura “Slancio” è stata creata per diffondere ogni benedizione a chiunque possieda l’opera affinché possa prosperare, riuscire nella vita e sublimare nel trascendente.


Opening 24 giugno 2009

galleria terzo millennio venezia mostra personale rossella mocerino masks arte contemporanea carnevale di venezia sensation 2010 nicola eremita

MASKS! Rossella Mocerino. Comunicato stampa.

Mostra personale dei dipinti di Rossella Mocerino. Dal 05 al 19 febbraio 2010, opening reception giovedì grasso 11 febbraio dalle 18 alle 21.

Giovane pittirice attiva negli Stati Uniti, profondamente affascinata da Venezia, ama rappresentare le maschere tipiche della Commedia dell’Arte ricercando in esse i valori fondanti l’immaginazione ed il rapporto dell’umanità con l’autocoscienza e la consapevolezza dell’esistenza. Insomma riscopre l’importantissimo significato spirituale e celebrativo che i festeggiamenti d’ogni sorta avevano nelle antiche ere delle civiltà umane e che al giorno d’oggi sembrano essere dimenticate per far spazio ad esigenze più che altro materiali.

VI ASPETTIAMO IN GALLERIA:
OPENING GIOVEDI’ GRASSO 11 FEBBRAIO DALLE 18.

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MASKS! Rossella Mocerino

Mostra personale dei dipinti di Rossella Mocerino ( artista newyorkese di origini italiane ), dal 05 al 19 febbraio 2010 in occasione del Carnevale di Venezia “SENSATION”, opening 11 febbraio giovedì grasso dalle 18 alle 21.

Biografia

Rossella Mocerino è nata in Toscana. Attualmente vive e opera a New York dove risiede in Greenwich Village. Ha studiato disegno alla Lega degli Studiosi dell’Arte di New York City, quindi anatomia con Robert Hale della Lega degli Studiosi d’Arte, quindi tempera con l’artista newyorkese Olivera Sajkovic, quindi storia dell’arte con Sarah Lawrence a Firenze.

Espone le sue opere nel Vecchio e nel Nuovo Mondo in mostre personali e collettive dal 1981.

Introduzione del curatore dr. Nicola Eremita

Giovane pittirice attiva negli Stati Uniti, profondamente affascinata da Venezia, ama rappresentare le maschere tipiche della Commedia dell’Arte ricercando in esse i valori fondanti l’immaginazione ed il rapporto dell’umanità con l’autocoscienza e la consapevolezza dell’esistenza. Insomma riscopre l’importantissimo significato spirituale e celebrativo che i festeggiamenti d’ogni sorta avevano nelle antiche ere delle civiltà umane e che al giorno d’oggi sembrano essere dimenticate per far spazio ad esigenze più che altro materiali.

L’artista riafferma i profondi significati e gli immensi valori che certe tradizioni conservano, per buona pace di color che sono sopraffatti dall’ansietà di celebrare sempre qualcosa di nuovo; ma, come sempre è detto: niente è nuovo sotto il sole. Allora tanto vale considerare sempre gli interrogativi più importanti che l’umanità si pone e tralasciare ciò che il preteso attualismo e la pretesa originalità è fatta passare per arte contemporanea. Bando quindi all’assecondamento di mode superficiali e spesso vuote e largo a ciò di cui in fondo l’arte si deve occupare. L’arte si deve occupare dell’uomo. Questo afferma Rossella Mocerino. Questo vale per quanto concerne i contenuti. La tecnica quindi è studiata e curata con perizia ed anche questo dettaglio si discosta fortemente dal molta altra arte che s’inganna privilegiando il contenuto. Non vi sarà alcun contenuto senza la ricerca della forma. In ciò l’arte assurge al sublime distinguendosi dalla mera cronaca.

Per Rossella Mocerino la figura umana è al centro della ispirazione creativa. In particolare ella è rimasta affascinata dal mascheramento tipico del carnevale veneziano che, nonostante la sua unicità ed originalità, affonda le radici in una tradizione atavica e ancestrale. Tale manifestazione, collocata nel contesto storico ed architettonico nonché naturalistico di Venezia, diviene una miscela ricca di riferimenti e stimoli di riflessione e spunto per la creazione. Difficile non rimanere irretiti.

Ecco quindi le maschere veneziane attraverso la lente ed il filtro dell’immaginazione di Rossella Mocerino. In questa pittura, il dramma dell’esistenza si colora ed il mistero del mascheramento travisa e inganna il tempo, la decadenza, la storia; così osserviamo queste figure celate, colte in una atmosfera sospesa e priva di riferimenti spazio temporali.

Esse divengono quindi icone di un nuovo modo di idealizzare simboli naturalistici ed universali. L’umanità infatti è sempre più distaccata e lontana dalla natura. La vita alienante del mondo della rivoluzione informatica e delle ossessive comunicazioni, allontana l’uomo da essa. Entra quindi in crisi quel rapporto contiguo tra intima vicinanza e incolmabile lontananza che si può stabilire a volte tra il singolo individuo e l’immensità del mondo.

Ecco quindi queste colorate creature che con il loro mascheramento, il loro mutamento, cercano di afferrare quel sentire perduto nel remoto passato; perduto in un mondo che è quasi estinto: fatto di romantica contemplazione. Attraverso di loro è agevolata la fuga dalla realtà del quotidiano e il recupero appunto di quei valori mistici. In una sorta di celebrazione sciamanica la maschera diviene simbolo del Sole o dell’Universo intero o dell’Oceano.

La maschera non è un semplice orpello o il capriccio di un pomeriggio ma è il momento per essere altro da sé ma non altro “umano”, bensì altro inteso come ente in contatto diretto con l’essenza del mondo. Il camuffamento diviene quindi un processo di catarsi che distoglie l’uomo dalle miserie del proprio quotidiano e lo rivolge alla natura ed ai profondi ed irrisolti quesiti universali; quelli che per l’uomo dell’epoca primitiva davano il senso alla vita.

Galleria delle opere

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