mostra collettiva per tre giovani artisti dell’Accademia di Belle Arti di Venezia, progetto “Associazione Culturale Attivarte”, dal 5 al 21 dicembre 2008.
Introduzione
Seconda edizione del progetto ma prima edizione che si svolge presso la Galleria d’Arte III Millennio. I tre artisti fanno parte del progetto “Spettri Corpi Simulacri”, ideato dalla Curatrice Rita De Martin; il progetto è stato scelto dal Direttore della Galleria Dr. Nicola Eremita.
Espongono
Opening
Galleria delle opere
Gli artisti
Crosara Vittorio
Biografia: Vittorio Crosara è nato il 19 dicembre 1977 a Valdagno in provincia di Vicenza. Ha frequentato per due anni il liceo artistico. Poi, deliberatamente, ha deciso di seguire un percorso autonomo di studio e di ricerca che l’ha portato a vivere per anni a Roma. La figura umana, nel suo significato universale, è al centro del lavoro di Vittorio Crosara per la composita natura di pulsioni vitali, di implicazioni metafisiche e mistiche che essa possiede. Dalla fine del 2003 Crosara si è volontariamente astenuto da partecipare ad altre esposizioni ed avvenimenti di questo tipo in quanto ha preferito concentrare completamente i propri sforzi nella sua personale ricerca artistica.
Parere del Curatore dr. Nicola Eremita: questa è un’arte ricca di contenuti estetici e di riferimenti a forme espressive inusuali per l’arte contemporanea italiana. Essa si collega strettamente al filone dell’arte applicata. Il concetto stesso di arte finalmente emerge nella sua reale multiformità. Infatti ritengo che molti artisti che sarebbero stati puri figurativi, proprio perché dotati di un particolare talento, si sono dedicati a forme d’arte applicata, per discostarsi nettamente dal desolante panorama d’anarchismo che regna. I risultati non si sono fatti attendere e costoro ricevono la meritata attenzione pur senza bisogno di riempire la bocca degli stupidi con i loro nomi.
Vittorio Crosara percorre questa strada e pare abbia scelto come mentore il grande artista svizzero H.R. Giger, un maestro delle arti applicate. Crosara prova le stesse suggestioni estetizzanti del corpo umano. È affascinato dalla voluttuosa sinuosità dalla carne e dalla struttura rigida delle ossa. L’artista cerca di ricreare ciò che lo ossessiona perché vorrebbe farlo suo, mangiarlo e defecarlo e partorirlo e penetrarlo ed esserne penetrato. E poi essere soggetto e poi oggetto delle creature che egli stesso ha generato. In questo infinito elaborato dell’immaginazione credo si collochi l’arte di questo giovane artista.
Kaci Simon
Biografia: Simon Kaci è nato il 4 Ottobre 1981. Ha frequentato il Liceo Artistico di Budapest e l’Accademia di Belle Arti Ungherese di Budapest dove ha conseguito la Laurea in Pittura. Ha partecipato fin da molto giovane a premi di arte. Ha partecipato a mostre collettive in Unghera ed in Italia ed a mostre personali in Ungheria.
Parere del Curatore dr. Nicola Eremita: la passione per la luce ed il colore accomuna tutti gli artisti che si confrontano seriamente con la pittura ad olio. Grande demone la pittura ad olio. Difficile e laboriosa tecnica, che richiede abilità. Oggi pochi artisti prediligono questa forma, molti la abbandonano proprio perché essa richiede impegno. In un mondo veloce, la pittura ad olio è arte lenta. Nulla di nuovo, parole diverse, stessi concetti; primo fra tutti la spiritualità. L’olio è l’ultima tecnica che ancora può essere portavoce della spiritualità, l’affresco è praticamente impossibile tranne alcune rarissime eccezioni.
In questi bei dipinti il giovane Simon Kaci rende omaggio alla pittura che dal Rinascimento ha incantato ogni uomo. Egli rende anche omaggio a ciò che maggiormente ha occupato gli artisti d’ogni tempo: la figura umana. Perché l’arte guarda l’uomo. In particolare egli preferisce soffermarsi sugli aspetti più quotidiani della vicenda umana cogliendo in essi gli aspetti non banali. Mostra l’espressione rilassata o tesa del sonno, che svela l’armonia o il dissidio interiore. Oppure si confronta con il divertissement impressionista per esaltare la femminilità o la bellezza della natura. Oppure propone un enigma in stile pienamente rinascimentale, con più figure ritratte specularmente.
Sorgato Chiara
Biografia: Chiara Sorgato è nata il 9 Giugno 1985 a Padova. Diplomata presso il Liceo Artistico Modigliani di Padova ad indirizzo Architettura attualmente è iscritta al Corso di Pittura all’Accademia di Belle Arti di Venezia. Ha partecipato al progetto “a ruota libera” a cura dell’Accademia di Belle Arti. È finalista al Premio Arte con diploma di merito e pubblicazione sull’omonima rivista. Ha partecipato a diverse mostre collettive nel Veneto.
Parere del Curatore dr. Nicola Eremita: la passione per la luce ed il colore accomuna tutti gli artisti che si confrontano seriamente con la pittura ad olio. Grande demone la pittura ad olio. Difficile e laboriosa tecnica, che richiede abilità. Oggi pochi artisti prediligono questa forma, molti la abbandonano proprio perché essa richiede impegno. In un mondo veloce, la pittura ad olio è arte lenta. Nulla di nuovo, parole diverse, stessi concetti; primo fra tutti la spiritualità. L’olio è l’ultima tecnica che ancora può essere portavoce della spiritualità, l’affresco è praticamente impossibile tranne alcune rarissime eccezioni.
Chiara Sorgato è l’autrice di queste particolari tele ad olio. Esse sono un esempio di come la tecnica non sia propria di un’epoca ma siano gli artisti gli unici veri testimoni. Le tecniche sono dei pretesti o delle scuse. Ciò che conta è la forza che l’artista possiede, e l’autenticità del suo vissuto, se è di artista.
Con una mano delicatissima Sorgato rappresenta un mondo che oggi definiremmo virtuale ma che prima della rivoluzione informatica non avremmo potuto definire se non onirico. Un mondo fluttuante di sensazioni e ideali. Sembra un neoimpressionismo legato ad una rivisitazione in chiave futuribile della pittura sognante di Chagall. La nostra realtà per l’immaginazione di questa artista, non è alienante e negativa, anche nei suoi aspetti più inquietanti.
È il nostro modo di viverla che può renderla ostile. Ella si pone con intento positivo ed esalta le qualità spirituali favorendo la sublimazione onirica o virtuale. Non ci sono contrasti o fratture ma compassione e armonia. Proprio come la pittura dell’artista ebreo, la pittura di Sorgato è una rappresentazione della gioia di vivere che non necessita di alcuna sovrastruttura o condizione particolare ma solamente della pura volontà e predisposizione spirituale.

































